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lunedì 26 gennaio 2015

Inferno Sicilia: boom femminicidi, pedofilia e tratta di esseri umani

È boom di femminicidi, pedofilia e tratta di esseri umani in Sicilia. Nelle relazioni dell’inaugurazione dell’anno giudiziario l’allarme. La mafia è ancora potente.



Boom dei femminicidi nell’ultimo anno nel distretto giudiziario di Palermo (che include anche Trapani e Agrigento). Gli omicidi volontari contro le donne sono aumentati di cinque volte. Il dato emerge durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, nella relazione di Ivan Marino, presidente facente funzioni della Corte d’appello di Palermo. «Il numero di omicidi consumati nel 2014 è risultato di poco superiore a quello dell’anno precedente - ha spiegato - ma preoccupa il netto aumento di quelli contro le donne: in crescita anche i dati riguardanti i tentati omicidi, nei quali si registra del pari un aumento anche per quelli contro donne». In tutto sono stati 61 i delitti (59 nel 2013). Quasi il doppio i tentati omicidi, passati da 45 a 80 e da 12 a 19 se analizziamo solo quelli contro donne.

Raddoppiati reati pedofilia

I reati di pedopornografia e pedofilia sono aumentati nel distretto giudiziario di Palermo del 100% nell’ultimo anno. Un dato allarmante, quello sui reati sessuali contro i minori, che fa pensare da un lato al miglioramento delle azioni di contrasto, ma dall’altro a un aumento costante del fenomeno.Nel 2013 erano stati riscontrati 46 casi di pedopornografia e pedofilia, diventati 91 nel 2014. In notevole aumento anche i dati concernenti i reati contro la libertà sessuale, così come quelli di stalking: 550 nel 2013 e 689 quest’anno, con una crescita del 25%.

Triplicata la tratta di esseri umani

Sono più che triplicati i reati di tratta di esseri umani passando da tre a dieci in un anno (+233%). Su questo fronte, la procura di Palermo ha condotto importanti indagini, non fermandosi a individuare i favoreggiatori dei continui viaggi della speranza dalle coste africane verso la Sicilia, ma anche risalendo all’organizzazione che gestisce la tratta. Proprio all’inizio di quest’anno, il pm della Dda Gery Ferrara ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere per Mouhamud Elmi Muhidin, 34 anni, il somalo sotto processo davanti alla corte d’assise di Agrigento per tratta di esseri umani, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale. L’africano venne denunciato da un gruppo di immigrati sopravvissuti al naufragio accaduto a largo di Lampedusa il 3 ottobre del 2013, in cui persero la vita 366 persone. Portato al Cpa dell’isola venne riconosciuto dai superstiti che lo accusarono di essere uno degli organizzatori del viaggio per l’Italia e cercarono di linciarlo.

Mafia ancora potente

«Cosa nostra continua ad essere un’organizzazione potente, fortemente strutturata nel territorio, riconosciuta per autorevolezza da vasti strati della popolazione, dotata ancora di risorse economiche sconfinate ed intatte e dunque in grado di esercitare un forte controllo sociale e svolgere opera di proselitismo». 

Scarpinato: in carcere solo i più poveri e disagiati

«L’attuale composizione sociale della popolazione carceraria è analoga a quella dell’Italia del 1860»: in carcere ad espiare la pena finiscono soprattutto i ceti popolari, mentre la giunta dei colletti bianchi è statisticamente irrilevante». A parlare di politica criminale del «doppio binario» e a denunciare «l’incoerenza del prodotto finale del sistema penale con il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge» è il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato.

Il magistrato, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, ha fatto notare che su 24 mila 744 detenuti solo 31 erano in cella per reati di corruzione. Numeri, che a dire del pg, impongono interrogativi su quale giustizia venga amministrata e «pongono in luce un grave deficit del sistema sanzionatorio penale come sistema di regolazione delle relazioni sociali».

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