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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

venerdì 25 aprile 2014

Obama crea una task force contro gli stupri nei campus

Nei college americani uno studente ogni cinque subisce violenza sessuale ma soltanto il 12% delle vittime denuncia il crimine. I dati sono contenuti in un rapporto redatto dal White House Council on Women and Girlintitolato “Rape and Sexual Assault: A Renewed Call to Action”: “Nessuno è più a rischio di essere stuprata delle donne che frequentano i college e le università della nazione” è scritto nel testo. Quasi 22 milioni di americane e 1,6 milioni di americani hanno subito violenza sessuale una volta nella loro vita. Nei campus la violenza è incentivata dall’uso di alcol e droghe che possono rendere le vittime incapaci di difendersi. Gli assalitori sono spesso dei conoscenti e sono recidivi. Secondo uno studio, citato nel rapporto, il 7% degli studenti universitari ha ammesso di aver tentato uno stupro e, tra questi, il 63% ha confessato di averlo fatto più volte.

Di fronte a questi dati il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non ha perso tempo: ieri ha creato una task force che si concentrerà esclusivamente sui crimini sessuali commessi nei campus universitari. (Nella foto Obama mentre firma la costituzione della task force).
“Dobbiamo incoraggiare i giovani, uomini e donne, – ha detto il presidente – a capire che la violenza sessuale è inaccettabile, è un un affronto alla decenza e all’umanità. I ragazzi devono essere coraggiosi e denunciare questi crimini, soprattutto quando la pressione sociale li induce a tacere” 
 La task force avrà 90 giorni di tempo per presentare una lista di provvedimenti da prendere per impedire stupri e molestie nei college e nelle università e per aumentare la consapevolezza degli studenti sul tema. Per farlo sarà necessaria una maggiore collaborazione tra la polizia e gli istituti. Spesso le università non denunciano alle autorità preposte i crimini avvenuti nel campus né puniscono in modo appropriato gli assalitori come invece richiede la legge federale.
In questo senso è emblematico il caso di una studentessa dell’Amherst College, in Massachusetts che ha accusato l’Istituto di aver insabbiato la sua denuncia di stupro, avvenuta nel 2011 nel dormitorio per mano di un conoscente. Angie Epifano, questo il nome della ragazza, ha raccontato che le autorità scolastiche hanno messo più volte in dubbio che lo stupro fosse realmente avvenuto e l’hanno sconsigliata di recarsi in commissariato. Alla fine Angie ha dovuto lasciare il college mentre il suo stupratore ha continuato gli studi e si è tranquillamente laureato.
Questo comportamento da parte dei dirigenti scolastici in parte è dovuto alla volontà di non intaccare l’immagine pubblica del College o dell’Università.  Non è raro che lo stupratore sia punito da una sorta di “tribunale” interno, il cui giudizio non è appellabile:  “I panni sporchi – come si diceva un tempo – si lavano in famiglia”. 
Obama crea una task force contro gli stupri nei campus 23 gennaio 2014

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