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lunedì 5 settembre 2011

PORNO CAM GIRLS

Una cam girl è una ragazza che si spoglia per soldi davanti a una web cam. Il prezzo lo decide lei e in genere va da 1 a 3 euro al minuto. Si possono anche vendere i propri contatti: cellulare, mail e msn. Un fenomeno in crescita negli ultimi anni, per lo più attraverso siti internet specifici.

E già i sociologi dibattono sulla fenomenologia della cam girl: esibizionismo, prevalenza del virtuale sul reale, sintomo dell’odierna impossibilità a stabilire rapporti umani reali e concreti, segno di solitudine, trionfo del denaro su tutto, ritorno alla donna oggettoprostituzionepornografia, mercificazione del corpo o trionfo della libera scelta? Per qualcuno l’ennesima situazione in cui la donna è strumento del piacere dell’uomo e sottomessa al suo potere economico. Per altri il segno che i rapporti umani, di ogni genere, stanno subendo un sempre maggiore distacco fisico, e mentre l’amicizia si sposta sempre più dai bar e dalle piazze ai social network, altrettanto il sesso passa dal letto al computer. Forse un tradimento virtuale è più comodo e sicuro, comporta meno problemi, fa sporcare di meno, soprattutto la coscienza?

Meglio andare a vedere queste ragazze da vicino. Basta entrare in uno qualunque di questi siti per poter scegliere tra un gran numero di stanze virtuali, in cui l’utente può all’inizio parlare gratuitamente con la ragazza, ancora vestita, anche se in genere solo di lingerie più o meno provocante, per poi, se vuole, passare alla chat privata a pagamento.
Le ragazze sono tante e molto diverse tra loro. Di tutte le età, dai 18 (è d’obbligo la maggiore età, i siti chiedono rigorosamente il documento) fino a oltre 40 anni. Mediamente attraenti, ma non tutte statuarie, alcune magre, altre più in carne. Alcune professioniste dell’immagine, modellelapdancer ospogliarelliste, ma solitamente ragazze comuni. Ognuna in un angolo della propria casa, eletto a sfondo ideale per lo spettacolo. Alcune si esibiscono anche in coppia con il partner, ma la maggior parte da sole.
nickname sono curiosi. Alcuni puntano sulla tenerezza: gattina, micetta, farfallina, dolcebimba. Altri sono letterari ed evocativi: geisha, lolita, remedios, sayuri. Altri fin troppo espliciti: bigtits, culetto, porcellina, caldissima. Sono studentesse che vogliono pagarsi abiti e vacanze senza dover chiedere soldi ai genitori, o anche solo essere indipendenti con le tasse universitarie, disoccupate che lo fanno per mancanza di alternative, lavoratrici che arrotondano lo stipendio, oppure casalinghe che combattono la noia e si procurano un reddito proprio, magari da nascondere al marito troppo avaro. Tante diverse storie e necessità. In particolare, ne abbiamo conosciute tre.
A., 28 anni, disoccupata, racconta: "Lo ammetto, lo faccio solo per denaro. Sono soldi facili, guadagnati senza nemmeno uscire di casa. Niente traffico, treni, multe, non male, no? Con la crisi ho perso il lavoro e, invece di accettarne uno meno qualificato o di tornare a dipendere dai miei, ho scelto di guadagnare qualcosa in questo modo, per pagarmi un master universitario. Si guadagna bene, non le cifre favolose di cui parlano i giornali, ma lavorando solo poche ore la sera arrivi anche a 1.000 euro e oltre al mese. Gli utenti, ma non mi vergogno di chiamarli clienti, sono per la maggior parte gentili. Ci sono anche quelli sgarbati, che ti offendono o avanzano pretese, ma basta ignorarli, possiamo addirittura “bannarli” dalla chat. Che ci siano persone che pagano anche solo per parlare… beh, è un po’ una leggenda… però, sì, vogliono anche parlare.
Quasi tutti vogliono conoscerti un minimo prima di pagare per lo spettacolo privato, e allora bisogna sforzarsi di mettere in gioco un po’ di se stesse, di raccontare qualcosa di vero o verosimile. Io tendo a essere sincera, anche se il viso non lo mostro quasi mai, lo tengo nascosto, a volte uso maschere. All’inizio ero molto imbarazzata, non sapevo come muovermi. Quando l’utente “chatta” in privato e inizia quindi a pagare si accende sullo schermo del pc una lucetta rossa si sente una specie di fischio: la prima volta io non avevo capito, sono rimasta immobile! Per fortuna l’altro è stato comprensivo e si è messo a ridere.
Ora, invece, dopo un anno, mi sembra quasi un lavoro routinario. Cosa ci chiedono? Mah, in genere di spogliarci, di toccarci. Alcuni ci tengono molto che anche noi proviamo un vero piacere. È evidente che, invece, i finti orgasmi si sprecano… a volte mi chiedo come possano gli uomini essere così ingenui. Poi ci sono anche quelli che fanno richieste strane (sex toys, pissing, ecc.), io comunque non faccio mai qualcosa che proprio non mi va. Se è una mercificazione del corpo? Sì, può darsi. Ma non mi sento sminuita come donna. O forse un po’, a volte, quando mi capita per un attimo di guardarmi dal di fuori… ma poi penso che non è l’unica cosa che faccio nella vita e non la farò per sempre, è soltanto una fase, per raggiungere altri obiettivi, e soprattutto non faccio del male a nessuno. No?".
Una storia diversa è quella di F., 38 anni, arredatrice. "Ho iniziato qualche anno fa, quando il fenomeno non era ancora così diffuso, eravamo poche. Direi che ho iniziato per amore. Mi ha convinto il mio compagno, io da sola non ci avrei mai pensato. Era il primo uomo con cui avevo scoperto la passione, il sesso in tutte le sue sfaccettature. Prima ero stata sempre molto inibita. Mi è parso quindi quasi un debito di riconoscenza accontentarlo anche in questo. Gli piaceva che gli altri uomini mi guardassero, pagassero per vedermi. Io ero piuttosto imbarazzata, specie all’inizio, ma mi piaceva che questa condivisione aumentasse la nostra complicità. Spesso stava ad osservarmi, senza farsi inquadrare dalla cam, mentre interagivo con gli utenti.
5 settembre 2011

Cam girl e il sesso virtuale: tre ragazze si raccontano 




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