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lunedì 17 giugno 2013

Google contro la pedopornografia

UN DATABASE mondiale e "intelligente", condiviso con tutti gli operatori coinvolgibili, contenente tutte le immagini pedopornografiche che girano in Rete. Questa è l'idea alla base del progetto di Google per contrastare il fenomeno della pornografia infantile e stroncare la diffusione di materiale alla radice. L'idea di Big G è spiegata in un post sul blog ufficiale di Mountain View. 

Come funziona. Il database pensato da Google è "intelligente" perché l'archivio utilizza degli algoritmi di "hashing", in grado cioè di spezzettare le singole immagini in piccole parti di codice, che poi un sistema può interpretare e identificare. Bloccando non solo quella specifica immagine, ma individuando anche quelle dal contenuto simile. Qualcosa di simile a quanto fa già Google con la ricerca di immagini basate su un file specifico. Ogni immagine avrebbe quindi la sua unica e particolare tag, che poi lo "spider" di Google, ovvero il codice che materialmente effettua le ricerche sul web, potrebbe identificare se duplicate altrove. La condivisione del servizio con enti esterni e agenzie anticrimine aiuterebbe a identificare provenienze e circolazione, per poi perseguire il reato di pedopornografia nelle sedi opportune. Secondo quanto dichiara Google, il centro nazionale Usa per la protezione dei minori ha ricevuto in un anno oltre 17.3 milioni di immagini pedopornografiche (nel 2011) attraverso il sistema Cybertipline. Un numero quadruplicato rispetto ai dati del 2007. 


Oltre al database, Google ha investito 5 milioni di dollari in varie attività collegate all'abuso dei bambino. Alla Internet Watch Foundation e al Centro nazionale per la protezione dei minori sono andati rispettivamente 1,5 e 1 milione di dollari.  Altri due milioni sono destinati al fondo di Google Child Protection Technology, una struttura interna a Mountain View dedicata allo sviluppo di tecnologie e software a tutela dei più piccoli e contro la pedopornografia. "La comunità dei genitori, degli insegnanti e delle aziende deve reagire al fenomeno", dice nel post Jacquelline Fuller, direttore di Google Giving, "E' un'esigenza prioritaria".

Pedoporno, Google usa il pugno di ferro:rimozione coatta delle immagini dal web 17 giugno 2013 


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