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domenica 22 settembre 2013

Bambine sexy: un "reality" da condannare

Toddlers and Tiaras”. E’ un programma che va per la maggiore qui negli Usa. Si tratta di bambine dai due anni d’età in su che concorrono per vincere un titolo di bellezza. Va in onda dal 2009, da quando ha raccolto e portato sul piccolo schermo il trend già da molti anni profondamente radicato in provincia, soprattutto negli Stati del sud. 

  E’ vero che i concorsi di bellezza per bambini esistono da tempo, ma questo è diverso: le piccole sono truccatissime, vestite in modo spesso provocatorio e ballano sul palcoscenico con mosse sensuali scopiazzate dalle cantanti che a loro volta le scopiazzano dalle spogliarelliste. Alcune sembrano mini-prostitute. E sono molto frequentemente anche insopportabili: viziate e capricciose, fanno scenate davanti alle quali inspiegabilmente il pubblico reagisce divertito se non addirittura intenerito, il tutto fedelmente ripreso dalle telecamere. Per una qualsiasi mamma che abbia a cuore la salute mentale, morale e fisica della propria bambina, vedere queste immagini dovrebbe essere uno shock. E invece il programma ogni anno negli Usa è fra i più seguiti. Le critiche sono tante, e feroci, e tuttavia nessuno pensa di cancellarlo. 

   Per questo ho provato vera soddisfazione alla notizia che viene dalla Francia, dove invece i concorsi per bambine al di sotto dei 16 anni verranno presto vietati. La legge, voluta dal senatore Chantal Jouanno, vieta la iper-erotizzazione delle bambine, attraverso pubblicità, tv e riviste. 

   Non so se una simile legge potrebbe essere approvata qui negli Usa. Sociologi e psicologi gridano in un sol coro che questi programmi riducono le bambine a delle Lolite in miniatura: «Simili programmi insegnano fin dalla più tenera età che quel che conta è l’aspetto fisico, mentre l’intelligenza conta poco» protesta la psicologa Wendy Walsh. Secondo me è anche peggio: qui non si tratta solo di aspetto fisico, ma – come giustamente accusano i francesi – di iper-erotizzazione. Queste bambine che muovono le anche, a ombelico ignudo, come navigate sciantose d’avanspettacolo, dovrebbero far gridare allo scandalo lo stesso pubblico che ha voluto la punizione della Cbs a suon di centinaia di migliaia di dollari, quando abbiamo brevemente intravisto il capezzolo di Janet Jackson durante lo spettacolo di metà partita al Superbowl del febbraio 2004. 

   Già nel 2011 lo studioso Vernon Wiehe, docente di sociologia e specializzato nel benessere dei bambini scriveva: «La sessualizzazione di giovanissimi bambini manda un messaggio conflittuale al bambino e un messaggio pericoloso agli adulti. Al bambino il messaggio suggerisce che la sessualità, espressa attraverso l’abbigliamento, il trucco e certi movimenti del corpo è appropriata e perfino da sfruttare. Agli adulti, e in particolar modo ai pedofili, il messaggio dice che i bambini possono essere legittimamente visti come oggetti sessuali». Wiehe, che ha condotto ricerche e scritto libri importanti sul tema dell’abuso dei bambini e sul trauma che esso genera, aggiunge: «La ricerca sul tema dell’abuso sessuale dei bambini ha dimostrato che la progressiva sessualizzazione di questi è da considerare un fattore che contribuisce agli abusi». 

    Ci sono annualmente negli Usa 5 mila gare di bellezza per bambine. Il giro d’affari supera i 5 miliardi di dollari: dagli abiti che le bambine indossano, alle ciglia finte, alla lacca per unghie, alle parrucche, alla finta abbronzatura. alle scarpette con tacchi, tutto questo armamentario costa caro per le famiglie, ma è una pioggia di soldi per le ditte specializzate. E poi ci sono le camere d’albergo, i biglietti d’aereo, i ristoranti, la tassa di iscrizione, le allenatrici (sì, specialiste che insegnano alle bambine come camminare ancheggiando nel modo giusto!) Una marea di interessi, davanti ai quali l’interesse di una bambina di tre anni, di crescere amata e coccolata, curata e protetta, viene liquidato con un «così si rafforza la sua autostima». 

   Chiudo con questo video, dove una mamma “premurosa” ha assunto una truccatrice che deve depilare le sopracciglia della sua bambina. Il pianto della piccola mi sembra esprima con efficacia dilaniante tutto quello che ho tentato di dire.

Bambine sexy: un "reality" da condannare 21 Settembre 2013


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