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giovedì 24 novembre 2011

Il supermanager Selex nei guai anche per pedofilia


Nell’affare Enav-Finmeccanica si affaccia un primo, orribile segreto di cui non si fa menzione nell’ordinanza del gip Anna Maria Fattori, ma di cui esistono inequivocabili evidenze istruttorie. Un segreto che nulla ha a che fare con la corruzione del denaro, ma molto con quella dell’anima. Manlio Fiore, 54 anni, direttore tecnico di “Selex Sistemi integrati”, da ieri detenuto in una cella di Regina Coeli, dovrà rispondere alla Procura di Roma non solo del suo ruolo nel Sistema infetto degli appalti Enav, ma di un’accusa terribile, se possibile ancora più terribile per un padre quale lui è: pedo-pornografia. È storia di questi ultimi mesi di indagine. Fiore, manager che siede alla destra dell’ad di Selex Marina Grossi, viene iscritto al registro degli indagati nell’autunno del 2010. Prima Lorenzo Cola, ex “consulente globale” di Finmeccanica, quindi Tommaso Di Lernia, lo indicano nei loro interrogatori con il pm Paolo Ielo come «lo snodo operativo in Selex per la costituzione del Sistema Enav». È Fiore — spiegano — che «garantisce il meccanismo della sovrafatturazione o della fatturazione per operazioni inesistenti» in grado di creare quei fondi neri che devono soddisfare gli appetiti della Politica e dei manager corrotti in Enav. È Fiore — spiega Cola — che ha ereditato e perfezionato un oliato meccanismo di corruzione che è stato battezzato quando “Selex” si chiama ancora “Alenia” e al timone è Paolo Prudente. È Fiore — aggiunge — il manager cui la Grossi «ha delegato » il lavoro sporco delle tangenti. Che dunque tratta con Marco Iannilli e Tommaso Di Lernia, gli addetti alla creazione delle provviste nere. I carabinieri del Ros perquisiscono dunque nei mesi scorsi l’ufficio e l’abitazione di Fiore. Trovano riscontri documentali alle parole di Cola — a cominciare da «un prospetto programmatico » che ha ad oggetto «undici offerte Enav per gli anni 2009- 2010 «con l’indicazione del valo re del contratto e ipotesi già formulate di assegnazioni esterne a tre unici fornitori, Print Sistem, Arc Trade, Tecno Sky» — sequestrano un computer di cui esplorano l’hard disk. I carabinieri cercano altre prove della malversazione. Si trovano di fronte ben altre evidenze che fonti inquirenti definiscono «sconvolgenti». Almeno un centinaio di foto pedopornografiche con bambini in tenerissima età su cui si consumano, almeno visivamente, «abusi sessuali indicibili», al punto che, tra gli investigatori, qualcuno non ha avuto neppure la forza di vedere. E con le foto, decine di email in cui Fiore corrisponde emozioni e desideri con un ramificato network di pedofili. Il manager di Selex, che ignora la scoperta degli inquirenti (ma verosimilmente la immagina, dopo il sequestro del suo computer) viene così iscritto con un’ulteriore ipotesi di reato al registro degli indagati — pedo-pornografia — e questa parte dell’istruttoria che lo riguarda viene stralciata e affidata ad un altro pubblico ministero (Santucci) che ora procede nei suoi confronti.

Il supermanager Selex finisce nei guai anche per pedofilia 20 novembre 2011


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