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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

mercoledì 3 dicembre 2014

RAPE CULTURE CULTURA DELLO STUPRO

From Rugby Road to Vinegar Hill, we're gonna get drunk tonightThe faculty's afraid of us, they know we're in the rightSo fill up your cups, your loving cups, as full as full can beAs long as love and liquor last, we'll drink to the U of V
— "Rugby Road," traditional University of Virginia fight song

È stato un terribile semestre per l'Università di Mr. Jefferson. Suicidi. La scomparsa, lo stupro e l'omicidio di Hannah Graham. 

Murder of Hannah Graham Wikipedia

Infine le accuse di almeno tre stupri di gruppo a carico di una delle confraternite più prestigiose dell'Università della Virginia (UVA): la Phi Kappa Psi. La vicenda che ha fatto più scalpore è emersa in seguito ad un articolo di Sabrina Rubin Erdely pubblicato da "Rolling Stone". Una storia di molteplici stupri e violenze sessuali che si consumano a Rugby Road, e non solo. 

In un sondaggio condotto all'Università, 7 su 103 studentesse hanno riferito di essere state "costrette ad atti sessuali contro la loro volontà", mentre altre 33 hanno riferitoo di amiche violentate. 

Appare ormai evidente la prevalenza di violenza sessuale nei campus dei college americani. I casi sono molti di più di quello che si pensa.


La miscela di confraternite, matricole e copioso consumo di alcol crea un terreno di caccia ideale per i predatori sessuali che si aggirano nei campus.  

suggerisce che le donne meno privilegiate sono anche le più vulnerabili, proprio come la matricola Jackie, proveniente da una comunità rurale della Virginia, stuprata dai membri della Phi Kappa Psi.

Il principale sospettato dell'assassinio di Hannah Graham, Jesse Matthew Jr., era stato espulso dai college della Virginia, nel 2002 e nel 2003, per violenza sessuale. Ma non è mai stato accusato né pubblicamente identificato come uno stupratore. 

Scandalo stupro: la University of Virginia sospende oltre 30 confraternite 25 NOVEMBRE 2014, PAOLO MOSSETTI
Nella tradizione delle feste delle confraternite il "binge drinking" - 'assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve -  si fonde con il decoro dell'aristocrazia sudista: il codice di abbigliamento raccomanda "ragazze in perle, ragazzi in cravatta", pronti a trangugiare fiumi di vodka. 


Nell'autunno del 2012, "Jackie", una matricola 18enne della University of Virginia (UVA), partecipa ad una festa in una delle più antiche confraternite della scuola, la "Phi Kappa Psi". Viene invitata di sopra dove viene violentata da 7 membri della confraternita. Jackie non si reca all'ospedale, perché le sue amiche glielo sconsigliano (potrebbe ritorcersigli contro). Jackie decide di non sporgere denuncia.

Lo scorso anno ci sono state alla UVA 38 segnalazioni di violenza sessuale. Solo 9 sono diventate denunce vere e proprie e solo 4 risultano nel "misconduct board" Gli altri 29 casi sono evaporati.

Solo 14 studenti, in tutta la storia dell'Università, sono stati giudicati colpevoli di "sexual misconduct", ma nessuno di questi è stato espulso. Uno di questi, responsabile di molteplici assalti, è stato sospeso per un anno.

Perché l'Università non vuole far emergere questa triste e cruda realtà? Lo spiega la stessa Jackie: "perché nessun genitore manderebbe la propria figlia ad una scuola dove avvengono stupri".

"Alla UVA, gli stupri sono tenuti sotto silenzio, sia da parte degli studenti maschi - che considerano la violenza sessuale come una inevitabile casualità della loro cara cultura della festa - sia dall'amministrazione, che è più preoccupata a proteggere la reputazione della scuola che non le studentesse". Sabrina Rubin Erdely

L'UVA è solo una delle 86 scuole americane attualmente investigate dal Department of Education per come hanno gestito i numerosi casi di stupro e le relative denunce. È anche una delle 12 scuole tenute sotto stretta osservazione dalla polizia per l'alto numero di casi di stupro.

In seguito alla pubblicazione dell'articolo di Rolling Stone, la rivista ha ricevuto molte lettere di donne secondo cui la scuola promuove una "cultura della violenza sessuale, mostrando disprezzo per coloro che tentano di segnalarlo".

Per  Daniel Carter, un esperto della sicurezza nei campus, la situazione alla UVA non è tanto peggio di altre scuole, piuttosto è la norma. Una donna su 5 viene violentata nei college, e solo il 12% denuncia il fatto alla polizia. 

"La storia pubblicata da The Rolling Stone rivela una cultura dello stupro tipica delle confraternite che invitano alle loro feste le matricole per ubriacarle e portarsele a letto", scrive Rod Dreher su American Conservative, che compara le reazioni dell'università a quelle della Chiesa Cattolica quando lo scandalo dei preti pedofili cominciò ad emergere, "preoccupati solo di difendere la propria reputazione".

Fraternity culture and college rape 01 OCTOBER 2014US & CANADA

L'università più prestigiosa del Brasile si trova a dover affrontare delle pesanti accuse: di non aver indagato sullo stupro di una delle sue studentesse e sulla violenza sessuale subita da un'altra — e di aver spinto le vittime a non denunciare l'accaduto per salvaguardare la reputazione della facoltà.
Proprio questo mese, in un'udienza pubblica dell'Assemblea Legislativa, due studentesse universitarie della FMUSP, la Facoltà di Medicina dell'Università di São Paulo, hanno sporto denuncia riguardo agli abusi sessuali subiti quando partecipavano alle feste nei campus. 
Un’inchiesta aperta dal procuratore distrettuale dei diritti umani, nell'ufficio del Pubblico Ministero, cita 8 casi di stupro avvenuti nella facoltà dal 2011. L'udienza e le indagini sono alla ricerca di altri atti di violenze sessuali, di razzismo e di discriminazione, così come di altre violazioni dei diritti umani avvenuti all'interno dell'istituzione. Al centro dello scandalo e dell'attenzione dei media, la FMUSP ha sospeso tutte le feste nei suoi campus fino a nuovo avviso.
Una delle studentesse sostiene di esser stata violentata nel 2011, quando era in stato di incoscienza, durante la festa “Carecas no Bosque” (“teste calve nei boschi”). La festa è stata organizzata dall'Associazione Atletica e Accademica Oswaldo Cruz, una delle principali organizzazioni studentesche della FMUSP, nata nel 1928. 
In un rapporto rilasciato al sito UOL, ha affermato che dopo aver bevuto troppo un amico l'ha portata in un posto chiamato “cafofo” – una struttura chiusa, con alcuni materassi utilizzati dalle coppie per passare una notte insieme – dove lei ha perso i sensi. Poco dopo è stato visto un uomo che la violentava mentre non era cosciente, un fatto che ha appreso solo alcune ore dopo, risvegliandosi in ospedale. 
Durante la settimana successiva, la ragazza ha riferito di esser stata puntualmente dissuasa, sia dai compagni di classe che dai docenti, a riferire dello stupro subito alle autorità:e
In facoltà mi dissero che avrei distrutto l'Associazione Atletica e Accademica Oswaldo Cruz, che la storia non poteva trapelare. Un ex presidente dell'associazione ha dichiarato, “Abbiamo bisogno di tacere. In primo luogo per proteggere la vittima e, in secondo luogo, perchè questo dstruggerà la festa come evento sociale.” Volevo chiedere alle persone di testimoniare, ma ho avvertito che erano timorose e sfuggenti. Tutti mi hanno detto che dovevo dimenticare, di andare avanti, che non avrei potuto dimostrarlo.
Ad ogni modo la ragazza ha deciso di esporre il caso alla polizia. Ma a tre anni dalle indagini, le autorità non hanno ancora condannato nessuno, anche se dopo l'udienza pubblica è stato accusato un sospettato. La ragazza ha dichiarato che il consiglio di amministrazione della FMUSP ha preso atto del caso, senza però prendere alcun provvedimento:
Anche oggi, mentre si conclude l'inchiesta della polizia, ho scoperto cose sul mio caso che prima non conoscevo. Ad esempio, che i dirigenti dell'associazione non hanno consentito alla polizia di entrare nei locali in cui si svolgono le feste.
L'altra studentessa che ha accettato di parlare in udienza pubblica dichiara di aver subito abusi da due uomini nel novembre del 2013, durante un'altra festa organizzata dai laureandi nel Centro Accademico degli Studenti. Tutto è cominciato quando hanno insistito che li seguisse nel parcheggio:
Ho detto loro che non volevo andare, ma insistevano. Continuavano a tirarmi, anche se non avevo alcuna intenzione di fare sesso con loro. Quando siamo arrivati in macchina, hanno cercato di baciarmi e accarezzarmi. Volevano che salissi in macchina, aprirono lo sportello e a questo punto iniziai a urlare e a fare una scenata, urlando che non volevo. Provai ad uscire ma mi trattennero, mi spinsero e uno di loro mi disse “smettila di urlare!” Dissi che non volevo stare con nessuno di loro e risposero, “Si, ti va, so che ti va, smettila di lagnarti.” Una ragazza che si trovava nel parcheggio, accortasi di quello che stava accadendo, iniziò ad urlare nella mia direzione. Così sono riuscita a scappare.
Una volta segnalato il caso alla facoltà, è stata costituita una commissione di quattro docenti. Sei mesi più tardi, quest'ultima ha concluso che il rapporto era consensuale e che il problema è da attribuire al consumo di alcol. La ragazza sostiene di aver subito altre molestie da allora, da parte di altri studenti – uno dei suoi stupratori ha anche minacciato di denunciarla per diffamazione:
Un anno dopo, restano ancora impuniti e io li incontro quasi tutti i giorni. In facoltà mi considerano una sgualdrina. 
La cultura della violenza
Anche se questa è la prima volta che l'Università di Medicina di San Paolo subisce tali accuse, è già nota da tempo per i suoi violenti “trotes – un rituale organizzato dai laureandi per celebrare l'ingresso delle matricole nella facoltà. Nel 1999, un caso in particolare guadagnò l'attenzione nazionale, quello di una matricola di 22 anni, Edison Tsung Chi Hsueh, morto durante un “trote”, dopo esser stato spinto in piscina e lasciato lì, nonostante avesse chiaramente affermato di non saper nuotare. Dopo una lunga battaglia della Corte, nel 2006 i quattro uomini accusati furono ritenuti non colpevoli dalla Corte Suprema del Brasile, per mancanza di prove. 
Nel 2013, un gruppo di studentesse dalla FMUSP ha fondato Geni, un collettivo femminile che funge anche da gruppo di sostegno per le vittime di violenza sessuale. Anche se i casi di Rosa e Leandra sono stati gli unici esposti alla polizia, Geni ha ricevuto segnalazioni di almeno altri otto casi di abuso sessuale nel campus.
Uno studente, che ha scelto di rimanere anonimo, ha riferito al sito Ponte che il problema riguarda l'ambiente estremamente sessista delle feste, che incoraggia gli uomini a credere che qualsiasi ragazza si presenti sia anche disponibile: 
L’aspetto commerciale della festa si basa sull'idea che vi parteciperanno molte donne e pertanto tutti potranno fare sesso. Tutta l'università sa che lo scopo di “Carecas” e “Fantasias” è proprio questo, andare lì a fare sesso.
Le feste “Carecas” e “Fantasias”, che si alternano ogni semestre, offrono alle donne biglietti a metà del prezzo imposto agli uomini. L'idea è che le squadre maschili di ogni sport montino tende per vendere bevande e raccogliere fondi, ma alcuni studenti hanno riferito che in alcune tende vengono ingaggiate prostitue per fare strip tease e praticare la sitofilia [it], o vengono riprodotti film porno; una squadra chiama la propria tenda “macello”. 
Marina Pinkman del gruppo Geni ha affermato che i rappresentanti del collettivo hanno cercato di incontrare i dirigenti dell'Associazione Atletica e Accademica Oswaldo Cruz, per insistere che vengano messe in atto determinate misure, in modo che le studentesse non siano così vulnerabili in queste feste. L'associazione ha risposto che non sarà preso alcun provvedimento, fin quando non si otterrà una sentenza del tribunale: 
Le ragazze non protestano molto, tutta la vicenda è come avvolta da un velo, dal momento che nessuno osa muovere critiche all'Associazione, in quanto si tratta di un istituto molto potente. L'Associazione e anche Show Medicina, un'altra entità studentesca, sono accumunate da un forte corporativismo. Sarete perseguitati se vi ribellerete. 
Gli otto casi raccolti da Geni sono stati consegnati a Paula de Figueiredo Silva, Pubblico Ministero per la Giustizia dei Diritti Umani e dell'Inclusione Sociale, che ha aperto un'inchiesta civile nel mese di agosto per indagare sulle violazioni dei diritti umani nella facoltà. Ella ha riferito al portale di notizie Terra:
In un primo momento pensavo che si trattasse di casi isolati, invece costituisce una realtà diffusa, frutto di una costante violazione dei diritti fondamentali. All’interno della facoltà sussiste una reale discriminazione ed esclusione che colpisce in particolare le donne e gli omosessuali.

Brasile: la cultura omertosa dello stupro svelata nella principale università del paese 27 novembre 2014 

Bill Cosby. Il 77enne attore Usa diventato famoso anche in Italia grazie alla serie cult «I Robinson», è accusato da 13 donne di violenze sessuali. Insieme gli hanno fatto una causa collettiva.

Il comico americano Hannibal Buress ha attaccato Cosby dal palco della sua città natale, Filadelfia. «Sei uno stupratore seriale», ha detto davanti a decine di spettatori, uno dei quali lo ha ripreso in un video diventato virale sui social media. 
L’ex modella Janice Dickinson (59 anni) ha raccontato cosa le accadde durante un incontro con l’attore nel 1982«Lo incontrai per parlare di una mia apparizione nel Cosby Show poi ci vedemmo di nuovo quando uscii da un periodo di disintossicazione, in un viaggio a Bali. Cenammo insieme. Io non stavo bene e gli chiesi un’aspirina. Lui mi dette del vino e una pillola. L’ultima cosa che ricordo di quella sera è Bill Cosby che si toglie il vestito patchwork che indossava e mi sale sopra. La mattina dopo mi svegliai senza il mio pigiama e con evidenti segni di violenza». Dickinson ha inoltre raccontato che provò a scrivere della violenza nella sua biografia uscita nel 2002 («Lifeguard on Duty: The Accidental Life of the World’s First Supermodel»), ma la descrizione dello stupro fu bloccata dall’avvocato di Cosby.
L'attrice Barbara Bowman, 47 anni, ha raccontato al «Daily Mail»: «Quell’uomo è un mostro». Al tempo delle violenze la donna aveva solo 17 anni e si era affidata a Cosby per la sua carriera di attrice. «Mi ha invitata a cena a casa sua a New York. C’era tutto il suo staff. Mi ha offerto un bicchiere di vino. Poi il buio». Barbara ha raccontato che non si ricorda nulla. Il primo ricordo dopo il vino è lei che vomita in bagno con Cosby che le tiene i capelli. Addosso mutande e una maglietta da uomo. «Sono sicura che mi abbia drogata e stuprata». La Bowman ha deciso di raccontare i dettagli della sua storia per aiutare altre vittime, nonostante siano passati oltre 25 anni. «La mia speranza è che chiunque abbia subito abusi sessuali non sia intimidita e spinta a stare in silenzio perché è stata abusata da un uomo ricco, famoso e potente». 

Il legale di Cosby, John P. Schmitt, ha detto che «il riaffacciarsi, dopo decenni, di accuse contro Bill Cosby non significa che queste siano vere. Il Signor Cosby non intende dare alcuna dignità alle accuse commentandole». Cosby non ha ricevuto ancora nessuna incriminazione.
Carla Ferrigno, moglie di Lou, ovvero l’ "Incredibile Hulk" televisivo, racconta di aver incontrato Cosby nel 1967, tredici anni prima del suo matrimonio, nella sua villa di Los Angeles, accompagnata da un uomo. Quando questi si recò al bagno e Camilla, la consorte di Cosby, andò a dormire, l’attore l’avrebbe presa con forza e baciata. «Era molto più grosso di me - dice Carla - e mi strinse fortissimo. Io rimasi interdetta e usai tutte le mie energie per divincolarmi e scappare con la persona con cui ero venuta». La signora dice di essere uscita allo scoperto ora perché vuole «sostenere le altre donne» abusate da Cosby.
Come Therese Serignese, un’infermiera che racconta di aver incontrato l’attore nel 1976 a Las Vegas. Cosby l’avrebbe costretta a prendere delle pillole e poi l’avrebbe violentata in bagno mentre lei era sotto effetto: «Non vedevo l’ora che finisse per poter fuggire via», ricorda la donna. Alla stessa maniera delle altre, non ha mai denunciato il fatto alla polizia per paura che «nessuno le credesse».

Infine, un ex dipendente della Nbc, Frank Scottiha rivelato al Daily News di aver consegnato somme di denaro a nome di Cosby ad almeno otto donne diverse nel 1989-1990, per un totale di circa duemila dollari al mese. Scotti, oggi 90enne, ha spiegato che la star a volte gli dava anche borse piene di banconote per i suoi “servizi”. «Aveva ingannato tutti, nessuno sospettava di lui», ha precisato l’ex dipendente della Nbc, spiegando di essere convinto che Cosby andasse a letto con tutte quelle donne, compresa Shawn Thompson, un’ex modella con una figlia che sosteneva Cosby fosse suo padre. 

Scotti sostiene anche che Cosby aveva un accordo con un’agenzia di modelle di Manhattan che gli doveva portare giovani donne, anche 16enni, fino in camerino. 

Scandalo Cosby, ex dipendente Nbc: pagavo otto donne per conto suo 23 NOVEMBRE 2014

In tutto, ben sedici donne accusano Cosby di molestie o stupro, in molti casi preceduto da somministrazione di droga.
Tutte quante hanno esitato a denunciare il fatto, trovandosi di fronte ad una celebrità come Cosby, per paura di non essere credute.

Questo è tipico della cultura dello stupro. Sebbene ci sia stato dagli anni '70 in poi, un incremento delle denunce di violenza sessuale, la percentuale è ancora molto al di sotto della realtà. Solo il 40% degli stupri vengono denunciati, secondo i dati del Rape, Abuse and Incest National Network, e solo 3 su 100 stupratori finiscono in carcere
Stessa storia per le violenze nei campus, dallo scandalo Jerry Sandusky alla Penn State fino al caso più recente emerso alla University of Virginia: omertà e impunità. 

Eppure, secondo i dati del National Center for the Prosecution of Violence Against Women, solo il 2-8 % dei casi segnalati si rivelano come false accuse.




Milioni di statunitensi sono rimasti inorriditi dal caso di pedofilia che ha coinvolto Jerry Sandusky, un assistente allenatore all’Università Statale della Pennsylvania insieme a Joe Paterno dal 1969 al 1999. Il caso ha provocato nell'opinione pubblica disgusto e rabbia nei confronti dei funzionari della scuola (quali Joe Paterno), della polizia, dei mezzi di comunicazione di massa, e di altri che hanno ignorato o coperto i crimini.

L’allenatore Paterno è una leggenda vivente in quell’università e nella nazione. Alla gente risulta difficile credere che uno come Joe Paterno non abbia chiamato o visitato la polizia immediatamente dopo che il 28enne, studente laureato e assistente universitario, Mike McQueary disse di aver visto Jerry Sandusky stuprare un ragazzino di 10 anni nelle docce dello stadio nel 2002.

È parimenti difficile credere che sia stato Jerry Sandusky a fondare la Second Mile Foundation, una casa per bambini vittime di episodi di pedofilia o di stupri. È venuto fuori che Sandusky avrebbe fatto prostituire alcuni bambini, concedendoli proprio a donatori facoltosi della Fondazione. Se ciò fosse vero, chi sono questi donatori? E perché la polizia non ha emesso nessun comunicato al riguardo? Nel 1998 Sandusky era stato indagato dalla polizia per molestie a un bambino, ma poi le accuse furono state fatte cadere. Alcuni funzionari di polizia dunque proteggono Sandusky?

Il giudice Leslie Dutchcot che aveva stabilito una unsecured bail [letteralmente, cauzione non coperta da garanzia, ndt] per 100.000 dollari per Sandusky, permettendogli di ritornare a casa senza che dovesse indossare un braccialetto elettronico alla caviglia [che lo costringa a non allontanarsi da casa]. L’accusa aveva chiesto originariamente 500.000 dollari, ma la giudice aveva respinto tale richiesta. È risultato poi che la giudice Dutchcot aveva fatto volontariato, e donato denaro al Second Mile Foundation. Costei allora protegge Jerry Sandusky? Se sì, perché? E che cosa faceva esattamente in quella fondazione?

Nel 2005 inoltre, Ray Gricar, un procuratore distrettuale [nel testo, District Attorney] della contea di Centre in Pennsylvania, al tempo 49enne, che stava indagando su un’altra accusa contro Sandusky per molestie ai danni di bambini, è sparito; il corpo non è stato mai trovato. Gricar è stato considerato morto e la polizia sospetta che si sia trattato di un omicidio. I mezzi di comunicazione mainstream si rifiutano di riportare anche questa storia; perché?

Un filmato qui.

Avete letto l’articolo Le maschere, la creatura del castello, le gargolle, e i rituali ebraici in cui si fa notare che anche Richard Kessler, il fondatore della catena di alberghi Kessler Collection, è coinvolto in una casa per bambini con problemi? Nessuno sa che cosa sia successo a quei bambini in quella sua casa, ammesso che sia successo qualcosa, ma dobbiamo iniziare a porre domande su che cosa accade ai bambini negli orfanotrofi, negli affidi familiari, negli youth ranch (*), nelle case per bambini con problemi, ecc. E dobbiamo anche iniziare a indagare coloro che lavorano a contatto con i bambini, per esempio, nelle scuole, nei day care center (**), e negli ospedali. (Avete letto l’articolo su questi medici pedofili e le visite sospette  agli ospedali pediatrici da parte di funzionari di polizia?). 

Negli anni 1980 sono successi eventi simili ai ragazzini in un orfanotrofio di Omaha, nel Nebraska, come è stato riportato nel libro The Franklin Cover-Up di John DeCamp, pubblicato nel 1992. Paul Bonacci, uno degli orfani dell’orfanotrofio di Boys Town, ha accusato il membro del Congresso degli Stati Uniti Barney Frank (del partito democratico) per lo stato del Massachusetts, di far trasportare in aereo i ragazzini fino a Washington D.C. per usarli come schiavi del sesso. Altro al proposito di tali questioni si trova qui 

Alcuni crimini descritti da Paul Bonacci e John DeCamp superano l’immaginazione; man mano tuttavia che trapelano ulteriori informazioni sui pedofili e sui crimini commessi contro i bambini, sta diventando chiaro che quelle storie sono vere e che bambini di tutte le età sono stati molestati, stuprati, torturati, e anche uccisi.

È interessante notare che i mezzi di comunicazione di massa evitano di indagare a fondo su queste storie. Di che cosa hanno paura? Sarà forse perché dietro i mezzi di comunicazione di massa ci sono pedofili e omosessuali che temono che qualche loro crimine sia portato alla luce? 

I mezzi di comunicazione di massa e la polizia cercano di limitare queste indagini e sperano che tutto ciò svanisca nel nulla? E cosa dire degli studenti dell’università statale della Pennsylvania che prendono in giro qualsiasi indagine sui casi di molestie ai danni dei bambini dicendo che i bambini erano stati “sanduskizzati.” Perché mai uno dovrebbe dire qualcosa del genere? 

(*) Strutture senza fine di lucro per bambini problematici o non desiderati.
(**) Negli USA i day care center sono una via di mezzo tra gli asili nido e imprese che impiegano bambinaie.



Sapeva. Sapevano. Lui e gli altri vertici della Penn State. Ma sono andati avanti. Come se nulla fosse. Per il buon nome del college modello, capace di coniugare vittorie stratosferiche nel football con risultati straordinari negli studi. Per oltre dieci anni Joe Paterno, il Coach con la C maiuscola, il vincente più vincente di tutti, ha taciuto l'orrore che si consumava negli spogliatoi. Ha coperto il mostro: Jerry Sandusky, suo assistente a lungo, ma in realtà un avanzo di vile umanità che adescava e abusava giovanissimi aspiranti giocatori.

Il definitivo crollo di un mito sta tutto nelle oltre duecento pagine firmate da un grande investigatore, Louis Freeh, già al vertice della Fbi, conosciuto e apprezzato in Italia per aver collaborato negli anni Ottanta alle più importanti indagini antimafia sulla rotta Italia-Usa con il giudice Giovanni Falcone. Freeh ha indagato per mesi, intervistato centinaia di persone, poi ha scritto quello che, più che un atto d'accusa, suona come una condanna senza appello: Joe Paterno sarà pure stato una leggenda del football universitario, ma era un uomo a metà, incapace di difendere i suoi ragazzi, preoccupato solo del buon nome di un "Programma" che era molto lontano dalla perfezione, ipocrita e calcolatore al punto da girarsi dall'altra parte mentre giovani esistenze venivano drammaticamente e indelebilmente segnate. 

Il rapporto investigativo di Freeh cancella un mito. E apre mille questioni. Ma cos'è davvero la Penn State e come diavolo è potuto accadere? Ha ancora senso un trofeo intitolato a JoePa? E quella statua con l'indice in alto in segno di vittoria, vanto del college, va rimossa? Infuria il dibattito ma stavolta, rispetto allo scorso inverno, quando l'allenatore fu cacciato (sarebbe morto poco dopo di tumore), Sandusky arrestato (è stato giudicato colpevole e marcirà in cella per il resto della sua vita) e la popolazione studentesca si rivoltò contro l'allontanamento di Paterno, prevale un senso di sgomento, di disorientamento e in pochi avanzano ancora dubbi sulle (enormi) colpe morali e le gravi omissioni di JoePa, come era chiamato.

"La nostra più grave e più triste scoperta riguarda la totale indifferenza riscontrata negli alti dirigenti della Penn State sulla sicurezza e l'incolumità dei ragazzini vittime di Sandusky", è il commento dell'ex direttore del Federal bureau of investigations che ha portato a termine questa indagine per conto della stessa università.

Il cda del college, infatti, in inverno chiese allo 007 di andare sino in fondo per capire ogni risvolto della drammatica vicenda. Otto mesi di inchiesta. Per 267 pagine. E una conclusione che frantuma ogni difesa: Joe Paterno, il presidente Graham Spanier, il direttore atletico Tim Curley e il vicepresidente Gary Schultz "non presero alcuna misura per proteggere i ragazzini da un pedofilo che ha agito per una decade". Da rabbrividire.

"Crudele e vergognoso", sottolinea Freeh, ed è impossibile dargli torto. "Al fine di evitare una cattiva pubblicità i 4, in ripetute occasioni, occultarono importanti fatti legati agli abusi di Sandusky", si legge nel dossier. E ancora: "Permettendo a Sandusky di avere libero e contuo accesso all'università, senza alcuna restrizione e neppure supervisione, gli hanno dato la possibilità di attirare le sue potenziali vittime dal campus e dagli eventi legati al football".

Gli abusi sessuali potevano essere evitati se i 4 si fossero attivati dopo una indagine che risale al 1998 in cui si parlava già di un perverso atteggiamento di Sandusky e in particolare di un episodio avvenuto nello spogliatoio con un minore. Ma nè JoePa nè gli altri mossero un dito. L'acusa mossa da una mamma non ebbe esiti giudiziari. Paterno e i dirigenti non presero neppure una misura di prevenzione: come impedire a Sandusky di portarsi i ragazzini al campus o in luoghi isolati. Nulla, chiosa Freeh.

Arriviamo al 2001. Un giocatore vede Sandusky in azione. Informa i dirigenti e il coach che, costretti a questo punto, fanno il minimo indispensabile: impediscono al mostro di avvicinare i ragazzini del campus. Ma, attenzione, non informano la polizia. Non dicono che un pericoloso pedofilo da anni miete vittime tra gli studenti. No, Sandusky e gli orrori commessi resteranno nell'ombra sino all'inverno 2011"C'erano una infinità di segnali di allerta", dice ancora Freeh. Chi guidava Penn State, chi aveva costruito una leggenda, si girò dall'altra parte. Ed è un comportamento che nessun successo sportivo o professionale può lontanamente giustificare. 

Lo scandalo del college-football"Joe Paterno ha coperto tutto" di GIOVANNI MARINO 16 luglio 2012


La Professoressa di Psichiatria e Comportamento Umano, Lindsay Orchowski, ha discusso sulla prevalenza di una cultura dello stupro pepetuata dai media. Scherzi, immagini grafiche, pubblicità “fanno sembrare la violenza sessuale come normale", "la gente è portata a credere che lo stupro sia inevitabile”.

Intervenuta ad un dibattito intolato “How Should Colleges Handle Sexual Assault?” ("Come gestire la violenza sessuale nei college?"), Orchowski ha detto che i dati dei sondaggi mostrano che "il tasso di vittimizzazione sessuale è più alto nei college che nella popolazione generale".”
Uno studio del 1985 condotto da Mary Koss, professoressa di Psicologia alla Kent State University, aveva riscontrato che il 54% delle donne avevano provato "qualche forma di violenza sessuale” tra i 14 e i 21 anni. Mentre il 25% degli uomini aveva "pepetrato contatti sessuali non desiderati".
A distanza di anni, i dati non sono cambiati significativamente, la cultura dello stupra persiste nel tempo. Le ricerche sulle caratteristiche delle violenze rivelano che almeno la metà dei casi riportati coinvolgono l'abuso di alcol, Inoltre, molti degli aggressori appartengono ad un "gruppo omogeneo", ripetono le violenze, sono spesso arrabbiati, “ipermascolini"” e considerano la ricerca di partner sessuali "come un gioco”. Mentre solo metà delle vittime trova il coraggio di riferire delle violenze subite. Solo il circa 20% delle vittime parla chiaramente di "stupro". E solo l'1% dei casi viene denunciato alla polizia, il che significa che i ricercatori lavorano su statistiche monche.

Somali sex gang groomed and raped underage British schoolgirls saying it was 'part of their culture' Nov 27, 2014 Laura Heads

Violence Against Women Is a Global Pandemic 6 DICEMBRE 2011




WESTMINSTER BUNGA BUNGA

Dopo lo scandalo che ha visto coinvolto Jimmy Savile (il dj della Bbc che ha molestato oltre 200 persone in cinquanta anni), 


la Gran Bretagna deve fare ancora i conti con un maxi caso di pedofilia. E questa volta a essere coinvolti sono politici e funzionari del parlamento britannico. 

Il premier britannico David Cameron ha ordinatouna inchiesta interna su un dossier degli anni Ottanta che rivelava gravi casi di pedofilia a Westminster e che è andato perduto dal ministero degli Interni. 

Lo scandalo è nato dopo che la stampa britannica, il 3 luglio 2014, ha rivelato l’esistenza, di un dossier sugli abusi su minori da parte di ufficiali e politici. Le carte passarono nelle mani dell’ex ministro dell’Interno Brittan direttamente da un parlamentare conservatore, Geoffrey Dickens. E poi sono andate perdute o distrutte. 


Festini di pedofili, orge, ragazzini abusati e ora persino omicidi. Un 12enne che, dopo essere stato violentato, sarebbe stato strangolato da un deputato conservatore, il tutto di fronte ad altri parlamentari compiaciuti. L’inchiesta ufficiale, sui tempi (a cavallo fra gli anni Settanta e gli anni Ottanta) in cui nel Regno Unito si consumavano violenze su minori in ambienti “importanti”, ha preso una nuova e inaspettata svolta con alcune rivelazioni raccolte dalla stampa britannica, in particolare da Daily MirrorDaily Telegraph, e dall’agenzia di investigazioni Exaro. Tutto, per ora, si basa su alcune testimonianze. L’inchiesta ufficiale a Westminster va avanti da mesi, ma ora – chiedono in tanti – dovrà occuparsi necessariamente anche di altre presunte atrocità: gli omicidi (almeno tre) di giovani vittime di abusi, spesso obbligate dagli stessi genitori, a prostituirsi e a incontri umilianti con uomini delle istituzioni e personaggi dello spettacolo..
La svolta parte da quanto rivelato da un teste che si fa chiamare “Nick”, oggi 40enne, che ha raccontato di aver visto, trent’anni fa, un giovane dodicenne strangolato da un parlamentare in un hotel di lusso della capitale. Secondo il Daily Mirror, Nick potrebbe anche aver fatto alla polizia il nome di questo deputato, un uomo “che terrorizzava tutti noi bambini, di cui avevamo paura”.
Anche Nick era obbligato a subire queste violenze. Veniva prelevato a casa, con il benestare del padre, caricato sulle auto di lusso dei politici e portato – “è successo almeno dieci volte”, ha raccontato – ai “festini”
La prima morte – e anche su questo la polizia indaga – avvenne quando un bambino di dieci anni, quasi per “gioco” e sicuramente per vendetta, venne investito da una macchina in una specie di caccia alla volpe che aveva come oggetto quei minorenni che si rifiutavano di accontentare questi pedofili di alto bordo. Il secondo omicidio, invece, avvenne – secondo le ricostruzioni confermate da Scotland Yard – proprio di fronte a Nick, in una stanza d’albergo: un ragazzino di 12 anni venne strangolato subito dopo le violenze da “un parlamentareTory“. Diciotto mesi dopo, queste le altre accuse, fu la volta di una uccisione quasi sacrificale da parte di due sconosciuti di fronte a un altro deputato, il quale guardava “con piacere”.
Nick, aiutato da un team di avvocati, intanto, si appresta a scrivere al premier conservatore, David Cameron, per chiedergli un allargamento dell’inchiesta ufficiale di Westminster. “Tutto questo è scioccante”, ha commentato al Daily Mirror il parlamentare laburista Tom Watson, che per primo parlò della “lobby di pedofili” nei palazzi del potere di Londra, uomini di età spesso avanzata che andavano a prelevare le vittime nelle loro case, “a bordo di JaguarRolls-RoyceDaimler o Range Rover”, come ha descritto Nick. “Ho ancora difficoltà a parlare dell’omicidio del ragazzo strangolato – ha spiegato il teste alla polizia – ma questo parlamentare era particolarmente disgustoso, anche rispetto alle altre persone che ci violentavano”. Molti di questi pedofili, scrive la stampa britannica, potrebbero ora essere già morti, “ma per me – prosegue Nick – è ancora molto difficile parlare di queste cose anche dopo trent’anni”.
Le indagini puntano anche a rintracciare gli autisti di quelle macchine di lusso, il personale degli hotel, e chiunque sia in grado di ricordare cosa accadde in quegli anni. La polizia, intanto, si legge sulla stampa britannica, avrebbe raccolto anche una seconda testimonianza che conferma gran parte dei racconti di Nick. “Ci ubriacavano con il whiskey”, ha spiegato ancora l’uomo, e “in quelle stanze stavamo seduti in circolo, noi bambini. Ma non riuscivamo nemmeno a guardarci negli occhi l’un l’altro, eravamo troppo terrorizzati”. Scotland Yard ha rilasciato un comunicato: “La polizia ritiene che queste testimonianze siano credibili”.

Uk, “lobby dei pedofili” a Westminster: inchiesta su abusi nei palazzi del potere  17 novembre 2014

Questa perversione di massa sarebbe stata coperta dai servizi segreti di Sua Maestà, e secondo diverse testimonianze numerosi bambini potrebbero essere stati uccisi dopo aver subito questa immane violenza. La polizia britannica, come spiega il sito della Bbc, sta indagando sulla scomparsa di 200 bambini, avvenuta negli scorsi decenni in circostanze mai completamente chiarire. Le indagini si concentrano su una scuola e su un pensionato della periferia di Londra.
LA RETE DI PEDOFILI, JIMMY SAVILE E CYRIL SMITH – Il nuovo caso su cui indaga la polizia inglese sfiora le terrificanti vicende di pedofila che avevano coinvolto il famoso conduttore della Bbc, Jimmy Savile, così come altri giornalisti della TV pubblica. Dopo la morte di Saville si è saputo come il personaggio TV avrebbe abusato di centina di donne, giovani e giovanissime, e secondo diverse ricostruzioni questi atti di violenza sarebbero stati coperti dal governo britannico. Un deputato laburista, Tom Watson, aveva alluso già nel 2012 alla rete di pedofili che avrebbe impedito di scoprire prima i misfatti di Savile. Uno dei componenti di questa associazione criminale sarebbe un ex parlamentare dei Liberldemocratici, Cyril Smith, morto nel 2010. Smith avrebbe ripetutamente violentato giovani ragazzi, e in una sua denuncia il servizio segreto britannico MI5 sarebbe intervenuto per insabbiare il caso. 
Il caso è diventato sempre più esplosivo a inizio 2014, quando una persona ha affermato di esser stato violentato da piccolo da una rete di pedofili legata a Westminster, il Parlamento britannico, e di aver testimoniato sull’uccisione di un giovanissimo coetaneo anch’egli vittima degli abusi. Altri due decessi si sarebbero verificati secondo le prime ricostruzioni fornite dall’indagine, e da diversi mesi la polizia di Londra indaga sulla scomparsa di 200 bambini, che potrebbero esser stati coinvolti in questo enorme scandalo. 
Sir Bernhard Hogan-Howe, il capo della polizia londinese, ha rimarcato come attualmente le forze dell’ordine indaghino su tre casi diversi e circostanziati tra loro, anche se nel racconto dei media il tutto è stato unificato. Per Hogan-Howe i sospetti di omicidio rendono questi casi ancora più gravi, e secondo diverse indiscrezioni a breve potrebbero esserci arresti per reati avvenuti ormai diversi decenni fa.

I pedofili di Westminster e i 200 bambini scomparsi 29 NOVEMBRE 2014

Media ‘gagged over bid to report MP child sex cases’

Security services accused of aiding Westminster paedophilia cover-up Daniel Boffey 22 November 2014

England: Land of Royals, Tea and Horrific Pedophilia Coverups Martin Hickman July 10, 2014

A SUBCULTURE OF CHILD ABUSE 31 LUGLIO 2014

Westminster paedophile dossier

Elm Guest House child abuse scandal From Wikipedia



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