Post in evidenza

Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

lunedì 2 marzo 2015

BAMBINI TRANSGENDER



A Milla piaceva indossare vestiti da maschio fin da piccola e all'età di due anni ha cominciato a riferirsi a se stessa usando il maschile. La madre, Renée, racconta : "Tutti ci dicevano che erano una fase, che sarebbe cresciuta". Ma all'età di sei anni Milla ha iniziato a rifiutare completamente di vestirsi da bambina: "Chiedeva costantemente che le venissero tagliati i capelli e un giorno l'ho fatto. Era così felice".

Ma il non sentirsi a proprio agio nel corpo di una femmina non era per Milla un capriccio né una fase della crescita. Anzi, più diventava grande, più il disagio cresceva. "Un giorno Milla è venuta da me in lacrime chiedendomi se ci fosse una medicina in grado di trasformarla in un maschio - racconta la mamma - piano piano ha iniziato ad essere depressa. Ogni sera andava a letto in lacrime“. I genitori hanno, quindi, deciso di sottoporla ad una serie di controlli medici.
"Le è stato diagnosticato un disturbo dell'identità di genere", continua la mamma nel video. Milla sente di essere diversa dal sesso di nascita. Per questo motivo, i medici hanno consigliato ai genitori di iniziare il processo che porterà la bambina a diventare un maschio. "Il sesso che le hanno assegnato alla nascita non corrisponde a quello che lei sente dentro - spiega Renée - Milla è nata femmina ma nel suo cervello si identifica con un maschio".
I genitori sanno cosa fare: continuare a trattarla esattamente come prima e dargli la possibilità di vivere la sua vera identità. "Come mamma e papà, ci proponiamo di amare incondizionatamente i nostri figli. Una percentuale spaventosa della comunità transgender soffre di problemi psicologici legati all'accettazione di sé e al fatto di venire presi in giro ogni giorno. Molti tentano il suicidio o si fanno del male. Noi vogliamo lasciare che Milla rimanga fuori da queste statistiche".

Milla bimba transgender, la sua storia in timelapse 13/02/2015 


Leelah Alcorn, 17enne transgender dell’Ohio, si è ucciso facendosi investire la mattina di domenica 28 dicembre.
Il suo nome di battesimo, da sempre ripudiato, era Josh. Nato in un corpo maschile, si sentiva femmina da quando aveva 4 anni, ma non è mai stato accettato dalla sua famiglia, che gli ha impedito il percorso per cambiare sesso. Poco prima di togliersi la vita, Leelah ha voluto lasciare un messaggio straziante per amici e genitori sul proprio profilo Tumbrl. L’adolescente incolpa madre e padre, molto religiosi, in una lettera testamento.
A 14 anni ho saputo cosa volesse dire essere transgender e piansi dalla felicità. Dopo 10 anni di confusione capì finalmente chi fossi. Ne parlai subito con mia madre, ma lei reagì molto male, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stata una ragazza, che Dio non fa errori, che mi sbagliavo”.
Leelah racconta dunque il trattamento ricevuto in casa: “Mia madre ha iniziato a portarmi dagli psicologi, ma unicamente cristiani (che sono molto prevenuti), e così non ho mai potuto ottenere una terapia che potesse guarirmi dalla depressione. Ho incontrato solamente persone molto religiose che mi ripetevano quanto fossi egoista e quanto mi sbagliassi e che avrei dovuto chiedere aiuto a Dio”. E ancora: “A 16 mi sono reso conto che i miei non mi avrebbero mai accettato e che dunque avrei dovuto aspettare i 18 per iniziare la terapia di transizione. Questa presa di coscienza mi ha spezzato il cuore. Più aspetti, più è difficile cambiare sesso. Mi sentito senza speranza, pensavo che sarei rimasta maschio per tutta la mia vita”.
In fondo alla lettera: “La mia morte deve avere un significato. La mia morte deve essere sommata al numero dei suicidi di transgender di quest’anno. Voglio che qualcuno mentre guardi quel numero dica 'è davvero pazzesco' e faccia qualcosa per cambiare. Vi prego”.
In una intervista alla Cnn, la mamma della vittima rimane ferma nelle sue posizioni: "La condizione di transgender è contraria ai nostri principi religiosi, gli dicevamo che comunque lo amavamo moltissimo. Gli volevamo bene a prescindere. Amavo mio figlio. Era un ragazzo buono e gentile".

17enne transgender suicida, lettera d’addio contro i genitori: “Vi prego, cambiate la società”  02/01/2015

Tom Soskin, tredicenne americano, davanti alle persone più care e ai suoi compagni di classe ha ammesso di essere transgender: è nato con un corpo femminile ma sente di essere senza dubbio un maschio.
"Non sono più Mia. Non lo sono mai stato", ha spiegato in un discorso che sta diventando un manifesto per le persone transgender. "Finalmente sono qui di fronte a voi nella mia vera e autentica identità di genere come Tom. Sono un ragazzo di tredici anni".
Tom è rimasto colpito dalla tragedia di Leelah Alcorn, la ragazzina che si è suicidata suscitando commozione e stupore.
"Spero che tutti voi supportiate la mia decisione di intraprenderà una strada più difficile nella vita in qualità di ragazzo, quale io sono". "Vi ringrazio per qualsiasi forma di appoggio e spero che ciascuno di voi mi aiuterà perché siete la mia seconda famiglia".
Tom ha condiviso il suo appello su Youtube, con un messaggio commovente: "Questo è il mio coming out come trans di fronte alla comunità. Condividete la mia storia e il mio messaggio con i vostri cari. A coloro che lottano per incarnare la loro vera e autentica identità di genere o sessuale, voglio che sappiate che se nessuno vi accetta io invece vi accetterò, sempre. Rest in power, Leelah".

Addio a mamma e papà. Nello storico Liceo Mamiani di Roma da quest'anno scolastico saranno il genitore 1 ed il genitore 2 a firmare le giustificazioni per le assenze e i ritardi degli studenti.
Per cancellare la famiglia tradizionale così come esiste da secoli è bastato sostituire due sostantivi con altri due più generici e impersonali. 
L'annullamento delle differenze di genere ha già aperto una breccia in molti paesi che hanno adottato per le procedure amministrative termini neutri che non fanno riferimento al sesso maschile o femminile, ad esempio la Francia e la Spagna. 
Anche in Italia qualche amministrazione locale ha stralciato dalla vita dei cittadini i termini madre, padre, maschio, femmina. E lo scorso settembre si scatenò una feroce polemica quando il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, si disse favorevole alla sostituzione delle parole madre e padre con genitore 1 e 2. 
Un paio di scuole materne a Venezia e Bologna hanno cancellato le parole madre e padre dai moduli di iscrizione ma quello del Mamiani è il primo caso di abolizione sul libretto delle giustificazioni degli studenti. Il Mamiani inoltre è uno dei licei più noti e prestigiosi della capitale, da sempre stabilmente a sinistra della sinistra. 
Non stupisce quindi che la decisione dell'istituto abbia provocato reazioni durissime da parte ad esempio dell'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che parla di «cattive mode» e polemizza con la Kyenge. «Da quando il ministro per l'Integrazione ha proposto di sostituire la definizione di padre e madre con genitore 1 e 2 questa suggestione negativa circola negli ambienti progressisti -dice Alemanno-Seguirla ora fa tendenza».
Il dirigente scolastico del Mamiani, Tiziana Sallusti, però respinge le accuse. «Genitore 1 e 2 non vuole essere un'offesa a nessuno sia ben chiaro, meno che mai alla famiglia - assicura la preside- Ma non si può fare finta di non vedere che più della metà dei nostri studenti vive in famiglie allargate, dove uno dei due non è il genitore naturale ma si prende cura del ragazzo come se lo fosse». 


Ma anche se la preside liquida la questione come si trattasse di una semplice scelta burocratica l'abolizione dei due sostantivi assume invece un preciso significato politico ad esempio per il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo. «Una decisione positiva che va nella direzione giusta per non discriminare i genitori gay e lesbiche -dice Marrazzo- Ora deve diventare di esempio». 

Ovvio che sia invece una decisione inaccettabile per Federico Iadicicco di Fratelli d'Italia che chiede l' intervento del ministro dell'Istruzione «per frenare questa inutile e dannosa boutade propagandistica».

Ti piace?

Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...