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Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

mercoledì 18 settembre 2013

L'orrore delle spose bambine

L’abuso sessuale di bambini avviene in tutte le comunità, come è stato rivelato dal recente scandalo nella chiesa cattolica. Ma la pedofilia nell'Islam è, purtroppo, una realtà diffusa, ma al contrario del resto del mondo, non è punibile. Solo negli ultimi mesi, i casi di maltrattamenti e violenze sessuali in Oriente su minorenni si contano a decine. Molti musulmani condannano l’Occidente per l’alcolismo, il sesso prematrimoniale, l’omosessualità, la nudità, ma non possono esigere la privativa dell’etica. Nell’ovest, la pedofilia e gli abusi sessuali sono illegali, la medesima cosa non può dirsi per lo Yemen, il Niger, l'Arabia Saudita e l' Afghanistan. Il coinvolgimento della polizia e l’abulia del governo danno la dimensione della diffusione di questa forma di induzione alla prostituzione infantile. L’ipocrisia morale è scandalosa in un Paese dove l’omosessualità non è solo vietata, ma ferocemente punita, anche tra due adulti remissivi. Ma chi sodomizza un ragazzo non viene considerato omosessuale ne' pedofilo. Nel Medio Oriente, parecchi uomini sono poi capaci di “appagare” le loro perversioni legalmente attraverso i matrimoni con delle bambine. Le autorità religiose ultra-conservatrici giustificano questa antica usanza tribale citando il matrimonio del profeta Maometto con Aisha, la quale aveva solamente nove anni quando il Profeta la sposò. Ma fa loro comodo concentrarsi convenientemente su alcuni testi islamici per sostenere le loro opinioni, ignorando altri testi e informazioni storiche, le quali riferiscono che Aisha in realtà si sarebbe sposata a 19 anni. Qualunque sia la propria visione sul matrimonio del Profeta, nessuna fede poteva rivendicare una superiorità morale fino a quando i matrimoni con bambine erano praticati in varie culture e società di tutto il mondo e in varie epoche. In tempi moderni, però, questi sposalizi non sono più accettabili e nessuna scusa dovrebbe essere usata per giustificarli. Sono 60.000.000 (sessanta milioni, come la popolazione dell’Italia) di bambine, e secondo l’International Center for Research on Women nei prossimi dieci anni altre 100.000.000 (cento milioni) saranno condannate allo stesso destino, la violenza, la segregazione, le gravidanze precoci, le percosse. I dati Onu attestano che in Niger il 74% delle giovani donne fra i 20 e i 24 anni è diventata moglie prima dei 18 anni, il 71% nel Ciad, il 70% in Mali, il 66% in Bangladesh; in India, il 44% dei matrimoni coinvolge ragazze minorenni, di cui il 22% ha meno di sedici anni, il 2,6% addirittura meno di tredici; nella regione Amhara, in Etiopia, il 90% delle ragazze è costretta a sposarsi prima del quattordicesimo compleanno e, in Afghanistan, il 57% delle bambine prima dei 15 anni. Fermatevi a rileggere questo paragrafo, denso di cifre che possono perdere significato, e sforzatevi di vedere che dietro questi numeri ci sono bambine! Le ragazzine a volte scappano, altre volte si suicidano. Il fenomeno è enorme. C’è un’altra piaga, come se non bastasse, quando diventano vedove. Restano completamente emarginate ( ad oggi sono circa 40 milioni). Rimangono sole, senza poter tornare dalla famiglia. Secondo la cultura indù, la donna sposata appartiene per metà a suo marito ed il 90 per cento di loro finisce con il prostituirsi, il 10 per cento vive chiedendo l’elemosina pregando davanti ai templi indù. Sarebbe realmente ora di rompere questo silenzio perché queste violenze all’innocenza possono essere fermate invece di nascondersi e di sentirsi sempre di più in dovere di criticare gli altri per le azioni che ritengono peccaminose. Se in occidente la legge in teoria punisce questi veri e propri atti di pedofilia, in pratica tutti i Governi (nessuno escluso) tollerano quelle che vengono chiamate “usanze religiose”. La regola è “non interferire”. Si inizi a intervenire seriamente senza timore di “interferire nelle usanze religiose”, perché di religioso non c’è assolutamente niente in tutto questo. Si potrebbe iniziare, per esempio, con il finanziare i movimenti femministi nei Paesi islamici. Si continui poi con forti pressioni internazionali sui Governi affinché introducano leggi a tutela della donne minorenni e contro i matrimoni combinati. Che si punisca severamente ed in modo esemplare chi si macchia di questi orrendi crimini. L'istruzione è ancora la difesa migliore: mantenere i figli a scuola il più a lungo possibile, così come educare le comunità sull'impatto deleterio del matrimonio precoce sulla salute delle loro ragazze. Non solo necessità di azioni di sensibilizzazione e di prevenzione, ma anche cercare di aiutare coloro che sono già state costrette a questo orrore con incentivi finanziari alle loro famiglie per far loro proseguire gli studi, o tramite corsi di formazione professionale in modo tale da poter avere una maggiore voce in capitolo nella propria vita. Un trattamento medico di qualità è altrettanto necessario per le ragazze costrette a partorire in giovane età. Si sa che non vi è alcuna soluzione rapida, ma sembra che ci sia un crescente movimento mirato a porre fine a questo scempio. Due mesi fa, l'ex segretario di Stato Hillary Clinton, per esempio, ha annunciato la nascita di un programma pilota in Bangladesh, finanziato dall'Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che coinvolgerà leader religiosi, media, governi e ONG locali. L'arcivescovo Desmond Tutu, presidente di The Elders, ha annunciato un obiettivo molto ambizioso: porre fine a questa pratica entro il 2030. Molte iniziative hanno preso il via, ora si tratta attuarle passando ai fatti.
Nata il 28 Febbraio, laureata in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche (Ingegneria tissutale e biocompatibilità dei materiali) alla facoltà del Piemonte Orientale “A.Avogadro”, attualmente iscritta al corso di Farmacia del Dipartimento del Scienze del Farmaco di Novara. Ricercatore scientifico e modella; vari hobby, appassionata di motori in generale (Superbike, Motocross, Formula 1...) sport, in particolar modo il calcio. Scrivo per vari siti, tra i quali “Vanovarava.it” e per il giornale “Il Fedelissimo” , amo il mare, gli animali e la musica.

L'orrore delle bambine spose 
18 September 2013


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