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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

giovedì 15 settembre 2016

REVENGE PORN

Il porno per vendetta (detto anche revenge porn, ossia la pubblicazione di materiale hard di ex-partner), il bullismo online, la violazione della privacy sono questioni di strettissima attualità sulle quali i vari social network non possono più fare la parte di quelli che se ne lavano le mani o intervengono (se lo fanno) quando il danno è già stato abbondantemente fatto. 

Peraltro, questa è la tesi di una ragazza nord-irlandese di 14 anni che propro in questi giorni ha fatto causa a Facebook per non aver impedito che delle sue foto che la ritraevano nuda venissero ripetutamente pubblicate.
Effettivamente i social network non hanno mai dato l'impressione di essere delle macchine iper-efficienti in queste situazioni. Poco più di un anno fa avevamo ad esempio espresso le nostre perplessità sulla farraginosa modalità di risposta che Twitter aveva predisposto per l'eventuale condivisione di contenuti di revenge porn.
Non che le leggi dei vari paesi si dimostrino molto più efficaci contro questo tipo di contenuti: volendo fare l'esempio degli Stati Uniti, al netto del rischio di sanzioni ed anche anni da trscorrere in carcere, i responsabili della diffusione di materiale di porno per vendetta hanno la pessima abitudine, una volta raggiunti da un'ordinanza che gli impone di cancellare foto e video da un sito, di inviare quello stesso materiale a delle pagine collegate, i cui server magari si trovano in un altro stato nel quale l'ordinanza in questione è priva di valore.
Ma probabilmente il punto principale che emerge dalla vicenda di Tiziana Cantone è che non si può chiedere a delle aziende private o a chi scrive e mette in pratica le leggi di farsi carico di comportamenti che dovrebbero essere prima di tutto un dovere etico di chiunque acceda alla rete. Perché è inutile introdurre discorsi sui diritti e sul modo nel quale questi vanno intesi nell'epoca di internet se, come potete vedere qui sotto, c'è chi per dare la notizia della morte della Cantone non ha trovato di meglio da fare che attirare click con alcuni fotogrammi dei video hard che hanno portato al suicidio della ragazza.

Tiziana Cantone, il porno per vendetta, l'obliato diritto all'oblio  15.09.2016

Revenge porn victim commits suicide 14 September 2016

PORNO SOCIAL SUICIDE 14 settembre 2016


Revenge porn, or posting sexually explicit images online without the subject’s permission, is notoriously difficult to prosecute. But specific laws governing it are cropping up in states across the country, and on Wednesday, New York City legislators are slated to introduce a bill to City Council that would make posting revenge porn a criminal offense.
According to a spokesperson for Councilmember Rory Lancman, who co-sponsored the bill, it would make “leaking intimate images of people without their consent” a misdemeanor punishable by up to a year in jail, a $1,000 fine, or both. It would apply to photos and videos posted online or texted or emailed to other people with the intent of causing emotional or economic harm.
Secretly recording sexually explicit images or videos is illegal under New York State law, but the law doesn’t apply if someone willingly sends images that are later posted without their consent.
“Leaking naked pictures of someone without their permission is despicable, but our laws haven’t caught up with technology to make ‘revenge porn’ a crime,” Lancman told the New York Daily News. Councilmember Dan Garodnick, the bill’s other co-sponsor, added that victims of revenge porn suffer in every aspect of their lives. “This legislation takes a stand against this disgusting violation of privacy and sends a strong message that this behavior is unacceptable in New York City,” he said.

New York City Moves to Crack Down on Revenge Porn 

On Monday, a judge in Belfast ruled a 14-year-old girl’s case against Facebook would be allowed to go forward. The girl, whose naked photo was reportedly posted on a shame page “several times” between November 2014 and January 2016, is suing the tech giant for misuse of private information, negligence, and breach of the U.K.’s Data Protection ActThe Guardian reports. She’s also filing charges against the man who posted her photo in the first place.
The teenager’s lawyer equated Facebook allowing the image to be posted with child abuse and argued that the company had the power to prevent it from being republished thanks to a tracking system, which it neglected to use.
Facebook’s community guidelines include ban on revenge porn, defining it as “Images shared in revenge or without permissions from the people in the images.” It’s one of several major tech companies that have cracked down on the practice in recent years. The company’s lawyers argued Facebook took down the photo each time it was flagged, and they’re reportedly relying on a protection in European law that prevents Facebook from having to scrutinize every post that appears on a page.
According to the 14-year-old’s lawyers, this is the first case of its kind in the U.K., which means there’s likely little legal precedent for it. The trial is set to proceed in Belfast at a later date.

A 14-Year-Old Girl Is Suing Facebook for Hosting Naked Photos of Her 

Postare sul web foto o video intimi rubati in un momento di passione per vendicarsi dell’ex. Si chiama revenge porn il fenomeno che è balzato agli onori della cronaca anche in questi giorni e che è tutt’altro che raro nel nostro Paese. Secondo un’indagine di Skuola.net, infatti, il 5% dei ragazzi italiani ha subito la minaccia o ha messo in atto questo tipo di ritorsione. Una percentuale che sembra di poco conto ma che non lo è affatto. Basta pensare che si tratta di 1 giovane su 20 ed è come se in ogni classe a scuola ci fosse uno studente coinvolto in queste brutte storie. La verità è che gli adolescenti sembrano ancora troppo confusi e disinformati sul sesso e sulle relazioni affettive. Arrivando spesso anche a confondere la violenza con l’amore. Circa 1 giovane su 10 ha alzato le mani almeno una volta sulla sua fidanzatina durante un litigio e oltre 1 su 3 l’ha insultata pesantemente. E loro come reagiscono? Più di 2 ragazze su 5 perdonerebbero uno schiaffo tirato dal partner.

Fermiamo la vendetta del porno tra i minorenni italiani Roberta Lunghini - 14.09.2016


Revenge Porn Pornovendetta 24 GENNAIO 2013


Revenge Porn: in USA le vittime chiedono una legge 30 SETTEMBRE 2013




Italian Perverts Posed as Doctors to Rape Anorexia Patients 10 settembre 2016

GANG RAPE CULTURE 5 19 agosto 2016

Migrant Women from Central America are Facing a Rape Epidemic 30 agosto 2016

#FightingRape Campaign 17 agosto 2016

Fighting Rape Culture 16 MAGGIO 2016

“It Happens” Sexual Assault Awareness  5 SETTEMBRE 2016

The New Brock Turner: Man Gets 30 Days For Molesting Child He Babysat 3 settembre 2016

California passed rape bill after Stanford case 2 settembre 2016

Stanford bans liquor from parties after sexual assault case 23 agosto 2016

The Derrick Rose Gang Rape Case  2 settembre 2016

JAMIA NAGAR GANGRAPE IGNORED BY MASS-MEDIA 2 SETTEMBRE 2016

Colorado Rape Survivor Demands Justice 13 agosto 2016

The documentary exposing America’s rape culture 25 AGOSTO 2016

"It Happened Here": Student Activism Against Campus Sexual Assault 22 GENNAIO 2015

Rape Culture in Online Comments 22 AGOSTO 2016

Nate Parker, Rape Culture, And Toxic Masculinity 22 AGOSTO 2016

Darren Sharper gets 18 years for drugging, raping women 20 agosto 2016

Brock Turner Rule: Fighting Porn and Rape Culture 23 giugno 2016

VIRTUAL RAPE CULTURE 2 31 AGOSTO 2016

Anti-Rape Protest 3 28 AGOSTO 2016

Anti-Rape Protest 2 18 agosto 2016

Anti-Rape Protest 12 agosto 2016

‘This Is What Rape Culture Looks Like’ 10 SETTEMBRE 2016

80-90% accused in sex crimes cases go free 11 settembre 2016

Gang-rape, murder of Yuyun 11 settembre 2016

Sexual Jihad 8 settembre 2016

Le nuove schiave del sesso 11 SETTEMBRE 2016


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