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sabato 11 aprile 2015

MALATI DI PORNO: LA CENSURA DEL WEB

Nel Regno Unito si vuole realizzare un sistema efficace per impedire ai minori l'accesso  ai contenuti pornografici presenti onlineLa questione è complicata perché riguarda la tutela dei minori, il tecnocontrollo e la privacy. 


Per il partito conservatore chiunque online, indipendentemente dall'età, si trova ad "appena due click di distanza da un contenuto a luci rosse": un problema che i Tory legano alla dipendenza dal sesso e alla consapevolezza che per fermare i minori non basta, evidentemente, il banner che chiede conferma della maggiore età.

A questo controllo sarebbe poi legato un ulteriore meccanismo previsto per obbligare i siti al rispetto della legge: secondo le intenzioni dei proponenti, coloro che non si adegueranno saranno bloccati dal relativo fornitore di servizi. Se non collaboreranno, rischieranno una multa.


Per il momento ad accogliere con entusiasmo la proposta sono le associazioni per il benessere dei bambini, per cui l'accesso facilitato a contenuti a sfondo sessuale rischia di normalizzare comportamenti sessualmente pericolosi.


Esperti ed osservatori hanno fatto notare come l'implementazione tecnica di una tale idea sia costosa e di difficile attuazione. Senza contare che - come evidente dagli ulteriori obblighi sulle spalle degli ISP - rischia di diventare una freccia nell'arco dei censori.

La sua difficile applicazione sembra il problema più evidente: difficile immaginare un sistema per escludere la minore età, magari basato sull'autenticazione legata alle carte di credito e tutte le informazioni che recano con sé, ma soprattutto difficile pensare di poter convincere ad adeguarsi tutti i siti registrati fuori dai confini britannici e con server oltre-Manica.

Inoltre, per attuare una tale riforma l'unica soluzione saebbe quella di censurare tutte le pagine Web di default, stabilendo procedure precise di accesso, oppure stilare una dettagliata lista di siti proibiti ai minori: un esperimento che ha portato proprio in Gran Bretagna al blocco di diversi contenuti legati anche alla educazione sessuale.

UK: il porno si levi di torno 10 aprile 2015

Politicians promise to lock kids out of online porn sites April 7, 2015

UK government plans to introduce mandatory age-checks on porn sites April, 6 2015

'Canadian Anti-Pornography Petition' Urges Opt-In Filter On All Porn 14 OTTOBRE 2013

Il sesso dei giovani nativi digitali è sempre più multimediale. Tra chat, siti porno e immagini erotiche scambiate via tablet o cellulari, il rischio è che "la frequentazione abituale di questi spazi web allontani dal rapporto reale con altre persone, e induca precocità nell'orgasmo, autoerotismo spinto e calo del desiderio". 
Ad analizzare gli effetti 'velenosi' del sesso virtuale sui giovani italiani di 18-20 anni è Carlo Foresta della Uoc Servizio per la patologia della riproduzione umana dell’Azienda Università-Ospedale di Padova, che ha svolto uno studio su 893 studenti delle scuole superiori di Padova e provincia.
I risultati, recentemente pubblicati sull'International Journal of Adolescent Medicin Health, sono stati descritti in un incontro per illustrare un progetto di prevenzione andrologica che coinvolgerà 30 mila studenti universitari maschi per tre anni. Secondo la ricerca "il 78% dei giovani è un fruitore abituale di siti porno, anche se l’abitudine al collegamento web - precisa Foresta all'Adnkronos Salute - varia da qualche volta al mese (29%) a più volte a settimana (63%), ogni giorno o più volte al giorno (8%), con una permanenza nei siti in media di 20-30 minuti". 
I giovani intervistati dichiarano che la frequentazione di questi siti diventa spesso un'abitudine, e il 10% considera questa abitudine come una dipendenza.
E se il sesso si cerca ossessivamente via web, c'è un'influenza nella vita reale. I comportamenti sessuali dei giovani che frequentano i siti pornografici per più volte alla settimana, infatti, risultano "compromessi" nel 25% dei casi. Le patologie della sessualità che emergono con maggiore frequenza nei più accaniti frequentatori dei siti erotici sono: riduzione del desiderio sessuale (16%), eiaculazione precoce (4%), disturbi della eiaculazione (4%).
"La riduzione dell’interesse per la sessualità reale - sottolinea Foresta - emerge anche dal comportamento masturbatorio degli intervistati". L’autoerotismo è fortemente esercitato dai ragazzi che frequentano i siti pornografici più volte a settimana. E non sono pochi i giovanissimi che si rendono conto di avere un problema.
A parlare di dipendenza dalla sessualità multimediale è l’8% dei più accaniti frequentatori. Un fenomeno caratterizzato, "oltre che dalla ricerca incoercibile di questi siti, anche dalla completa incapacità di cercare e sviluppare rapporti sessuali reali con altre persone".














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