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giovedì 4 luglio 2013

Abusi sessuali su animali

Uno dei sospetti sul traffico dei randagi è che vengano utilizzati per pratiche maniacali e nei video porno. Si chiama zooerastia, in Germania si vorrebbe proibire, in Svezia sarà ammessa fino all'anno prossimo

ROMA - I bordelli dove si pratica sesso, anche estremo, con gli animali, proliferano a quanto pare in Germania, tanto che l'inverno scorso il Parlamento tedesco ha discusso la possibilità di proibire tali pratiche, sempre più diffuse. La normativa vietava infatti i film porno in cui siano coinvolte altre specie, ma non le pratiche dirette. L'eventualità di nuovi provvedimenti è stata però accolta dalla ribellione di alcune associazioni dedite alla zooerastia, cui sono dedicati pure "zoo erotici" dove i clienti possono abusare di lama, pecore, cavalli, cani. La bestiality sembra radicata anche in altri paesi europei, come Belgio e Danimarca. Decisa la Svezia, che a giugno ha messo al bando il sesso con animali (il provvedimento entrerà in vigore nel 2014) giudicando inaccettabile sottoporre creature inermi a sofferenze gratuite, motivate dal diletto personale. Finora la legge svedese aveva ammesso simili accoppiamenti purché gli animali non soffrissero, ma segnalazioni e verifiche seguitavano a portare alla luce vittime di soprusi, creando tra l'altro preoccupazione circa l'entità del fenomeno. Fra tutte le specie i cani, leali nei confronti dell'uomo, sono i più addestrabili o comunque quelli che maggiormente si sforzano di sopportare orrende sevizie.

"Gli antropologi ci spiegano che il sesso con animali è un fenomeno antico, ma la scienza lo classifica come parafilia, ovvero manifestazione patologica", dice lo psicologo Giorgio Nardone, fondatore con Paul Watzlavick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo. "Il vero problema è che nel corso di tali esercizi, il più delle volte crudeli, c'è una vittima: l'animale. Evidenze di ricerca non troppo divulgate dimostrano che questo genere di parafilie non comporta semplici manie ossessive, ma si lega a un grave disturbo della personalità. Chi fa queste cose è di solito disposto a farne altre".

In Italia la zooerastia non è mai uscita alla luce del sole, con l'eccezione di qualche episodio. Dappertutto però, attraverso Internet, si può  accedere a video pornografici in cui il malessere degli animali è lampante. Drogati, rincitrulliti, incapaci di reagire, alani o meticci sopportano sodomie, se non stanno infelicemente sdraiati su un fianco mentre c'è chi ne utilizza e martirizza il membro quasi fosse un oggetto a sé. Si tratta di abusi inequivocabili, eppure tollerati dalla comunità internazionale più evoluta. Nessuno si pone inoltre il problema della provenienza degli animali, di certo non concessi per l'uso da proprietari amorevoli. Chi rifornisce i bordelli, il cinema porno, di sempre nuovi esemplari? Alle indagini animaliste, poche e rese difficili da una fitta omertà, seguono sempre immagini sconvolgenti. Cani incaprettati, torturati, evirati, uccisi per divertimento.

Il sesso con gli - altri - animali è una fantasia che accompagna l'uomo fin dalle origini; ce lo racconta la mitologia a partire da Giove che si trasforma in toro o cigno per sedurre Europa e Leda, ritroviamo accoppiamenti interspecifici negli antichi bassorilievi. Le moderne consapevolezze non sembrano aver dissuaso i nostri simili, al contrario capaci di trasformare la perversione in attivo mercato. "A vario titolo la zooerastia si pratica in Nordafrica, Oriente, Europa", dice Nardone. "Un mio vecchio amico, durante i lavori di ristrutturazione di un casale, scoprì che i suoi operai stranieri violentavano a turno, ogni sera, la scrofa di un vicino. Ne rimase sgomento e dovette pure risponderne".

Sesso con gli animalil'ultima frontiera dell'abuso 02 luglio 2013


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