Post in evidenza

Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

lunedì 24 settembre 2012

RAPPORTO PEDOPORNOGRAFIA 2011


 Il rapporto relativo all'anno 2011 pubblicato dalla associazione Meter presieduta da Don Fortunato Di Noto, traccia un quadro preoccupante in tema di pedopornografia. Numeri, che parlano da soli, indicatori di un fenomeno sempre più dilagante e che sembrerebbe passare in sordina sui media, se non in casi eclatanti di cronaca.
Sono stati 1175 nel 2011 i protocolli ufficiali inviati dalla associazione stessa alla Polizia Postale oltre alle centinaia di segnalazioni alle autorità estere, da queste segnalazioni sono poi scaturiti migliaia di controlli riguardanti siti che contenessero foto o video di adolescenti sfruttati sessualmente, ma anche social network usati illecitamente, e indirizzi e-mail di sospetti pedofili.
I dati pubblicati nel report, inerenti l'anno scorso, rispetto al 2010, evidenziano un aumento in tutti gli ambiti. Oltre 20 mila i siti segnalati (nel 2010 erano stati poco più di 13 mila), 140 i riferimenti italiani (raddoppia la cifra rispetto al 2010) oltre 1000 i social network (triplicate le segnalazioni rispetto al 2010). L'attività di sensibilizzazione e di prevenzione ha fatto anche crescere e sviluppare una maggiore coscienza sociale, contribuendo a far si che nel 2011 ci siano state oltre mille segnalazioni a mezzo form (889 nel 2010).
Dall’analisi dei dati del monitoraggio online condotte dalla associazione, è stato evidenziato come il continente europeo sia quello caratterizzato dal maggior numero di domini a contenuto pedopornografico, fra quelli segnalati. Esso rappresenta, infatti, l’81,59% del totale (Russia al primo posto con quasi il 85% di domini specifici, (Italia con lo 0,37%) seguito da Asia (12,25%, con India al 56% di domini specifici), l' Africa (2,39% con la Libia coinvolta per il 100% delle segnalazioni riguardanti il continente, e l'America (2,30%) e l' Oceania (1,47%). La marginalità dell'Italia in questa graduatoria, per il report, può essere considerata frutto della costante opera di contrasto svolta da Meter in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni.
SOCIAL NETWORK: LA NUOVA FRONTIERA – Il confronto 2010-2011 evidenzia nel rapporto che le segnalazioni in tema di comunità e social network abbiano visto una crescita esponenziale. Alcuni sono stati chiusi, altri hanno iniziato a proporre materiale pedopornografico. Nelle rilevazioni del report Meter sono entrate anche le comunità pedofile provenienti da Grou.ps, Blogspot, Twitter, Vkontakte. Scorrendo i dati si è potuto notare che nel 2010 Grou.ps è stato in testa con 143 segnalazioni, seguito da Ning (88) e Facebook (42). Nel 2011 Grou.ps resta primo con 802 segnalazioni, 70 Grouply e 68 Vkontakte. Facebook aumenta di 10 unità e va a quota 52.
NUMERO VERDE E TELEFONO ISTITUZIONALE, 22.000 CHIAMATE IN DIECI ANNI– Le telefonate ricevute nel 2011 al numero verde 800.455.270 sono state 1.133. Le richieste di aiuto hanno riguardato la tutela e il benessere del minore e della famiglia. Sicilia (719 chiamate), Lazio (95) e Veneto (35) ai primi posti per il numero di richieste. Chi telefona chiede consulenze agli esperti e denuncia sospetti di abuso, seguono l’assistenza psicologica, giuridica, informatica e il sostegno spirituale. Dall’estero sono arrivate anche ben 84 telefonate, a riprova dei rapporti internazionali dell’Associazione Meter.
Abbiamo contattato Don Fortunato Di Noto per un breve scambio di domande e risposte.
Dai dati e dall'esperienza in vostro possesso, dove nasce, cresce si riproduce e muore, la sub-cultura della pedopornografia minorile?
«La pedopornografia - risponde Don Di Noto - è la produzione visiva di foto o video di abusi indotti e prodotti con soggetti bambini, di età inferiore ai 12 anni, e se i dati sono confermati, è poco meno al di sotto della produzione pornografica. Del resto la pedofilia si 'nutre' di bambini prepuberi ritratti in tutte le forme, che, agli occhi dei normali sembrano solo cose innocenti. Da una scheda elaborata dagli esperti di Meter e ormai divenuta patrimonio comune, possiamo così elencare ciò che si produce, divulga e vende online e non soloChild porn; Poose: immagini di bambini in pose oscene; Private collection: raccolta di immagini tratte da condizioni casalinghe e familiari; Snipe: immagini fatte all’insaputa dei bambini; Snuff movies: video con stupri e torture; Necros pedo: video o foto che ritraggono bambini uccisi dopo gli stupri; SadomasoBondage: sesso estremo; il sexting autoriproduzione da esporre e da proporre; infantofilia: bambini di poco più di 1 mese di vita, violati sessualmente. Questa non è neanche una sub-cultura, ma una disumanità. Una forma abietta della bestialità dell’uomo in tutte le categorie sociali".
 Il web rappresenta indubbiamente la nuova frontiera, in tema di sfruttamento sessuale dei bambini, in tal senso come reputa l'attuale quadro legislativo italiano?
«La legislazione italiana- per Di Noto – ha leggi che sono prese dagli altri paesi come modelli. La Polizia Postale Italia, con cui Meter ha un Protocollo ufficiale di lavoro, è competente per tale materia così delicata, coordinata dalle Procure distrettuali e che speriamo rimanga sempre l’unica a coordinare un reato che richiede centralità e competenza, ha condotto dal 1998 ad oggi importanti risultati investigativi. Meter è l’associazione che inoltra migliaia di segnalazioni l’anno che sfociano in particolari e delicate indagini. Si richiede sempre maggiore collaborazione dei cittadini del web e non solo».
Il rapporto meter 2011 evidenzia un nuovo ed inquietante fenomeno:il sexting, ce lo descriva sinteticamente sulla base dei dati che avete a disposizione.
«Il Sexting - spiega Don Fortunato - ossia il minore vittima di se stesso: si tratta dell’invio di immagini sessualmente esplicite, ad opera di minori. Foto e video a sfondo sessuale realizzati con cellulari e pubblicati online su social network e chat. Solo nel 2011, Meter ha contato almeno 4561 vittime. Il fenomeno è preoccupante, se si pensa che qui non ci sono carnefici, ma ragazzini da comprendere nei loro disagi e da rieducare. Non a caso, Meter, impegnata nell’attività preventiva, nell’anno 2011 ha incontrato 16000 persone in scuole, università, diocesi, associazioni".
Secondo Lei esiste in Italia un terzo livello di fronte al tema della pedofilia, di fronte al quale si arenano le inchieste?
«Desidererei  - conclude Di Noto - che il cosìddetto 'terzo livello' non “normalizzi la pedofilia”. Ci sono ambiti che premono sul fatto di non parlare del fenomeno, di sottovalutarlo, di rendere la pedofilia come solo un semplice o complesso orientamento sessuale. Meter ne ha fatto di questo una battaglia culturale ancora in atto. La pedofilia culturale deve essere combattuta con intelligenza e determinazione, ma anche con chiarezza e limpidezza. Le inchieste non credo che si arenino. Un maggiore impegno forse deve essere fatto contro il pedoturismo nelle località turistiche all’estero, e forse anche nel nostro paese, spesso meta dei turisti che incontrano sessualmente i minori “invisibili”, non accompagnati presenti nel nostro paese».

Pedo-pornografia: parla don Fortunato Di Noto 24 settembre 2012 


Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...