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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

venerdì 2 maggio 2014

WEB-PORNO RICATTI

«Io mi spoglio, vuoi farlo anche tu?». In questi giorni in molti sono caduti in questo subdolo tranello del web. A trarli in inganno ancora il social network Facebook. Le vittime si sono viste chiedere l’amicizia da prorompenti ragazze, tutte straniere, seguita da messaggi ammiccanti e immagini osé. Dopo aver accettato la conoscenza virtuale, trascorso un periodo breve fatto di conversazioni e piccanti confidenze, le ‘nuove’ amiche avrebbero lanciato la consueta proposta: «Facciamo un gioco? Non lo saprà nessuno. Ora mi spoglio io e poi tocca a te»


Una volta ricevuto il video dell’ignara vittima, ecco il ricatto. «Se non mi versi 1000 euro, invierò il video a tutti i tuoi amici, tramite youtube e facebook». Un tunnel senza fine, perchè non si ferma certo con l’invio del denaro: «Si prosegue con altre richieste di soldi, meno elevate ma egualmente stressanti — spiegano dalla polizia postale —. Un piano diabolico fatto di continue email e messaggi in chat, dove i ricattatori sembrano essere a conoscenza di molti particolari della vita privata della vittima prescelta, acquisite proprio attraverso le informazioni presenti sul social. Una tecnica ben collaudata quella delle sexy ricattatrici, che in questo ultimo periodo sta facendo centinaia di vittime. Decine, infatti, le segnalazioni alle forze dell’ordine, relative a strane richieste d’amicizia che molti utenti di Facebook, soprattutto maschi, ricevono da un mese a questa parte, da presunte ragazze straniere. «Dopo aver raccolto diverse denunce anche in Polesine — spiegano gli agenti — siamo riusciti a risalire alla provenienza delle ricattatrici. Il giro malavitoso avrebbe origine in Algeria e Marocco e dietro alle presunte ragazze si celerebbe, in realtà, una vera e propria banda specializzata in estorsioni in rete». Sarebbero, infatti, utilizzati video e immagini hard rubati al web, appositamente per attrarre i ‘clienti’, inducendoli a eccitarsi e a spogliarsi in diretta. «L’unica soluzione per porre fine al ricatto — spiega la Postale — è quello di togliersi per un periodo dai social network, così da non poter essere rintracciati. Una piaga quella del sexy ricatto che si complica ulteriormente quando riguarda i minori. I malviventi in questi casi, non si limitano alle richieste di denaro, ma addirittura incutono terrore ai ragazzi, dicendo loro che saranno accusati di pedopornografia». Diverse le denunce pervenute in questi giorni dalla Polizia postale di Rovigo, ma si presume che i casi siano almeno il doppio, visto che molti rinunciano alla denuncia per paura.


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