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mercoledì 27 maggio 2015

Abusi Online Arrestato Prete Pedofilo

Abusi atroci su minori di 10 anni nei video che venivano scambiati a livello internazionale. Gli arresti eseguiti su ordinanza del gip di Milano



I video diffusi sul web erano agghiaccianti: bambini anche più piccoli di 10 anni stuprati, fatti oggetto di pesanti violenze e costretti a rapporti tra loro e con animali. 

E nel «giro» dei pervertiti che li scambiavano in cambio di denaro c’era anche un prete di Alassio (Savona), che nell’ «ambiente» si faceva passare per un manager americano. 

La rete internazionale è stata stroncata martedì mattina, quando la Polizia di Stato, a conclusione di due anni di indagini, ha eseguito 29 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Milano Paolo Guidi. 

Quattro le persone in manette: due disoccupati di 58 e 51 anni, un operaio di 51 e il sacerdote, 49enne, che è stato arrestato ad Alassio (Savona) ed è stato portato in carcere. 

Il prete, un salesiano, aveva vissuto per diversi anni a Oulx, località della Val di Susa, in provincia di Torino, e recentemente era stato trasferito ad Alassio, in Liguria. 

È accusato di «cessione aggravata» di materiale pedopornografico (art. 600 e 602 del codice penale), contestazione che prevede l’aver trattato materiale con «minori di anni 16» e in «numero maggiore di tre». Gli altri tre arresti sono stati eseguiti a Torrecuso (Benevento), Livorno e Roma.

Le laboriose indagini ad elevata complessità tecnica condotte dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano hanno permesso di individuare 233 utenti in tutto il mondo che si scambiavano i materiali illeciti via web. 

Sono in corso supplementi investigativi per identificare anche i bambini vittime delle violenze, affinché possano essere soccorsi e liberati dalla catena criminale.

Il prete arrestato, nelle conversazioni sul web con gli altri pedofili, si fingeva un manager statunitense. 

Aveva quindi acquisito una falsa identità, come del resto quasi tutti gli indagati. Sosteneva inoltre di essere spesso in Italia per motivi di lavoro, giustificando così il fatto che il suo indirizzo email era fornito da un provider italiano. 

Secondo le accuse, avrebbe acquisito in particolare fotografie e video di preadolescenti.

Ma tra il materiale scambiato dagli indagati c’erano anche scatti di bambini di pochi anni, nella maggior parte dei casi provenienti dall’Estremo Oriente. 

Tra le persone coinvolte c’è anche un insegnante. 

Da quanto si è saputo, i pedofili provenienti da diversi Paesi si incontravano su un social network russo, utilizzato per pubblicare immagini di vario genere. 

Si lanciavano segnali attraverso commenti «in codice» a fotografie non pedopornografiche di bambini, spostando poi le conversazioni, quasi sempre in lingua inglese, su altre piattaforme web, dove avveniva lo scambio di migliaia di immagini con il sistema del «peer to peer». 

Le indagini sono state effettuate da agenti della polizia postale sotto copertura, che sono riusciti a infiltrarsi nella rete fingendosi pedofili. 

Pedofilia, traffico di video online Arrestato un prete, finto manager 26 maggio 2015


A Politician a Lord and a Judge regularly abused Esther Baker 26 Maggio 2015


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