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domenica 27 novembre 2011

Cicciolina for president!


Nata a Budapest il 26 novembre del 1951, l’onorevole pornodiva Cicciolina, al secolo Ilona Staller, approda in forma smagliante alla fatidica soglia dei sessanta.


Con l’abituale insalatona mista di kitsch e candore, colori pastello e rossetti da vamp, fiaba e sensualità, Cicciolina ci accoglie nel suo sito ammiccante come sempre; ci racconta i retroscena della sua ormai lunga esistenza di icona del sesso tra cui, gustosissimo, l’incontro con Berlusconi nel lontano 1974, che «con il suo aereo privato» le fece scoprire una delle più belle isole della Grecia, lasciando ai lettori il divertimento di immaginarsi quale; ci racconta l’episodio in cui persino Nilde Iotti la applaudì nel corso di un suo discorso «contro la violenza sulle donne», e infatti le immancabili animazioni web, irresistibili per chiunque e dunque figuriamoci per Cicciolina, le regalano occhi sfavillanti come quelli di una pasionaria o di una principessa austroungarica.
In effetti, a ben vedere, un po’ principessa e un po’ pasionaria Cicciolina la è stata. E non tanto del porno quanto dei diritti civili. Tutto si può dire della grottesca, improbabile accoppiata Cicciolina-Pannella, la Bella e la Bestia, ma non che non abbiano compreso come l’affermazione dei diritti civili passi anche attraverso una presa di coscienza del proprio corpo e della propria sessualità che in questi nostri tempi, purtroppo, latita irrimediabilmente. Di corpo e sessualità né si parla, né si ascolta chi ne parla.
Non c’è dunque da stupirsi se, ripercorrendo la carriera di Cicciolina, il clamore suscitato dalla sua candidatura a parlamentare della nostra sciagurata Repubblica ha riguardato il suo mestiere, come se sedere a Montecitorio e guadagnarsi il pane nel mondo del porno si escludano a vicenda in virtù di qualche fantomatica postilla costituzionale.Viene altresì da pensare che i ventimila che compatti l’hanno votata siano stati abbagliati, per parafrasare una nota pubblicità di mentine di moda giusto in quell’epoca, più dal buco che dalla donna intorno: il sesso stuzzica e tuttavia, almeno nel Belpaese, si fa ma non si dice. Una gnocca a Montecitorio, sebbene non siano state quelle le intenzioni di Pannella né della stessa Cicciolina, non è mai sgradita.
Eppure lei, la pornodiva che ha fatto storia, nel ruolo della paladina del sesso libero e senza inibizioni, della lotta all’AIDS, dell’inquietante fenomeno della violenza sulle donne è perfetta. Nel labirinto di argomenti tabù, affrontati abitualmente con ideologia, con falsi pudori o, quel che è peggio, con malinteso senso della religiosità, i brillantini virtuali negli occhi di Cicciolina sono un faro di coerenza.
Non a caso quando il nostro ex presidente del Consiglio ormai agli sgoccioli ha proposto, come nuovo nome per il suo partito, quello indubbiamente evocativo di Forza Gnocca, pochissimi hanno associato la sortita berlusconiana al più antico e più serio Partito dell’Amore di cicciolinesca memoria. Sarà un caso? O forse, su e giù per uno Stivale stretto tra le escort ipocritamente travestite da suore di Silvio e le suore neppure travestite da escort di Mario, di politici come l’onorevole Ilona Staller si comincia a sentire decisamente la mancanza

Cicciolina for president! 26 novembre 2011


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