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lunedì 18 luglio 2011

PORNOTAX da 1.022.889,47 euro

Il porno e i tele imbonitori rendono. Anche al fisco. L’erario con la ‘pornotax’, cioe’ l’addizionale del 25% su chi produce materiale pornografico, sui ‘tele-imbonitori’ e i non meglio identificati produttori di trasmissioni che incitano alla violenza, ha incassato infatti (oltre ai circa 20 milioni gia’ contabilizzati) altri, esattamente, 1.022.889,47 euro.

Il calcolo al centesimo è fornito dal direttore generale delle finanze, Fabrizia Lapecorella e dal Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio in un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’incasso passa così a circa 21 milioni. Piu’ tecnicamente la ‘pornotax’ è l’addizionale del 25% alle imposte sul reddito sulla produzione, distribuzione e rappresentazione di materiale e programmi televisivi di contenuto pornografico e di incitamento alla violenza, nonché di trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulita’ popolare’, per la quale risultano accertamenti per il 2010 pari a 21.022.889,47 di euro.

La pornotax, diventata ‘operativa’ ufficialmente con la Finanziaria 2006, dopo anni di esistenza solo su carta (e’ stata varata nel 2006 ma non era mai uscito il regolamento attuativo) è stata rispolverata nel 2008 con alcune modifiche come quella dell’incitamento alla violenza o della credulita’. Il giro di affari dell’industria pornografica in Italia veniva valutato nel 2008 in circa 1.338 milioni di euro e per gli anni successivi si ipotizzava una crescita media annua del fatturato pari al 5%. Con l’applicazione della pornotax si calcolava che nel 2009, tra saldo 2008 e acconto 2009 (perche’ la tassa entrava a regime a a partire dall’anno di imposta 2008), il gettito di cassa potesse essere (come scritto nella relazione tecnica del governo) di 254 milioni di euro (146,8 nel 2010, 153,8 nel 2011 e 161,7 nel 2012). Quindi si e’ incassato molto meno. Ma meglio che niente in tempi di ‘vacche magre’ e manovre da 47 miliardi.

La storia della pornotax è antica: la propose nel 2002 il deputato dell’allora Forza Italia Vittorio Emanuele Falsitta. Ma nella prima versione non ebbe successo e fu accantonata. Torno’ per iniziativa dell’allora relatrice alla Finanziaria, Daniela Santanche’. Osteggiata dai produttori di porno la pornotax, come spiegava nel 2006 Riccardo Schicchi si sarebbe abbattuta su un settore gia’ in profonda crisi la cui produzione era gia’ stata delocalizzata all’estero. ‘Noi ci siamo gia’ adeguati e spostati sull’erotico. – spiegava – Ma la nuova tassa riguardera’ certamente le altre poche societa’ italiane che saranno costrette a chiudere. Per loro sara’ l’ultima dichiarazione dei redditi’. Schicchi spiegava anche che il porno made in Italy e’ tutt’altro che fiorente ma piuttosto si tratta di un settore ‘in crisi: tutto il materiale e’ in mano a clandestini e pirati che chiaramente se ne fregano di pagare le tasse’. 

La tassa sul porno va alla grande 3 luglio 2011 


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