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mercoledì 27 agosto 2014

Le vittime degli abusi:di Rotheram: «Violentate ogni settimana»

Stuprate per 16 anni stuprate, al centro di un traffico sessuale ad opera di una gang asiatica. Ora, dopo un lungo silenzio possono raccontare le loro storie

1.400 nomi e 1.400 storie. Tutte molto simili e tutte tenute nascoste per 16 anni, dal 1997 al 2013, fino a quando una indagine indipendente ha portato alla luce uno scenario tremendo, fatto di abusi, minacce e stupri ai danni di ragazzi e ragazze dagli 11 ai 16 anni. Tutti abitavano a Rotherham, nello Yorkshire del sud, in Gran Bretagna. Una situazione taciuta dalla polizia e dalla politica.

Le vittime hanno un nome, ma il rapporto investigativo le chiama con una lettera dell'’alfabeto. Si vergognano a parlare, chiedono che qualcuno spieghi loro perché non è mai stato fatto nulla per fermare la banda di ragazzi asiatici che le ha tenute ostaggio per anni e pretendono scuse. Ecco il racconto di alcune di loro.

La storia di B. A 15 anni si è innamorata di un ragazzo, che presto si è rivelato essere uno dei suoi aguzzini. Lui l’ha introdotta al traffico del sesso tra le città di Leeds, Bradford e Sheffield. E’ stata picchiata, minacciata di essere bruciata, coperta di benzina. Anche la sua famiglia è stata oggetto di minacce, i vetri della casa sono stati spaccati più volte per intimidire i genitori e convincerli a non parlare con la polizia. A 18 anni la sua famiglia ha deciso di abbandonarla, avevano troppa paura. B. è rimasta senza casa e ha cercato aiuto in una struttura per ragazzi in difficoltà. Ma niente è stato fatto per lei.

La storia di H. Aveva 12 anni quando è stata trovata ubriaca sul sedile posteriore di un’auto con un sospetto pedofilo che aveva sul telefonino foto pornografiche che la ritraevano. Aveva già detto più volte alla polizia di essere stata violentata da un uomo adulto. Ma i servizi sociali hanno sempre assicurato che non correva alcun rischio. Un mese più tardi è stata trovata in una casa fatiscente con un altro ragazzino e un gruppo di uomini. H è stata arrestata per essere in stato di ebbrezza. Nessun altro fu ammanettato.

La storia di F. Aveva 13 anni quando è stata adescata e stuprata da un 27enne. Ma anche altri uomini nei mesi successivi hanno abusato di lei e spesso è stata minacciata di morte.

La storia di Emma (nome di fantasia). I ragazzi che iniziarono ad “accudirla” da quando aveva 12 anni l’hanno introdotta al mondo della droga e dell’alcol. E la drogavano ogni volta prima di stuprarla. «I servizi sociali avevano detto ai miei genitori che avevo un debito per questioni di droga con tutti gli uomini con cui ero costretta ad avere rapporti. E che potevano risolvere tutto pagando i miei debiti. Per loro il caso si è chiuso in questo modo».

La storia di Mary (nome di fantasia). La ragazza è stata vittima di numerosi abusi sessuali, ha provato a scappare ma i suoi aguzzini hanno rotto le gambe al fratello. Quando finalmente ha trovato il coraggio di parlare con la polizia ha ricevuto un messaggio dall’uomo che più speso abusava di lei in cui minacciava di morte sua sorella minore, di 11 anni. Così ha deciso di stare zitta. Ha scritto più volte alla polizia, ma ogni volta il suo caso è stato respinto.

La storia di Susy (nome di fantasia). Susy ai microfoni della BBC radio ha raccontato gli anni di violenze e abusi. «Mi stupravano una volta a settimana, ogni settimana fino a quando non ho compiuto 15 anni», ha detto. E’ stata attirata dal gruppo di asiatici quando aveva 12 anni, ma le violenze sono iniziate un anno più tardi. Ora Susy ha 24 anni e racconta che quando ne aveva 12 ha conosciuto un gruppo di ragazzi della sua stessa età. Sono diventati amici e insieme hanno iniziato a fare uso di droghe leggere. L’appuntamento quotidiano era in centro città: i ragazzi erano i suoi confidenti e migliori amici. Un giorno ha incontrato un uomo più adulto, il suo aguzzino. I quel momento sono iniziati gli stupri davanti a gruppi di altri uomini. «Chiunque volesse poteva fare sesso con me», ha raccontato Susy. «Tre mesi dopo la prima violenza sono andata dalla polizia mostrando i miei abiti con i segni dello stupro. Ma i poliziotti mi dissero che non c’era evidenza di violenza, che non c’era nessun caso su cui lavorare». Allo stesso tempo sono iniziate le minacce alla famiglia. «Alcuni uomini in auto controllavano sempre la mia casa, chiamavano al telefono, seguivano mia mamma in tutta la sua giornata e mi dicevano che avrebbero violentato anche lei». La famiglia sapeva tutto, ma per paura, non è mai riuscita a fermare le violenze.

Gran Bretagna, le vittime di abusi:«Violentata ogni settimana» di I.Mor. 27 agosto 2014


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