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Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

martedì 18 dicembre 2012

India, stupro di gruppo sul bus


Una 23enne indiana di New Delhi, la capitale del paese, è stata stuprata nella serata del 16 dicembre scorso, mentre viaggiava con un amico su un autobus. Un caso che ha alimentato nuove polemiche, nella città che ha il triste primato di “capitale dello stupro”: ben 582 abusi soltanto nell’ultimo anno, come spiega la BBC.


La ragazza, studentessa di fisioterapia, stava viaggiando insieme ad un amico (del quale la polizia non ha rivelato l’identità), quando è stata attaccata da un gruppo di persone: i due sono stati picchiati e spogliati. E la ragazza è stata violentata. La coppia è stata subito dopo ricoverata al Safdarjung Hospital: la giovane è in condizioni critiche. Ha riportato diverse ferite al volto e gravi lesioni all’intestino: adesso resta attaccata a un respiratore. L’amico, aggredito mentre cercava di difenderla, è invece stato dimesso. BBC spiega come la polizia avrebbe già arrestato sei persone, sospettate di essere coinvolte nello stupro di gruppo. Insieme a loro fermato anche l’autista del mezzo di trasporto.
LE REAZIONI- La stampa locale ha denunciato il caso con grande risalto: The Times of India ha parlato di “città vergogna”, spiegando come la violenza di domenica sia “il nuovo segnale di preoccupazione per la sicurezza delle donne indiane, in un una città già nota come capitale stupro”. Secondo il vice commissario di polizia Chhaya Sharma tutto sarebbe partito quando quattro uomini avrebbero fatto commenti volgari sulla giovane. Da lì sarebbe nata una discussione con l’amico, che aveva tentato di difendere la studentessa. Gli uomini avrebbero quindi picchiato il ragazzo con spranghe di ferro e subito dopo avrebbero violentato la ragazza, nella cabina del conducente. Un’ora dopo, gli aggressori hanno spinto fuori dal mezzo i due giovani, ritrovati da alcune guardie sanguinanti e privi di conoscenza.
MISURE – Sheila Dikshit, primo ministro indiano, ha definito le violenze come un “caso scandaloso e fuori dalla norma”. “I colpevoli non potranno godere di cauzione in nessuna circostanza”, ha spiegato Dikshit, perché “c’è bisogno di una pena esemplare”. Risalta inoltre la vergogna della complicità del conducente: in base alle prime ricostruzioni della polizia, sia l’uomo che guidava il bus che l’addetto alle pulizie erano d’accordo con i quattro uomini che hanno picchiato i due giovani e abusato della ragazza.
(Photocredit: BBC, Nanopress.it)

Lo stupro di gruppo sul bus 18/12/2012


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