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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

giovedì 5 marzo 2015

LIVING DOLLS Ipersessualizzazione e Porno-Oggettificazione

Oggettificazione significa trattare una persona come una merce o un oggetto, senza riguardo per la sua persona o dignità. Porno-oggettificazione significa trattare una persona come un oggetto-strumento del piacere sessuale. Al giorno d'oggi, l'ipersesualizzazione promossa dai mass-media mediante la porno-pubblicità, il pop-porno, la porno-cultura, in generale la porno comunicazione di massa, comprende ormai sia uomini che donne, compresi i bambini.



Più recentemente si va affermando la tendenza all'auto-oggettificazione: gli individui - porno-omologati - non solo i giovani, cominciano sempre più a vedersi e a rappresentarsi come un corpo-oggetto, a dare valore all'aspetto fisico, all'esteriorità, piuttosto che al proprio essere, al proprio sentire, alla propria interiorità. Questo porta ad una ipersessualizzazione del proprio corpo, perché la sessualità, come merce, come spettacolo, diventa la forma di mediazione prevalente, porno-mediazione di massa. Questa porno-visualizzazione del sé può avere gravi conseguenze negative per il benessere di una persona: le ricerche collegano l'auto-oggettivazione ad una minore auto-stima, una maggiore vergogna del proprio corpo, ritenuto inadatto perché non conforme agli standard, ad una produzione di ansia e vari problemi di salute mentale e fisica (depressione, anoressia, dipendenza) in particolar modo tra le donne. Da qui la ricerca ossessiva e compulsiva di modellare il proprio corpo, ricorrendo alle diete estreme, al fitness, alla moda, alla chirurgia estetica.


Un ruolo decisivo in questa porno-alienazione di massa lo stanno giocando i social media, dove le rappresentazioni del sé si riproducono incessantemente rimbalzando dai siti internet agli smartphone, insieme alla auto-oggettificazione.




Si registrano anche casi allucinanti come quello di Valeria Lukyanovala Real Barbie, che per assomigliare alla bambola ha speso più di 800 mila dollari in interventi di chirurgia plastica 

RITOCCHINO PRE-SELFIE

L’ennesimo allarme sull’autoscatto 2.0 è stato lanciato dai chirurghi dell’American academy of facial plastic and reconstructive surgery, i quali hanno recentemente attribuito alla mania del selfie la responsabilità di un’impennata nelle richieste di ritocchi per piccole zone del volto. 

La ricerca è stata condotta su 2.700 specialisti americani, i quali hanno evidenziato un incremento del 10% dei ritocchini al viso nel solo 2014. Quel che è peggio, hanno detto, è che la maggioranza delle richieste proviene da pazienti under 30, sia maschi sia femmine. 

In questo contesto la rinoplastica è aumentata del 10%, il trapianto dei capelli del 7% e il lifting delle palpebre del 6%. Insomma, un vero e proprio boom, che sarebbe addirittura peggiorato dall’avvento, su scala universale, dell’asta che promette di rendere i selfie ancora più belli: il selfie stick.

ADDICTED TO SELFIE Narcisismo Digitale e Auto-Oggettificazione





Kelsey Higley, una giovane visual artist statunitense, ha realizzato un video che mostra sarcasticamente l'ossessione femminile per la forma del corpo: l'artista 22enne dell'Oklahoma ha utilizzato 126 autoritratti ripresi in stop motion. Le fotografie sono state manipolate per ricreare l'illusione che il corpo sia letteralmente modellato e manipolato.


Il video illustra gli effetti che i media e le opinioni pubbliche hanno sul nostro modo di guardare noi stessi. Ho scelto di usare la mia immagine per mostrare il conflitto interiore con la bellezza come una battaglia tra il desiderio di assomigliare ad altri e l'accettazione del mio corpo.

Gli esperti spiegano che l’anoressia nervosa, che si manifesta con una magrezza eccessiva, è sempre associata ad una visione distorta del proprio corpo e da pensieri ossessivi sul peso e le calorie ingerite. Sembra che chi ne soffre, oltre a non riconoscersi più alla vista, non si riconosca più nemmeno al tatto. Questa malattia purtroppo interessa sempre più spesso anche bambine e preadolescenti, giungendo al culmine intorno ai 14-15 anni e diventando allarmante verso i 18 anni, una volta che la maggiore età rende autonomi anche nei confronti dei genitori e c’è un confronto più diretto con i giudizi degli altri.





La Francia potrebbe presto avere una legge contro l'eccessiva magrezza delle modelle e la propaganda pro-anoressia. Il deputato della maggioranza socialista Olivier Veran ha annunciato che presenterà due emendamenti alla riforma della sanità, in discussione in parlamento, su questi due argomenti, incassando il sostegno del ministro della Sanità Marisol Touraine.

Il primo emendamento prevede l'introduzione del divieto per le agenzie di far sfilare in Francia modelle il cui indice di massa corporea sia inferiore alla soglia di denutrizione, pena un'ammenda fino a 75 mila euro e fino a 6 mesi di prigione. "La Spagna l'ha già fatto, l'Italia l'ha già fatto, Israele ha preso delle misure - spiega il deputato ai microfoni di Bfm Tv - è il momento che anche la Francia faccia qualcosa".

Il secondo emendamento prevede invece l'introduzione di un reato di "promozione della magrezza eccessiva", con lo scopo di vietare tutti quei siti Internet detti 'pro-ana', che fanno l'apologia dell'anoressia, del rifiuto del cibo e del culto ossessivo del corpo magro. "L'iniziativa è buona", ha commentato La Touraine, che ha annunciato il sostegno suo, del governo e della maggioranza alla proposta del deputato. 

Francia, verso stop modelle magrissime e siti pro-anoressia 17 marzo 2015



Il Comune di Roma dice basta ai cartelloni pubblicitari che sfruttano il corpo femminile: il sindaco della capitale, Ignazio Marino, ha deciso di dare battaglia a queste immagini che offendono le donne. Immagini che lasciano trasparire e intuire realtà di sottomissione e di supremazia di genere, ledendo la dignità delle donne.
Il sindaco di Roma ha spiegato questa nuova iniziativa in occasione della cerimonia di consegna del "Premio Immagini Amiche", promosso dall’Unione Donne in Italia e dall’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo, evento che si è svolto all'Ara Pacis alla presenza del presidente della Camera Laura Boldrini:
Gli spazi del Comune potranno essere venduti solo a chi rispetterà le regole inserite nella delibera: il corpo della donna non potrà essere associato ad immagini che lo equiparano ad un oggetto ed in maniera sessista.

Sessista o sessuata? I poster di Roma e le donne 25 MAR 2015


Porno Belen: maxi poster con la farfallina 15 DICEMBRE 2014

Video porno Belen, il filmino hot più amato dalle donne  27 OTTOBRE 2011

PORN CULTURE LA CULTURA DELL'OSCENO 25 NOVEMBRE 2014

VIRTUAL RAPE CULTURE 26 GENNAIO 2015





ULTRABELLEZZA I DROGATI DEL BISTURI


Naike Rivelli, la figlia di Ornella Muti, nota dipendente del porno-selfie, come molte altre sue colleghe internazionali, ha raggiunto il più alto grado di auto-porno-oggettificazione: ha rinunciato a riprendersi il viso mostrando il suo vero volto


Boom di chirurgia estetica per somigliare al culo di Pippa

Bree, la piccola bambina costretta dalla mamma al botox






PORNO MODA Guerra agli Yoga Pants

Il volto più famoso di Lady Gaga

Ci troviamo di fronte a ciò che di più distante dalla libertà del proprio corpo: la sua mercificazione. Siamo passati dai movimenti degli anni ‟70 con slogan “il corpo è mio, e lo gestisco io” a un tempo in cui c‟è un ‟ostentazione mediatica del corpo, che mette la donna in una condizione di sfruttamento. 

Natasha Walter , autrice di "LIVING DOLLS The Return of Sexism", puntualizza, in particolare, come nella società contemporanea, “lontano dal realizzare libertà e potenzialità delle donne, la nuova cultura „hypersexual‟ ridefinisce il successo femminile attraverso "un quadro ristretto di attrazione sessuale” (2010, p.10).

Sessualizzazione e oggettificazione della donna sono l‟effetto perverso della battaglia per la liberazione del corpo dai vincoli delle regole sociali. Infatti, laddove il cambiamento nella dialettica tra i sessi non è avvenuto, la liberazione delle donne dagli stereotipi e dalle regole ha comportato la riduzione del femminile al corpo e quest‟ultimo, nell'acquisire la libertà di azione e visibilità ha mantenuto l‟assenza dello statuto di soggetto.

Chiara Volpato (2011) descrive i processi di oggettivazione e sessualizzazione evidenziando come contribuiscono alla riduzione dell‟autostima e allo stesso tempo al depotenziamento delle competenze attribuite alle donne, in particolare per lo svolgimento di ruoli decisionali e di responsabilità.

L‟oggettificazione, che sembrerebbe una misura distorta di pacificazione, in realtà, risulta una misura di rinforzo dell‟aggressività maschile. Il corpo femminile esibito come alterità desiderabile indurrebbe, infatti, il bisogno del controllo per ridurne la pericolosità. Di qui invece, al contrario, la necessità di controllo sulle strategie di rappresentazione delle donne nei media, in quanto potenti riproduttori di immagini portatrici di rappresentazioni devalorizzanti e deumanizzanti (Camussi, Annovazzi). 

There are many examples of the sexualization of girls and girlhood in U.S. culture.

Toy manufacturers produce dolls wearing black leather miniskirts, feather boas, and thigh-high boots and market them to 8- to 12- year-old girls (LaFerla, 2003). Clothing stores sell thongs sized for 7– to 10-year-old girls (R. Brooks, 2006; Cook & Kaiser, 2004), some printed with slogans such as “eye candy” or “wink wink” (Cook & Kaiser, 2004; Haynes, 2005; Levy, 2005a; Merskin, 2004); other thongs sized for women and late adolescent girls are imprinted with characters from Dr. Seuss and the Muppets (e.g., see www.princesscassie.com/ children/cat.shtml) (Levy, 2005a; Pollett & Hurwitz, 2004). 

In the world of child beauty pageants, 5-year-old girls wear fake teeth, hair extensions, and makeup and are encouraged to “flirt” onstage by batting their long, false eyelashes (Cookson, 2001). 

On prime-time television, girls can watch fashion shows in which models made to resemble little girls wear sexy lingerie (e.g., the CBS broadcast of Victoria’s Secret Fashion Show on December 6, 2005). Journalists, child advocacy organizations, parents, and psychologists have become alarmed, arguing that the sexualization of girls is a broad and increasing problem and is harmful to girls (Bloom, 2004;“Buying Into Sexy,” 2005; Dalton, 2005; Lamb & Brown, 2006; Levin, 2005; Levy, 2005a; Linn, 2004; Pollet & Hurwitz, 2004; Schor, 2004). 

The Task Force on the Sexualization of Girls was formed in response to these expressions of public concern. 


Report of the Task Force onthe Sexualization of Girls

Le Bratz sono state create nel 2000 (a dieci anni da “Pretty Woman”), con la testa enorme rispetto al corpo, gambe lunghissime, vitino da vespa, labbra non esistenti in natura. Hanno ispirato cartoni animati, videogiochi, modelli estetici e anatemi. Bambine di pochi anni giocano con queste mini donne con ombretto indelebile azzurrissimo e sopracciglia tatuate. Madri furiose scatenano battaglie, denunciano una ipersessualizzazione, vietano ai nonni di comprare Bratz, Winx, Barbie per Natale. Queste bambole si sono fatte una cattiva fama, sono diventate infrequentabili, danno il cattivo esempio. 

Pretty Woman è una donna che salva le Bratz dalla loro cattiva fama Annalena Benini | 22 Febbraio 2015


Bambine di 8 anni vestite e truccate come donne: è il fenomeno delle “lolite” che allarma sempre di più il governo francese. Il ministro del welfare Roseline Bachelot ha deciso di lanciare una missione parlamentare sull’ipersessualizzazione delle ragazzine in tv











L'Ipersessualizzazione viene facilmente interiorizzata                                 
Numerose ricerche affermano che l'ipersessualizzazione viene facilmente interiorizzata, conducendo le ragazze a pensare e a trattare i loro corpi come oggetti del desiderio altrui. La sessualizzazione dell’immagine femminile riduce la fiducia nei confronti del proprio corpo, provoca disagio corporeo e induce emozioni negative come  la vergogna "negativa" associata all'insicurezza, ma anche all'ansia e al disgusto per sé stessi. La sessualizzazione ha conseguenze nefaste anche sulla capacità delle ragazze di sviluppare una sana sessualità. La frequente esposizione a ideali irrealistici di bellezza e sex appeal si traduce in altrettanto irrealistiche e/o negative aspettative nei riguardi della sessualità. Infine la sessualizzazione sui mezzi di comunicazione influenza la maniera con cui le ragazze concettualizzano la femminilità e la sessualità, fornendo appoggio agli stereotipi sessuali che dipingono le donne come oggetti del desiderio e fanno dell’aspetto estetico il cuore del loro valore.

La musica pop è da tempo invasa da signorine in abiti più o meno succinti che cantano testi più o meno espliciti sullo sfondo di video musicali che lasciano davvero poco spazio all’immaginazione. 
Wrecking Ball di Miley Cyrus che è un inno alla volgarità gratuita (analisi in dettaglio)
L'industria dell'intrattenimento sforna, quasi ogni giorno, nuove stelle e stelline della musica che vanno a infoltire una legione di giovani cantanti pronte a lanciarsi in provocanti balli davanti alla macchina da presa. 
L’interesse sembra spostarsi di più su quelle mossettine sexy e quegli abitini succinti, in cerca dello scandalo, un pò come Miley Cyrus agli MTV Video Music Awards 2013. Mentre il mondo cerca ancora di digerire la sua scandalosa esibizione, visto che lo show era destinato soprattutto ad un pubblico di giovanissimi, la popstar intervistata dal Daily Mail, non ha avuto peli sulla lingua nel parlare del suo brano We Can't Stop, chiarendo un dettaglio importante riguardo ad un verso presente nel testo: "Nella mia canzone parlo di droga". Il produttore del brano sostiene che ad un certo punto la star dica innocentemente “ballando con Miley” ma alcuni pensano invece che canti “ballando con Molly” (un termine dello slang che indica una sostanza stupefacente, la MDMA). L'artista, allora, ha messo le cose in chiaro: “Dipende da chi lo ascolta. Se hai dieci anni, la canzone recita 'Miley', se invece sai di cosa sto parlando allora capisci a cosa mi riferisco”.
 Perversione sistematica delle Nuove Generazioni                                         
Dopo aver archiviato il singolo We Can't StopMiley Cyrus ha lanciato il nuovo video del suo brano Wrecking Ball.  Le scene del videoclip la vedono volteggiare su una grande palla di ferro completamente nuda, ovviamente coperta nei punti delicati, e leccare con voluttà un martello. 
Il cambiamento di Miley Cyrus non è dettato soltanto dalla sua crescita anagrafica, bensì da una pressione psicologica da parte di chi sfrutta il suo personaggio per ottenere i propri scopi. 
L'ipersessualizzazione infantile mira a pervertire sistematicamente e subdolamente le nuove generazioni 
 Modello Miley Cyrus e "Parental Control"                                                        
Miley Cyrus è una rappresentazione mediatica pericolosa per le donne. Il nuovo modello aspirazionale non è più quello della "mamma" o della “casalinga perfetta”, bensì, un prototipo di immagine femminile negativo.
Miley Cyrus, in qualità di figura mediatica, e chi le sta dietro, sanno benissimo che la sua immagine arriva in tutto il mondo e non fanno altro che sfruttarla per divulgare ed esaspera
La deriva “pop porno di certi videoclip musicali comincia a destare preoccupazioni, oltre che fastidio, anche agli occhi dei vip. C’è chi storce il naso ma rispetta la libertà d’espressione, chi grida allo scandalo e chi chiede che venga introdotto una sorta di parental control anche sui video delle popstar.
Il Monito di Sinead – Ti prostituiranno fino a quando gli converrà…      
La cantautrice irlandese Sinead O’Connor ha pubblicato una lettera sul suo sito ufficiale, spingendo l’ex Hannah Montana a prendere una direzione diversa e allontanarsi da chi la vuole sfruttare: "sono molto preoccupata per te (Miley Cyrus) e per ciò che le persone intorno ti hanno portato a credere o incoraggiano a credere nei loro pensieri, che sia in qualche modo “cool” essere nuda o leccare mazze nei tuoi video. Al business della musica - ha aggiunto l'artista irlandese – non frega un caz*o di te o di chiunque di noi. Ti prostituiranno fino a quando ne varrà la pena e sapientemente ti faranno pensare che sia proprio quello che TU vuoi. Questo è un mondo pericoloso. Tutti vogliono te perché stanno facendo soldi con la tua giovinezza e la tua bellezza che non potevano fare se non per il fatto che la tua gioventù ti rende cieca ai mali del mondo dello spettacoloChe ci piaccia o no – ha ribadito la O’Connor - noi donne nel settore siamo modelli di ruolo e come tali dobbiamo stare molto attente ai messaggi che inviamo ad altre donneIl messaggio che stai inviando è che è in qualche modo divertente essere prostituite… è così non è bello Miley. È pericoloso. Le donne - ha concluco – devono essere valutate per molto di più della loro sessualità. Non siamo solo oggetti del desiderio. Vorrei incoraggiarti a mandare messaggi più sani per i tuoi coetanei… tu e loro valete molto di più di quello che attualmente stai facendo nella tua carriera".
 Vivere sospesi in una bolla di sapone                                                                  
L'artista, che oramai le tenta tutte per sfondare nello showbusiness, si è inserita in una tradizione nella quale si annoverano maestre della provocazione come Rihanna, Lady Gaga, Madonna, Britney Spears e tante altre. 
Usa – La "Pornificazione" di una Nazione Smarrita, priva di valori veri    
Conta solo il video. Anzi, conta solo il sesso – ha dichiarato Alison Phillips -  (…) Non manca molto tempo prima che mia figlia, che ha sei anni, si metta a posare come una stella del porno pensando che sia il modo giusto per aver successo o essere ammirata come donna. Negli ultimi anni si è parlato molto della pornificazione della nostra nazione. Ma siamo già oltre: siamo già pornificati. Sono i video musicali che hanno portato i contenuti estremi nel cuore delle nostre famiglie e delle nostre case. E siamo praticamente senza alcun potere per fermare questa cosa. Sinead O'Connor ed Annie Lennox hanno intrapreso un forte passo per far capire quali siano le ansietà dei genitori. Dobbiamo unirci a loro per far capire ai boss della musica che siamo stufi del loro sporco commercio sessuale. E dobbiamo farlo presto, prima che rendano i nostri figli dei divi del porno”.
Miley Cyrus: Sadomaso al NYC Porn Film Festival 10/feb/2015

Rihanna

New Zealand youth are exposed to high levels of violent content in music videos, new research confirms.

A study published in the New Zealand Medical Journal showed more than a third of music videos recorded from television music channel Juice TV over a two week period in 2010 contained violence and violent themes.

The study authors, public health researchers from the University of Otago, called for more regulation to curb access to the violent material and education for artists, parents and educators.

Associate Professor Nick Wilson said there should be tighter regulation of music videos paid for by the taxpayer through New Zealand On Air.

"Personally, I don't want my taxes used to make violent music videos," he said.

The study, funded by the Accident Compensation Corporation (ACC), analysed 861 videos for violence, including suicidal behaviourdeath and Goth culture themes.

Of the 338 videos with violence, 42 per cent contained sexual content, with 20 per cent of those including violence and sex in the same scene.

Violence was less common in the videos for New Zealand artists.

Wilson said because music videos were readily available on the internet, regulation would be difficult.

"That would highlight the need for . . . more efforts going in to youth and parental education to limit internet access."

The high level of sexual violence was particularly disturbing, Wilson said.

"In those videos with stars like Rihanna, she'll be beaten up and then she will be sort of sexually engaged with the person who was beating her up, and so that's a very disturbing mix I think lot of people would find problematic."

Sky TV, which broadcasts Juice TV, said content complied with broadcasting standards and was rated.

A parental lock could be set to block a level of content, a Sky spokeswoman said.

"We select content for Sky channels but others are provided to us by external suppliers, including all music channels," she said.

Rape Prevention Education director Kim McGregor said she was not surprised by the results.

"It validates what we suspected."

Violent sex was becoming normalised in pornography and music videos and not enough was being done to educate young people about healthy relationships, she said.

"Not a lot of students even know there is an issue of consent. In music videos, it's inferred, so what we have to teach them is that there is a law and if you don't have consent then it's sexual violence."

Christchurch students Mel Dalton, 20, and Alex O'Connell, 18, were not surprised by the study's findings.

Dalton said the high level of sexual violence in videos was "pretty disgusting" but predictable.

"I feel like the media is very tuned to men," she said.

Some young women were influenced by music videos portraying sexual violence, Dalton said.

"They probably think it's normal, so they behave the same way."

Youth exposed to high levels of violence in music videos CATE BROUGHTON March 17 2015

Report on growing sexualisation of young people also suggests public billboards should be vetted for offensive images.

The research, carried out by London Metropolitan University psychologist Dr Linda Papadopoulos, argues that the growing prevalence of sexualised images in magazines, television, mobile phones and computer games is having a damaging effect on children and young people. 

TV curbs urged on raunchy music videos Alan Travis 26 February 2010


Il Pop Porno, la mercificazione della musica popolare operata dall’industria dello spettacolo mediante la prostituzione del corpo femminileoggi anche maschile, è stato scientificamente consacrato da Madonna. Un progetto scandaloso, dissacrante e blasfemo, fin dall’inizio, reso esplicito da quel nome altisonante, che aspira a corrompere e rovesciare il mito mariano. Un assalto pop di ispirazione sadiana alla religione, al puritanesimo, alla moralità pubblica.


La provocazione di Madonna: si masturba in diretta tv 04/03/2015


Contenuti di tipo sessuale pervadono i programmi televisivi e cinematografici, Ie immagini pubblicitarie, le riviste, internet e gli altri media di intrattenimento.

I porno-messaggi sono troppi, svincolati dal rapporto d'amore, raggiungono troppo presto il pubblico dei minori, cosi da violare il loro diritto a una formazione sana ed equilibrata. 

La sessualità "servita" nei programmi ed alla quale si allude nelle scene di film e attraverso i messaggi pubblicitari è di tipo istintivo, trasgressivo e spettacolare, i comportamenti sessuali prevalgono sugli altri aspetti del rapporto interpersonale, la sessualità è presentata come ricreativa e senza conseguenze negative.

Tale ipersessualizzazione attiva un porno-marketing rischioso, eccessivo, inappropriato, che si disinteressa del tutto dell'aspetto educativo. 

Numerosi sono gli stimoli presenti a livello "implicito" che vengono comunemente ritenuti innocui: la presenza decorativa di "bei" corpi femminili (0 maschili), almeno seminudi e seducenti, accanto a qualsiasi prodotto da vendere, sui cartelloni pubblicitari per la strada, la donna è utilizzata come "bella decorazione" della scena, spesso è l' "oggetto" del godimento del maschio.

Alcuni effetti riguardano sintomatologie di tipo depressivo, ansioso, dissociativo e connotate da dipendenze disfunzionali (come una "droga"). La "pulsione" primaria da soddisfare è quella del piacere sessuale, a prescindere dalla sua integrazione con le aree socio-affettiva, valoriale ed esistenziale. 

I bambini di quattro o cinque anni si concentrano sull'apparenza fisica che tende alla sexiness (magrezza e apparenza fisica), quelli della scuola primaria pongono attenzione alla sexiness che tende all'allusione sessuale, i prepuberi pensano ai rapporti sessuali disimpegnati, fino ai più grandi concentrati e ormai "erosi" dalla pornografia.

L'impoverimento delle risorse personali e della qualità delle relazioni umane, sessismo, stili di vita incentrati sulla ricerca del "piacere" inteso in senso meramente consumatorio, sono solo alcuni risvolti da questa sovraccarico di messaggi fortemente sessualizzati.

Cresce la confusione fra sessualità reale e sessualità virtuale descritta dai media, essendo quest'ultima fondamentalmente disimpegnata e spesso descritta come il cardine assoluto della soddisfazione umana e dei rapporti interpersonali in genere, i limiti con la pornografia si fanno più sfuggenti e di fatto oltrepassati. 

Le foto di donne sexy, secondo alcuni studi, alterano la percezione maschile della donna "come se i maschi pensassero di agire direttamente
su quei corpi femminili" come se le donne "non fossero completamente esseri umani".

L'esposizione a contenuti sessuali espliciti online aumenta la percezione che i comportamenti in essi descritti siano realistici e utili e di conseguenza cresce un'attitudine strumentale nei confronti della sessualità, prettamente legata al corpo e slegata dalla relazione.

L'ipersessualizzazione mediatica plasma una spontaneità contraria alla responsabilità e all'amore per l'altro, avvilisce le capacità e le esperienze di empatia, produce un cuore sempre più "intossicato" e insensibile ai richiami della coscienza, ostacola una realizzazione pienamente umana.




«QUELLA DELLA CHAT pornografica su Whatsapp è una vicenda particolare perché unisce la dimensione della libertà sessuale esibita con quella delle dinamiche di gruppo e, potenzialmente, avrebbe potuto avere conseguenze pesanti anche al di là della sfera del virtuale» spiega Mauro Grimoldi, autore del saggio edito da Feltrinelli «Adolescenze Estreme», già responsabile del servizio di psicologia del Tribunale dei minori di Brescia nonché ex presidente dell'Ordine degli psicologi della Lombardia. Per lui, che di adolescenti si occupa da sempre, a rendere esplosiva la vicenda sarebbe il mix di più fattori: oltre all'età delle persone coinvolte («in adolescenza la sessualità è una questione narcisistica fortemente legata al proprio contesto di pari»), la presenza di elementi «facilitatori» come il gruppo e la tecnologia, due variabili che hanno entrambe un forte valore di sfida e deresponsabilizzazione. 

Costantemente sollecitate da un modello di donna (o ragazzina) sempre più sensuale e sessuale, le adolescenti comincerebbero a sperimentare sulla propria pelle il «potere» derivante dal loro essere femmine, ma nella maggior parte dei casi senza esserne neppure consapevoli. «Non è un caso il proliferare di foto sempre più provocanti su Facebook, ragazzine coinvolte in un continuo gioco al rialzo che le espone a pericoli molto più grandi di quelli che possono immaginare» dice la psicologa che esorta a non sottovalutare la questione. A maggior ragione in tempi in cui proprio la tecnologia funge da veicolo facilitatore per fantasie che una volta restavano relegate alla sfera dell'immaginazione.


From Fifty Shades and Magic Mike to Beckham and Gandy's underwear ads, men are now the objectified sex.




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