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domenica 22 settembre 2013

Letzgo Hunting:i cacciatori di pedofili sul web

Si considerano dei «vigilantes del web», dei “cacciatori di pedofili” on line, con l’obiettivo di scovare in rete possibili adescatori di minorenni che utilizzano chatroom, social network e forum per attirare le proprie vittime. Si fingono adolescenti, per poi smascherare e filmare gli uomini sospettati di reati sessuali, presentandosi in occasione di “incontri” organizzati e consegnando le prove alle forze dell’ordine. Oltre a pubblicare su Facebook e YouTube. Il controverso gruppo britannico, ribattezzato “Letzgo Hunting“,  è però finito sotto accusa dopo la morte del 29enne Gary  Cleary, un uomo arrestato dalla polizia dopo essere stato “scoperto” dallo stesso gruppo.

Come riporta l’Independent, il presunto pedofilo è stato ritrovato morto impiccato, quattro giorni dopo essere stato rilasciato dietro cauzione. Secondo i medici legali che hanno effettuato l’autopsia sul suo cadavere, l’uomo si sarebbe suicidato: l’opinione pubblica locale si è divisa sui metodi controversi usati dai membri del gruppo, consapevoli di “sostituirsi alla polizia” e di agire fuori dalla legge, seppur partendo da motivazioni ritenute condivisibili. «Se la polizia ci trascura e non si preoccupa di noi, chi dovrebbe aiutarci?», è lo slogan di Letzgo Hunting.
Nonostante le polemiche – come riporta l’Huffington Post – il fondatore anonimo del gruppo ha spiegato di non voler cambiare la strategia e i metodi utilizzati da Letzgo: «Ci dispiace per la sua famiglia e per la sua morte, ma non intendiamo cambiare i nostri metodi», ha precisato. Intervistato dalla Bbc, un altro membro del gruppo si era difeso da chi criticava Letzgo: «Siamo vigilantes, sicuramente non stiamo lavorando nel rispetto della legge, ma non siamo certo un gruppo che si dedica al linciaggio. Non facciamo male a nessuno, vogliamo soltanto ottenere prove e spiegazioni», aveva spiegato. «Quando incontriamo i possibili pedofili cerchiamo di farci spiegare le loro ragioni e, nel modo più dettagliato possibile, cosa avevano in mente di fare», aveva concluso.
IL SUICIDIO E LE CRITICHE - Come riporta la stampa britannica, il gruppo ha rivendicato di aver portato, attraverso le proprie attività, all’arresto di dodici persone, compreso il caso di Gary Cleary, l’uomo ritrovato impiccato lo scorso maggio. Un caso che alcuni giorni fa è stato registrato come suicidio, anche se il medico legale non ha fatto accenno nella sua relazione alla scoperta di Letzgo e all’incontro tra il sospettato e i membri del gruppo, prima dell’arresto. Tra chi ha espresso perplessità sul gruppo c’è anche Jim Gamble, l’ex capo del “Child Exploitation e Online Protection Center”, che ha dichiarato: «Posso comprendere la frustrazione di chi scova possibili adescatori, ma i metodi utilizzati non sono corretti. La polizia, quando indaga un potenziale predatore, prende in considerazioni anche la probabilità che l’uomo si possa suicidare una volta scoperto, oltre ad essere l’unica legittimata dalla legge».
Per ora Letzgo non intende però modificare i propri metodi, come ha spiegato il suo fondatore anonimo: sul sito ufficiale, invece, non ci sono commenti, dato che si trova in questo momento “in stato di manutenzione”. La stessa polizia di Nottingham ha condannato i metodi utilizzati dal gruppo di “vigilantes” anti-pedofilia: «Stiamo registrando un preoccupante aumento di coloro che pensano di potersi sostituire alla legge e al lavoro delle forze dell’ordine. Quando si pensa di aver raccolto prove su un possibile sospettato l’unica cosa che si dovrebbe fare sarebbe quello di avvertire la polizia», ha concluso un agente.

Letzgo Hunting: l’uomo impiccato e i cacciatori di pedofili sul web 

19/09/2013


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