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In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

venerdì 20 settembre 2013

Mai più bambine sessualizzate in passerella

Un primo passo per vietare sfilate, concorsi e passerelle per le minori di 16 anni in Francia. Una legge ad hoc, ratificata dal Senato transalpino, potrebbe proibire in futuro l’organizzazione di rassegne di bellezza che coinvolgano le giovani miss, con tanto di pesanti sanzioni per chi trasgredirà la normativa ieri approvata. Chi non rispetterà le leggi rischierà tre anni di carcere, oltre che una multa fino a 30mila euro, così come spiega l’Huffington Post.

La normativa rappresenta una novità per l’Europa, dato che nessun paese comunitario disponeva di una legge in grado di vietare i concorsi per le baby “reginette”. L’obiettivo è quello di punire la cosiddetta “ipersessualizzazione” delle ragazzine, già lanciate tra passerelle e riflettori nonostante la giovanissima età. A presentare la legge contro le “Baby miss” è stato un ex ministro di Sarkozy, Chantal Jouanno. L’approvazione della normativa è stata tutt’altro che unanime, dividendo chi ritiene queste rassegne come una forma di sfruttamento dei minorenni e chi, al contrario, criticava l’approccio “restrittivo” con cui la Francia si riferirà in futuro alla sessualità femminile. Polemiche che non hanno coinvolto soltanto la Francia, ma anche altri paesi in passato. In particolare gli Stati Uniti, considerata la patria delle “Little miss”. Una questione ripresa anche in alcune pellicole cinematografiche recenti, come ”Little Miss Sunshine”, che raccontava la storia di una bambina, Olive, di soli sette anni, che insieme alla famiglia attraversava in macchina l’America per realizzare il desiderio di partecipare al più importante concorso di bellezza statunitense dedicato alle bambine.
L’APPROVAZIONE TRA LE POLEMICHE –  «Non lasciamo che le nostre ragazze credano fin da piccole che il loro unico valore dovrà essere la cura per il loro aspetto», ha incalzato Chantal Jouanno in Parlamento, attaccando anche gli interessi commerciali che si nascondono dietro l’organizzazione delle rassegne per bambini. Ma il suo appello, nonostante l’approvazione della legge, non ha convinto tutti: non pochi, anche tra i socialisti – divisi al momento del voto – consideravano la misura troppo restrittiva. Lo stesso ministro per le Pari opportunità, Najat Vallaud-Belkacem, aveva proposto un emendamento alla legge con il tentativo di ridurre le sanzioni. Al termine del dibattito parlamentare, però, nonostante le divisioni, la legge è passata (con 196 «sì» contro 146 contrari) così come l’aveva concepita l’ex ministro di Sarkò.  Sulla normativa dovranno ora esprimersi i deputati dell’Assemblea: l’impressione è che il testo potrebbe essere ammorbidito, soprattutto per quanto riguarda le sanzioni. Tutto mentre in Francia, a Parigi, dovrebbe tenersi un concorso per “giovani reginette”, con una quarantina di partecipanti tra i 7 e i 12 anni.
IL DIBATTITO IN ALTRI PAESI – In attesa che la normativa passi alla camera bassa del Parlamento francese per la definitiva approvazione, la questione ha riaperto il dibattito anche in altri Paesi. Se la legge francese potrebbe rappresentare una novità a livello nazionale, misure simili sono presenti invece a livello locale. In particolare, lo stato di New York ha approvato tempo fa una legge per proteggere i “modelli bambini”, estendendo le stesse disposizioni anche per i piccoli attori. Anche attraverso “Health Initiative” di Vogue in Gran Bretagna, si è cercato di creare un ambiente sicuro per i giovani modelli. Misure che però non bastano, di fronte alla diffusione del fenomeno, soprattutto negli Stati Uniti. Anche in Italia si realizzano diversi concorsi per minori, soprattutto per la fascia d’età dagli 8 ai 15 anni. Tra gli eventi organizzati, a scatenare le polemiche è stata soprattutto la carovana di Miss e Mister Baby d’Italia. Dopo gli eventi degli scorsi anni, anche quest’anno – forse nel mese di ottobre – dovrebbe essere organizzata la rassegna finale dedicata ai bambini dai 3 ai 13 anni. Per gli organizzatori non è soltanto una questione di bellezza: sul sito si legge come “ad essere premiata sarà anche la simpatia e la capacità di muoversi sul palco, nonché il loro essere spigliati, spontanei e creativi”. Non basta per placare le critiche di chi considera eccessiva l’esposizione mediatica dei bambini così piccoli, senza considerare i messaggi e i valori propagandati attraverso l’iniziativa.

Stop «Baby miss»: mai più bambine sessualizzate in passerella 19/09/2013


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