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"Broken and Betrayed" "Violated" The true story of the Rotherham Abuse Scandal

Broken and Betrayed is an account of the Rotherham abuse scandal by the key whistleblower, Jayne Senior  Sarah Wilson, who suf...

mercoledì 14 novembre 2012

Violentata da una suora si uccide dopo anni di abusi

L’avrebbe vessata per anni, fino a condurla all’esaurimento psicologico, e infine al suicidio. Avance sessuali, atti persecutori, violenze, morbosità: una triste storia di pedofilia, maturata nel silenzio della più profonda provincia lombarda, fino al drammatico epilogo. Siamo a Busto Arsizio, ottantaduemila anime nel cuore del Varesotto. Qui la vittima – una ragazzina all’epoca minorenne, con qualche problema relazionale – frequentava l’oratorio della parrocchia. Ed è lì, tra i campetti di pallavolo, le aule per il catechismo e le sagrestie, che conobbe la sua persecutrice: una insospettabile suora, oggi cinquantaduenne, anche lei nativa di Busto Arsizio. 

Il primo incontro avvenne nel lontano 1997, quando la giovanissima parrocchiana aveva solo 12 anni. Di lì a poco iniziarono i tormenti: il rapporto tra la religiosa e la ragazzina «assunse presto connotazioni sessuali – come si legge in una nota diramata ieri dai dirigenti della questura locale -, sino a trasmodare nel tempo in veri e propri atti persecutori e crescenti violenze fino a quando, nel giugno 2011, la ragazza, in preda ad una profonda crisi morale e psicologica, si tolse la vita all’età di ventisei anni». Il suicidio avvenne per impiccagione, e avviò a una serie di indagini. Gli agenti del commissariato di Busto, coordinati dal pm Roberta Colangelo, cominciarono a esaminare gli oggetti personali della ragazza: il suo diario, le lettere, gli scritti, i file contenuti nel computer, le fotografie. Pian piano, da quella corposa mole di fogli dattiloscritti emersero i contorni della terribile vicenda: fatti, circostanze, episodi, luoghi, date. E poi, soprattutto, il nome e il cognome dell’inimmaginabile persecutrice. 

Negli ultimi mesi, grazie all’esame di questo materiale, le indagini hanno subito una rapida accelerazione, fino a culminare, nel pomeriggio di ieri, con l’incriminazione della religiosa: il gip di Busto Arsizio ha immediatamente disposto che la suora venga sottoposta a regime di sicurezza attraverso il ricovero in una casa di cura designata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dove è stata scortata dai poliziotti di Busto Arsizio e della squadra mobile di Varese. La donna, nel corso degli ultimi anni, si era trasferita nel Milanese, dove dirigeva un centro di formazione professionale. 

Sottoposta a consulenza tecnica, è risultata pericolosa socialmente e affetta da un disturbo della personalità che incide parzialmente sulle sue capacità di intendere e di volere. L’accusa, nei suoi confronti, è di violenze private e atti persecutori. Un’imputazione gravissima, che ha immediatamente monopolizzato i titoli dei vari media locali.  

«Indagini shock»: strilla uno dei più quotati giornali online della provincia. Ci vorrà del tempo, prima che placida routine di questi sonnolenti paesotti tra il lago e la pianura torni a scorrere con la consueta calma. 

Violentata da una suorasi uccide dopo anni di abusi 14/11/2012

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