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domenica 22 settembre 2013

L'orco a processo in Thailandia

In thailandese era chiamato ‘Na phii’, ovvero spirito nero, un uomo che fa paura ai bambini. E’ questo il nome con cui Ruggero Costa, un 64enne originario di Boara Polesine, è conosciuto in Thailandia, dove è ricercato per scontare l’accusa di pedofilia a danno di minori di 13 anni. L’uomo, scappato dalla Thailandia, si nascondeva a Tenerife, alle Canarie. E proprio ieri è stato estradato dalla Spagna verso la Thailandia, a conclusione di un’indagine di cinque anni svolta in collaborazione con le autorità italiane in seguito alle diverse denunce di bambini e bambine thailandesi che avevano subito le molestie sessuali dell’uomo, per un compenso tra i 25 e i 50 euro. L’uomo sarebbe arrivato mercoledì sera nel Paese dalla Spagna.
Ruggero Costa, originario di Boara Polesine, era stato in passato arrestato per tre volte, sempre in Thailandia, sempre per pedofilia. In ogni occasione era riuscito a ottenere inspiegabilmente la scarcerazione su cauzione: una nota pratica della polizia locale, che le autorità di Bangkok stanno ora cercando di debellare. Era poi riuscito a rifugiarsi prima in Italia, a Verona, dove sono iniziate le indagini a suo carico, poi in Spagna, a Tenerife, evitando un nuovo arresto nell’operazione portata avanti dall’Interpol contro sei pedofili stranieri in Thailandia. Nel marzo del 2012 era stato infine catturato a Tenerife, alle isole Canarie, grazie a un mandato di cattura internazionale.
L’operazione era stata svolta dalla squadra mobile di Verona, in collaborazione con la polizia spagnola, che ha arresto il polesano a Santa Cruz de Tenerife a seguito di un ordine di cattura internazionale emesso dalla magistratura thailandese. La Polizia di Stato di Verona ha lavorato a stretto contatto con un esperto antidroga della Polizia Thailandese e con l’ufficio antiterrorismo dell’Interpol per le regioni asiatiche, che ha ottenuto le informazioni sul procedimento penale. Arrestato il 21 marzo scorso e poi identificato presso la stazione di polizia, all’uomo è stato notificato un avviso di reato mentre le autorità thailandesi hanno avviato le procedure di richiesta per l’estradizione, che è stata concessa in questi giorni.
Ora ‘l’uomo nero’ dei bambini, Ruggero Costa, dovrà affrontare alcuni processi che lo vedono imputato di gravi e circostanziati reati sessuali a danno di minori. In Thailandia esiste ancora la pena di morte, ma viene applicata solo per omicidio e per il traffico di eroina e anfetamine. Si tratta del primo caso in assoluto in cui l’Italia concede la cosiddetta ‘estradizione passiva’ di un proprio cittadino verso la Thailandia. Secondo un recente rapporto dell’Ecpat, un network di Ong che combattono lo sfruttamento minorile, gli italiani sono i primi al mondo nella graduatoria del turismo sessuale a danno di minori: lo studio ha calcolato che 80 mila nostri connazionali viaggiano all’estero a tale scopo.

L'orco a processo in Thailandia  20 settembre 2013


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