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martedì 2 ottobre 2012

IL Re del Porno


Si chiama Fabian Thylmann, è un tedesco timido e riservato di 34 anni: è il “re del porno”, Il “Mark Zuckerberg della pornografia”, come lo chiamano nell’ambiente, un personaggio schivo e misterioso, il cui profilo è raccontato da Welt am Sonntag, che gli ha dedicato un lungo reportage.

Non ama parlare alla stampa e neanche farsi fotografare. Una delle poche foto di lui disponibile lo mostra tranquillo e paffuto, occhiali da nerd, e addosso un maglione col cappuccio. Dicono di lui che veste così, cappuccio e jeans, anche in incontri d’affari. Ha creato e possiede lui la Manwin, la più grossa azienda della pornografia online in tutto il pianeta.
Il fatturato dell’impresa, che dà lavoro a un buon migliaio di dipendenti fissi, è stimato a oltre 100 milioni di euro l’anno, e tendenzialmente è in crescita. È sparsa con sedi, uffici e filiali in tutto il mondo: le più grosse  sono quelle di Montreal in Canada e di Amburgo, uffici più piccoli sono a Los Angeles, Londra e Cipro.
Alla sua Manwin, appartengono nel frattempo i siti porno più cliccati del pianeta. Da Youporn a Pornhub a My dirty hobby. E non è tutto: possiede anche la licenza di Playboy, per cui commercializza tutte le attività e produzioni online e televisive del marchio della storica rivista per soli uomini fondata da Hugh Hefner.
Le “attrici” ingaggiate dalla Manwin pare guadagnino fino a 15mila euro al mese. Lavorano soprattutto in Germania, ma le paga la filiale dell’azienda a Cipro. Le ragazze sono professioniste del ramo, per i film porno gli uomini sono invece reclutati piuttosto tra i dilettanti.
Pochi giorni fa,  il re del porno ha portato a termine un nuovo colpo grosso: ha rilevato Reality kings, l'azienda americana che era finora il suo rivale principale sui mercati globali. Così ha acquistato d'un colpo i diritti su almeno altri settemila film pornografici da scaricare a pagamento sulla rete, e su innumerevoli links per webcams pornografiche o altri servizi del genere. 

Thylmann non concede volentieri interviste, per cui i media tedeschi hanno fatto ampio ricorso allo investigative reporting per saperne di più sul suo conto. È l'imperatore globale d'un mercato che in tutto il mondo coinvolge le almeno 55 milioni di persone che ogni giorno cliccano un sito pornografico. Secondo Florian Flade e Lars-Marten Nagel, quel taciturno nerd alla periferia di Bruxelles fa fortuna in un mercato dove i clic sono fino a 1,3 miliardi al giorno

I suoi mille dipendenti gli procurano ovunque i filmetti più interessanti, i link con le spogliarelliste online più gettonate. Vedere le ragazze che si spogliano e chattano online col cliente facendo davanti alla telecamera tutto quello che lui chiede costa da 1 euro a 5,99 euro al minuto. 

L'azienda è tutt'altro che trasparente, fa sorgere seri interrogativi. Welt am Sonntag l'accusa di fare di tutto per pagare il meno tasse possibile. Ci sono domande e dubbi anche sui crediti: in aprile, Manwin si è procurata un investimento di 362 milioni di dollari, offrendo il valore dell'azienda intera come garanzia. Thylmann disse che l'investitore era un fondo di Wall Street, invece si trattarebbe di un'azienda di servizi finanziari nello Stato del Delaware, considerato un paradiso fiscale. 

Il porno online è un affare immorale tra tanti, e solo in pochi Paesi, come in Germania, i sistemi elettronici per verificare l'età dell'utente proteggono i minorenni da quella spazzatura. Spazzatura ad alto rating: se contiamo i visitatori online medi quotidiani, Pornhub e Youporn sono superati solo da Facebook, Wikipedia e Amazon. 


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