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In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

giovedì 29 maggio 2014

Violenza sessuale in India: branco stupra due ragazzine e poi le impicca

Due sorelle indiane dalit, cioè senza casta o intoccabili, di 14 e 15 anni, sono state violentate da una banda di balordi in un villaggio dell’Uttar Pradesh, nell’India nord-orientale. Le ragazzine sono state e poi impiccate a un albero di mango. Lo riferiscono i media indiani sottolineando che sette persone, fra cui due agenti, sono state arrestate. 


In particolare l’agenzia di stampa Pti scrive che l’attacco è avvenuto nel villaggio di Katra e che le due adolescenti vivevano nella stessa casa da cui sono misteriosamente scomparse martedì sera. Gli abitanti del villaggio hanno allora avviato una ricerca a tappeto per trovare le tracce delle due ma purtroppo, indica l’agenzia, sono arrivati solo in tempo per scoprire i cadaveri che pendevano da un mango nell’area di Ushait. Le giovani erano scomparse dai campi dove erano andate perché nella loro abitazione non ci sono i servizi igienici (un altro grave problema del Paese tanto che nel 2012 il governo lanciò la campagna «No toilet, no bride» - niente bagno, niente sposa - per sensibilizzare gli indiani al problema della mancanza di wc che provoca problemi di salute e sicurezza soprattutto per le donne).

Due agenti di polizia fra i denunciati

All’inizio la polizia è sembrata restia a registrare la denuncia della scomparsa, ma poi per la pressione popolare è stata costretta a farlo. Una rapida indagine ha permesso di ricostruire la storia, confermando il rapimento, lo stupro collettivo e la denuncia di sette persone, fra cui due agenti di polizia, Sarvesh Yadav e Rakshapal Yadav. Uno degli accusati è stato arrestato insieme ad altri due, ma gli altri sono latitanti. La popolazione ha bloccato per qualche ora la strada Ushait-Lilawan attraverso cui i due cadaveri dovevano transitare verso l’obitorio, poi la situazione si è calmata e il traffico è stato ripristinato. Il capo della polizia locale è stato sospeso dal servizio per non aver agito tempestivamente quando la famiglia delle ragazze ha segnalato la loro scomparsa.

Uno stupro ogni 22 minuti

In India da mesi e mesi si susseguono le violenze contro le donne e le bambine - e vittime sono state anche alcune turiste - nonostante l’attenzione della comunità locale e internazionale sia molto alta da quando, nel dicembre 2012, una studentessa di 23 anni venne violentata da sei uomini mentre tornava a a casa su un bus. La giovane morì dopo 10 giorni per i traumi riportati nell’aggressione. Solo lo scorso febbraio è stata aggredita una bimba di 9 anni che giocava nel cortile di casa; un mese prima una 12enne era stata stuprata e bruciata viva e una turista danese violentata e picchiata. Nel maggio 2013 vittime della violenza di un altro branco erano state dieci minorenni sordomute; e un mese prima una bambina di soli 5 anni era stata stuprata e mutilata da un vicino di casa. L’India ha reso più rigide le sue leggi contro lo stupro lo scorso anno, a seguito di proteste in tutto il Paese per il crimine in crescita, che la cultura conservatrice e l’atteggiamento passivo delle autorità e della polizia non contribuiscono a contrastare. Secondo i dati, nel Paese di 1,2 miliari di abitanti avviene uno stupro ogni 22 minuti. Gli attivisti ritengono però che questa cifra sia inferiore alla realtà, perché molte vittime non denunciano le violenze subite. Soltanto il mese scorso, durante la campagna elettorale, il partito alla guida dello stato dell’Uttar Pradesh si è detto contrario alla pena di morte per gli stupratori: «Sono ragazzi - ha detto Mulayam Singh Yadav - fanno degli sbagli».

India, ennesima violenza: branco stupra due ragazzine e poi le impicca 29 maggio 2014


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