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In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

sabato 9 febbraio 2013

India, la tratta delle schiave


Il Guardian ci porta in India per raccontarci la difficile situazione delle donne locali, piegate dalla povertà, dalle costrizioni sociali e dalla schiavitù della famiglia, sopratutto nelle zone rurali.
TRAFFICO DI ESSERI UMANI - E per farlo ci presenta Malti, 22 anni e Sita, 35, donne alle quali è stato promesso un buon posto di lavoro in Medio Oriente. Invece si sono trovate a New Delhi, a mille chilometri da casa loro. Le due erano state rapite e segregate con altre 18 donne in una casa della capitale indiana per quattro mesi, ovvero fino a quando sono state liberate dalla polizia. Le due sarebbero state destinate al mercato del sesso nei paesi del Golfo. Solo nel 2011 in India sono stati registrati 3,517 casi di traffico di esseri umani.
VERSO IL GOLFO - Nel 2010 sono stati 3,422. Le vittime vengono per lo più dalle province povere del Paese per poi essere spedite in Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi. Molte vanno lì e lavorano senza problemi, provvedendo anzi al benessere delle loro famiglie. Altre invece finiscono nelle mani di intermediari senza scrupoli che le trasformano in schiave del sesso. Anis Begum, 27enne madre di 4 figli proveniente da Hyderabad, ha pagato 10.000 rupie, pari a 140 euro, ad un agente per andare a lavorare come domestica in Arabia Saudita.
SCHIAVE DEL SESSO - Invece è stata chiusa in una stanza e venduta all’asta per 350 euro. A comprarla un imprenditore del sesso che l’ha fatta picchiare, imprigionare e violentare. E’ stata liberata a Riyad, in Arabia Saudita, vari mesi dopo l’asta. La polizia indiana sa benissimo che questo problema si sta espandendo a macchia d’olio. Lo scorso anno vennero salvate 40 donne in partenza per gli Emirati Arabi, dove avrebbero lavorato in un bordello. Lo scorso aprime invece la polizia ha scoperto l’esistenza di una base di partenza di schiave del sesso destinate ai paesi del Golfo. La banda, che aveva inviato 200 donne, riceveva circa 3000 euro per il disturbo dagli intermediari che le avrebbero consegnate ai bordelli di Muscat, Oman, e Dubai.
NESSUNA COSTRIZIONE - Queste donne vengono attratte dai facili guadagni e dalla promessa di una vita migliore rispetto a quella che conducono. Invece poi vengono maltrattate dai loro aguzzini, che si approfittano della loro ignoranza, e vengono trasformate in schiave del sesso. Da notare il fatto che nessuna di loro è stata mai costretta ad abbandonare la loro città. No. Hanno scelto di tentare la fortuna e sono finite schiacciate da una realtà agghiacciante. Le organizzazioni istruiscono le donne obbligandole a dire che viaggiano per motivi familiari. Nel frattempo fanno avere loro documenti falsi approfittando della connivenza di funzionari corrotti, come un dipendente di Air India arrestato per aver falsificato il documenti di viaggio di molte di queste donne finite nei bordelli di Dubai.
SOLITUDINE - E poi una volta arrivati lì la vita diventa un vero inferno. Passi per le schiave del sesso, se una donna ottiene un lavoro vero sarà costretta a rimanere impegnata dalle 15 alle 20 ore giornaliere senza vacanza e poche pause. Per non parlare dell’assenza di copertura sanitaria e la mancanza di un tetto. Le donne poi vengono salvate ma non riescono a far sentire la loro voce. Anzi. Una volta liberate torneranno indietro e cercheranno di riacquistare la loro vita, ma nessuno potrà restituire loro la dignità che hanno perso.

Le donne indiane schiave del sesso

09/02/2013



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