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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

venerdì 13 giugno 2014

India, un’altra giovane stuprata e impiccata

Se il neo premier indiano Narenda Modi guardava in alto contando di conquistare la platea internazionale con le proprie credenziali economiche, la cronaca lo costringe ad abbassare lo sguardo.  

Così, due giorni fa, ha dovuto inserire nel suo discorso d’insediamento il tema della violenza sessuale contro le donne, all’ordine del giorno dopo la vicenda della studentessa di Delhi morta nel 2012 in seguito a uno stupro. L’ultima storia della vergogna è quella di una 19enne probabilmente abusata e trovata impiccata a un albero nello Stato dell’Uttar Pradesh: si tratta del quinto caso simile nella regione in appena due settimane.  

La violenza sessuale contro le donne (e i bambini) è oscena routine durante i conflitti, come denunciano in coro Angelina Jolie e il ministro degli esteri britannico Hague aprendo a Londra il summit contro gli stupri di guerra, dove è arrivata anche Amal Alamuddin, avvocato e fidanzata di Clooney. Un sistematico annientamento psico-fisico dell’avversario che, secondo "Save the Children", nell’80% dei casi riguarda minori. Ma il fenomeno sta dilagando al di fuori delle trincee, in Paesi come l’Egitto, dove il 99% delle donne ha subito qualche forma di molestia e il neo presidente Al Sisi ha dovuto rispondere con la promessa di tolleranza zero dopo la diffusione del video di una ragazza stuprata in piazza Tahrir durante la festa del suo insediamento. 

Poi c’è l’India, la più grande democrazia del mondo, in cui la locale Silicon Valley di Bangalore e l’industria cinematografica di Bollywood convivono con il sistema delle caste e il persistere sotterraneo di riti induisto-tribali come i roghi delle vedove.  

Il premier Modi deve farci i conti altrimenti, ha detto, «le nostre anime non ci perdoneranno». Non solo le anime, in realtà. Anche perché tra i politici che hanno rilasciato dichiarazioni controverse sul crescendo che le attiviste definiscono giunto a un livello «epidemico» (secondo un ministro dello Stato di Chattisgarh «questo genere di incidenti avvengono accidentalmente» e un collega del Mandyha Pradesh ha definito gli stupri «a volte giusti, a volte sbagliati») ci sono alcuni esponenti del suo stesso partito Bharatiya Janata Party (BJP). 

In meno di due mesi, da metà aprile a oggi, una 45enne di casta inferiore è stata impiccata con un abito tradizionale sari nel distretto di Bahraich, un’altra è stata violentata da quattro agenti nel commissariatodell’Uttar Pradesh dove era andata a testimoniare a difesa del marito arrestato e, nella non lontana zona di Mandhata, uno studente 15enne di madrasa è stato sodomizzato e ucciso. Sempre in Uttar Pradesh il recentissimo stupro di due cuginette di 12 e 14 anni, appese poi a un albero di mango, e quello della coetanea di Benipur Majra Sarsai, hanno messo sotto pressione il premier Akhilesh Yadav, reo di non essere ancora intervenuto in modo deciso. 

L’India chiede conto alla politica, ma deve chiederne anche a se stessa. 

India, un’altra giovane stuprata e impiccata. Il mondo si mobilita FRANCESCA PACI 13 giugno 2014


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