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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

venerdì 28 novembre 2014

"Non furono stuprate e uccise. Si sono suicidate". India, polemiche contro i federali

La storia delle cugine di 14 e 15 anni trovate senza vita a fine maggio nel distretto di Badaun aveva commosso il mondo. Ora, dopo le indagini delle autorità federali, gli investigatori sostengono che entrambe si sono tolte la vita. Molte domande restano senza risposta come i motivi del gesto.


NUOVA DELHI - Stuprate e uccise, secondo la polizia locale. Suicide per vergogna per un'amicizia con un ragazzo del villaggio, secondo gli investigatori federali. E polemiche durissime. L'India è di nuovo sconvolta e travolta da una notizia sulla violenza sulle donne. Ma stavolta non è un nuovo caso: è una ferita riaperta senza ottenere una risposta chiara, che anzi getta ombre sulla parzialità del Cbi (il Central bureau of intestigation, l'Fbi indiano). 

Il maggio scorso due cugine, di 14 e 15 anni, furono trovate impiccate a un albero nel distretto di Badaun. L'accusa fu immediata: la polizia locale trovò che le due ragazze - appartenenti alla casta dei dalit, quella degli intoccabili - erano state uccise dopo aver subito uno stupro di gruppo. Ma ora, dopo cinque mesi di indagini e "40 relazioni scientifiche", come sottolinea il Cbi, la verità sostenuta dai federali è diversa: le due ragazze si sarebbero suicidate per non dover affrontare il giudizio della famiglia per un'amicizia, forse troppo intima, con un ragazzo del loro villaggio. 


Nessun omicidio, nessuno stupro di gruppo. Quei corpi appesi senza vita a un albero si sarebbero issati da soli, forse salendo sui rami, e poi lasciandosi cadere. Una spiegazione che - se vera - sarebbe solo minimamente migliore dell'alternativa: nel Badaun ci si può suicidare per la vergogna, per il timore di aver gettato fango (quale fango?) sull'immagine della propria famiglia.

La conclusione degli inquirenti non convince però molti, a cominciare dalle organizzazioni per i diritti delle donne, che chiedono di continuare l'inchiesta. "Sembra umanamente impossibile che le due ragazze si siano impiccate, o forse il Cbi non sta dicendo tutto", accusa in una nota il partito Aam Admi: "Sembra una copertura per nascondere la vergogna di quello che succede nella regione". 

Le due adolescenti erano scomparse da casa un martedì sera di fine maggio a Katra Shahadatganj, un villaggio rurale dello Stato dell'Uttar Pradesh. La mattina successiva i loro corpi erano stati trovati appesi a un albero di mango, provocando l'ira degli abitanti del villaggio contro la polizia che la sera prima non aveva dato seguito alla denuncia dei familiari.

Per la vicenda erano stati arrestati tre uomini, liberati su cauzione lo scorso settembre. Anche due poliziotti erano finiti in manette, con l'accusa di aver cercato di coprire il reale svolgimento di quello che era successo. 


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