Post in evidenza

Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

mercoledì 16 ottobre 2013

Tribunali nazionali contro i preti pedofili

La lotta alla pedofilia e agli abusi sui minori da parte di sacerdoti e religiosi rimane una priorità del pontificato di Francesco. E tra le ipotesi allo studio per migliorare le normative esistenti c’è anche quella di creare dei tribunali ecclesiastici su base nazionale o regionale, specializzati nel giudicare proprio questi casi e dunque più rapidi. 

Si è discusso di questo nella seconda parte del concistoro convocato dal Papa che si è svolto lunedì mattina, al quale hanno partecipato i cardinali presenti a Roma. Dopo la decisione sulle canonizzazioni di Roncalli e Wojtyla, i porporati sono stati consultati da Francesco sulle norme antipedofilia. 

Già lo scorso 6 aprile, dopo aver ricevuto in udienza il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio Gerhard Müller, il Papa aveva «raccomandato in particolar modo che la Congregazione, continuando nella linea voluta da Benedetto XVI, agisca con decisione per quanto riguarda i casi di abusi sessuali, promuovendo anzitutto le misure di protezione dei minori, l’aiuto di quanti in passato abbiano sofferto tali violenze, i procedimenti dovuti nei confronti dei colpevoli, l’impegno delle Conferenze episcopali nella formulazione e attuazione delle direttive necessarie in questo campo tanto importante per la testimonianza della Chiesa e la sua credibilità». Un segnale inequivocabile del fatto che la linea della fermezza non sarebbe cambiata. 

L’attuale normativa voluta da Ratzinger, in vigore da un decennio e inasprita nel 2010, prevede che i casi di abusi su minori non vengano trattati in sede locale, ma direttamente a Roma, alla Congregazione per la dottrina della fede. Dopo le ondate di scandali negli Usa, in Irlanda e in Germania, era entrata in vigore una sorta di «legislazione di emergenza», con la possibilità di arrivare per via amministrativa alla dimissione dallo stato clericale del prete riconosciuto colpevole. Anche se tutto doveva essere vagliato dallo speciale team della Congregazione, affidato fino a un anno fa al monsignore maltese Charles Scicluna, da tempo l’ex Sant’Uffizio delegava a tribunali ecclesiastici locali sia il primo che il secondo grado di giudizio: in quel caso tali tribunali agivano su mandato della Santa Sede. Si è però sempre trattato di tribunali istituiti ad hoc per un determinato caso, non di strutture stabili e perciò specializzate. 

Ora tra le ipotesi allo studio, per rendere più rapido ed efficace l’intervento, garantendo innanzitutto le vittime come pure il diritto alla difesa dell’accusato, c’è quella di istituire dei tribunali su base regionale o nazionale, che potrebbero essere legati alle singole conferenze episcopali. Tribunali in grado di giudicare con competenza e celerità sia in prima che in seconda istanza i casi di abuso, facendo in modo, nel caso di due gradi di giudizio, che il collegio sia diverso. 

Un altra questione allo studio dei giuristi della Santa Sede riguarda il ricorso contro la dimissione dallo stato clericale avvenuto per via amministrativa, nei casi particolarmente gravi. Fino ad oggi è stata la stessa Congregazione per la dottrina della fede a funzionare da seconda istanza, ma c’è chi propone che anche per i casi di abuso la competenza passi al tribunale della Segnatura apostolica. 

Tribunali nazionali contro i preti pedofili 02/10/2013


Ti piace?

Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...