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giovedì 29 marzo 2012

Software anti-pedopornografia


Un software contro la pedopornografia in rete, capace com'è di scandagliare un milione di foto in appena una settimana. Si chiama PhotoDNA ed è stato messo a disposizione alle forze di polizia di 19 Paesi, Italia inclusa, per intercettare le immagini che testimoniano dell'abuso sessuale su un minore e quindi risalire alla matrice unica da cui provengono. Sviluppato da Microsoft Research in collaborazione con il Dartmouth College, PhotoDNA utilizza una tecnica matematica, detta Robust Hashing, per creare l'impronta digitale di una foto, rendendo così possibile rintracciare i suoi duplicati, anche se sono stati manipolati, ridimensionati o modificati. Il software opera scomponendo l'immagine in tanti elementi distintivi e ricavandone una firma o, meglio, un tratto unico che la rende identificabile. Un po' come avviene con il DNA delle persone, attraverso il quale è possibile risalire all'identità di un certo individuo e alle sue parentele, così il programma consente di identificare come appartenente ad un unico ceppo, tutta una seria di immagini. 


Questa nuova arma contro la pedopornografia è stata presentata oggi a Roma dalla Polizia Postale e da Microsoft. Uno strumento necessario per contrastare un fenomeno in forte espansione, come testimoniano i numeri dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni relativi alla situazione in Italia, dal 2006 ad oggi: oltre 420 persone arrestate, 7584 individui denunciati,  6548 perquisizioni, 179 siti web oscurati, 1086 siti internet inseriti nella black list e 361.787 costantemente monitorati.

Dunque, PhotoDNA riesce a scandagliare 1 milione di foto in meno di una settimana. "In questo modo da una foto 'madre', contraddistinta dal suo DNA, riusciamo ad intercettare rapidamente le foto 'figlie' e viceversa, guadagnando tempo prezioso per lo svolgimento delle indagini e agevolando la collaborazione all'interno della Virtual Global Task Force, una task force internazionale di cui facciamo parte anche noi", spiega Carlo Solimene, investigatore cibernetico e direttore della Divisione Investigativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

La nuova tecnologia di corrispondenza delle immagini facilita il collegamento tra le segnalazioni dei servizi on line e le indagini delle forze dell'ordine, accelerando l'identificazione delle vittime e riducendo i tempi per giungere ad assisterle. "Il dato da cui si parte", dice Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, "è sempre l'immagine che ritrae l'abuso, dietro l'immagine, infatti, c'è il reato e l'obiettivo investigativo è prima di tutto riuscire a dare un nome alla vittima per aiutarla".

Grazie all'enorme mole di materiale fotografico che è in grado di processare, PhotoDNA permette anche la gestione di un maggiore numero di casi contemporaneamente. PhotoDNA è integrato nel CETS (Sistema Child Exploitation Tracking System), un programma utilizzato da Australia, Brasile, Belgio, Canada, Regno Unito, Stati Uniti e  Italia,  per aumentare l'efficienza delle attività investigative, per la raccolta delle prove e la preparazione dei casi contro i soggetti sospetti di pedopornografia. L'obiettivo è  contrastare un tipo di crimine che si avvantaggia delle enormi potenzialità offerte dalla rete per nascondersi e propagarsi, arrivando a stroncarlo del tutto.

"Complici la crescita del numero delle persone che ogni giorno si collegano a internet e il diffondersi di tendenze tecnologiche come i social network, il fenomeno della pedopornografia è in aumento sia in Italia che nel resto del mondo", dice Apruzzese. "PhotoDNA è un esempio di quelle che devono essere le nuove strategie per contrastare con efficacia la criminalità; si tratta del risultato di una sinergia tra pubblico e privato, una collaborazione tra forze dell'ordine e realtà aziendali che, di fronte alle nuove sfide lanciate dalla criminalità, dobbiamo ormai ritenere imperativa".

Software anti-pedopornografia verifica 1 mln di foto in 7 giorni 29 marzo 2012


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