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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

giovedì 9 maggio 2013

Il conservatorio dei pedofili


L’ultima indagine l’hanno chiamata “Operazione Kizo” e gli investigatori hanno tutta l’aria di voler seguire il filone pedofilo in modo massiccio, tanto che sul caso c’è una squadra di 22 agenti ed è stato attivato anche un numero verde nazionale dove le vittime possono chiamare per denunciare le violenze subìte. Questa volta si tratta di 39 insegnanti indagati per presunte violenze e abusi sessuali sugli alunni. Nel mirino, due importanti e prestigiosi collegi musicali di Manchester, il Royal Norther College of Music e la Chetham’s School of Music, uno dei conservatori privati più prestigiosi, retta da 31 mila sterline l’anno (35 mila euro). I reati sono spalmati su tre decadi, anni ‘70, ‘80 e ‘90, ma arrivano al 2010. Alcuni dei professori sarebbero già morti, ma la maggior parte è ancora viva e vegeta e continua a insegnare. Per questo l’indagine del musicisti pedofili fa così rumore. Finora l’unico sospettato di cui la polizia ha fatto il nome è un maestro di violino, tal Wen Zhou Li, che è stato arrestato con l’accusa di stupro. Lui nega, ma intanto è stato sospeso da entrambe le scuole. I principali indagati sono 10, ma le indagini procedono su dozzine di casi e di insegnanti. L’inchiesta è iniziata con una tragedia: una ragazzina si è uccisa a febbraio, dopo aver confessato di essere stata violentata dall’ex capo della musica di Chetam’s, Michael Brewer. Forse questo ha spinto decine di altre vittime a parlare, forse la morte della ragazza non è avvenuta invano. Le pratiche raccontate dalle confessioni delle vittime vanno da veri e propri assalti a palpeggiamenti e molestie. C’è chi racconta di professori che accarezzavano i seni delle ragazze mentre suonavano, chi voleva che gli toccassero l’erezione. Molti dei casi saranno archiviati perché sono troppo vecchi per poter essere perseguiti o perché l’attività sessuale non era illegale nel momento in cui ha avuto luogo. Avere rapporti sessuali con minori di 18 anni ma sopra i 16, cioè l’età del consenso, fino al 2003 non era reato penale. Le indagini sono a largo raggio e coinvolgono anche gli altri conservatori della Gran Bretagna, tutte scuole di alta specializzazione, come la Yehudi Menuhin del Surrey e la St Mary’s di Edimburgo. Pare infatti che i professori quando venivano scoperti si spostassero da una scuola all’altra. Come mai questa ondata di denunce? Come mai la Gran Bretagna si scopre un paese di pedofili? Il caso di Jimmy Savile ha sollevato il coperchio su un mondo marcio, dove tutti sapevano e si coprivano a vicenda. Quello che colpisce è che non stiamo parlando di infanzia violata nella periferia del regno, tra i poveri e i derelitti dove i reati, tutti i reati, non solo quelli a sfondo sessuale, fanno meno notizia. No, questa è la crema della società inglese. Si tratta di noti presentatori della Bbc, di politici, di scuole private e istituzioni prestigiose. È un mondo di famosi e ricchi, gente di successo, molti insigniti di riconoscimenti della casa reale. Dove sta il marcio? Bisognerebbe forse rispolverare la famosa commedia “Niente sesso siamo inglesi”, per capire quanto la società britannica sia ancora legata alle regole di perbenismo di facciata. Quanto il “si sa ma non si dice” sia un codice di comportamento che protegge proprio le classi più abbienti. E quanto la reputazione sia considerata un valore da salvaguardare a tutti i costi. Finché una ragazzina non decide di parlare e rompe il sistema di omertà. Così anche altri trovano il coraggio di rompere il silenzio e dal passato riaffiorano le storie. Vecchie di 30 anni, ma vive e dolorose come allora. Come una sorta di seduta di psicoanalisi collettiva nazionale.

Il conservatorio dei pedofili 30 anni di abusi a Manchester 9 maggio 2013



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