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Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

domenica 1 giugno 2014

Abusa della figlia di 8 anni e conserva i video, pedofilo condannato a 12 anni

Si fidava di lui, come ogni bambina di otto anni si fida del proprio papà. Non le piacevano quei giochi ai quali la costringeva, ma così piccola non riusciva a opporsi, e neanche a chiedere aiuto. Neppure alla mamma, che mai avrebbe dovuto sapere del gioco del "dottore". Anzi, lei, la mamma per prima doveva rimanere all’oscuro di tutto. «Perché un segreto è un segreto. Si deve restare muti», si raccomandava il papà. 

Un padre pedofilo, informatico di professione, fedina penale immacolata, che ora dovrà scontare dodici anni di carcere. L’uomo, 43 anni, romano, dall’aria irreprensibile, l'altra mattina, ha incassato la condanna e perso la patria potestà. Per un pezzo non potrà uscire dal braccio protetto di Regina Coeli dove è recluso e dove i giudici sperano capisca e si penta. Nonostante i benefici del rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena, il pm di aula Francesco Scavo ne aveva chiesti otto di carcere per quel papà senza scrupoli; il gip Valerio Savio, gliene ha dati quattro in più.

Per l'imputato, che ha scelto di presentarsi in aula, è stato praticamente impossibile discolparsi. «Sapevo che stavo facendo una cosa sbagliata - ha provato a giustificarsi - ma non riuscivo a fermarmi». Quello che la bambina non ha raccontato, lo hanno fatto, purtroppo, cinque video. Il papà pedofilo aveva una vasta collezione di filmati. E nella sua videoteca segreta, nascosta in file criptati, aveva archiviato anche cinque filmini con la figlioletta.

A far venire a galla la storia, un’inchiesta in tutto il territorio nazionale su una rete di pedofili pronti a scambiarsi video con incontri tra adulti e bambini. L'informatico romano in casa ne aveva 300, subito sequestrati. Dovevano essere visionati uno ad uno per accertarne l’origine, i video erano stati per lo più prodotti in Sud America oppure nei Paesi dell'Est. Ma poi gli investigatori hanno notato che alcuni video ritraevano lo stesso indagato con una bambina italiana molto piccola.

Il fascicolo è stato trasmesso per competenza alla Procura di Roma e in particolare al pm Eugenio Albamonte, uno dei magistrati del pool anti-violenze. L'informatico romano che avrebbe compiuto gli abusi fino a un anno fa è stato così iscritto nel registro degli indagati per detenzione di materiale pedopornografico, e di produzione e violenza sessuale aggravata. «Oltre a detenere un ingente quantità di materiale pornografico ritraente minore degli anni diciotto, produceva materiale pedo-pornografico ed in particolare cinque filmati della durata di 33 minuti e 24 secondi ritraenti una minore, la figlia», si legge nel capo di imputazione. Una bambina che ora ha 10 anni e che è assistita dalla madre e da psicologhe specializzate.

Abusa della figlia di 8 anni e conserva i video, pedofilo condannato a 12 anni di Adelaide Pierucci 1 giugno 2014  


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