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martedì 25 novembre 2014

Una donna su tre nel mondo vittima di violenza

USA, NEW YORK – Violate nell’intimità dal proprio compagno, stuprate o soggette a mutilazioni dei genitali. O ancora trattate come “oggetti” nel traffico di esseri umani oppure costrette a sposarsi giovanissime contro la propria volontà. Queste le principali forme di violenza a cui nel mondo vengono ancora sottoposte le donne, sulle quali ha voluto accendere i riflettori l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne del 25 novembre (International Day for the Elimination of Violence Against Women).
Una donna su tre nel mondo è stata vittima di una violenza fisica o sessuale da parte del partner e un altro 7%, secondo alcune stime, sperimenterà una violenza da parte di una persona che non è il compagno ad un certo momento della propria vita ricorda l’OMS, citando alcuni dati diffusi in uno speciale dalla rivista The Lancet.

In particolare, tra i i 100 e i 140 milioni di ragazze e donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali femminili, con più di 3 milioni di bambine a rischio di questa pratica ogni anno nella sola Africa, e circa 70 milioni di bambine in tutto il mondo si sono sposate prima del diciottesimo compleanno, molte contro la loro volontà.

Dati che secondo l’OMS fanno pensare che nonostante vi sia una maggiore attenzione verso questo problema, i livelli di violenza contro le donne rimangono inaccettabilmente elevati, con serie conseguenze per la salute fisica e mentale delle vittime. Anche se molti Paesi hanno compiuto progressi sostanziali verso la criminalizzazione della violenza contro le donne e per la promozione dell’uguaglianza di genere, infatti, molto ancora rimane da fare: per identificare prima possibile i casi di violenza, con un ruolo importantissimo ricoperto dai medici che spesso sono il primo importante appiglio per le donne che la subiscono, e sopratutto mettendo in campo le risorse finanziarie che occorrono.

Questa infatti è la prima delle priorità identificate per i governi e tutti gli organismi interessati nella lotta contro la violenza alle donne: impegnare fondi sufficienti, facendo di questo problema uno dei principali a cui dedicare attenzione. In secondo luogo, occorre cambiare le strutture discriminatorie che perpetuano la disuguaglianza tra uomini e donne e la violenza, investendo nella promozione della parità e dei comportamenti non violenti, rafforzando il ruolo della salute, della sicurezza, dell’istruzione e della giustizia e sostenendo la ricerca e la programmazione.

Oms. Una donna su tre nel mondo vittima di violenza fisica o sessuale 23 novembre 2014

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