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sabato 18 giugno 2011

Quando il pene è bionico

Materiali innovativi e sistemi hi-tech dell’ingegneria idraulica, cilindri in bioflex e tessuti speciali con proprietà anti-batteriche. Anche se non sembra, qui si parla di sesso. In particolare, si parla di quegli avanzamenti tecnologici che potrebbero permettere a quasi un milione di italiani di avere (di nuovo o per la prima volta) un rapporto. Senza che nessuno – partner inclusi, volendo – si renda conto che il proprio amante ha un pene bionico

Esattamente come per Aimee Mullins, non parliamo di disabili, ma di persone in tutto e per tutto abili, capaci di provare l’orgasmo come gli altri e di concepire figli. Gli organi sessuali, infatti, non sono diversi da tutti quelli che oggi possono essere resi bionici. Per questo è ora di sciogliere anche l’ultimo, assurdo tabù. La prima a farlo, in Italia, è la Società italiana di andrologia, che domani (18 giugno) ha indetto un convegno in cui si parlerà senza pudori di problemi erettili e chirurgia. 

A chi interessa? A un uomo su quattro dopo i 50 anni e a due su quattro dopo i 70, a molte delle persone che subiscono un’operazione per tumore (alla prostata, alla vescica e al basso intestino, per esempio); o, ancora, ai giovanissimi reduci da incidenti stradali (o, per i militari, da combattimenti), che hanno riportato dei traumi midollari. Senza contare che diabete, fumo e ipertensione sono tra le prime cause di disfunzioni per le quali spesso il viagra e i suoi parenti non servono a nulla. 

Sono solo due le aziende che producono protesi hi-tech, entrambe statunitensi: la American Medical Systems e la Coloplast. I sistemi sono totalmente interni invisibili, inseriti nell’organo con un’incisione di appena 4-5 centimetri, anch’essa invisibile. “ Con un po’ di abilità, neanche chi ci aspetta sotto le lenzuola se ne renderebbe conto”, chiude la questione sul possibile imbarazzo Stefano Piazza, vicepresidente Fais (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), che, prima di tutto, non vuole essere chiamato paziente. Stefano ha combattuto contro un tumore al colon nel 2003 e ne è uscito vincitore, ma con una inevitabile disfunzione erettile. Nel 2007 ha impiantato la protesi. Tra tutte le sfide che ha vinto vi è anche quella di aver ricominciato ad essere un istruttore sub: “ Sono stato il primo ad avere sperimentato che la pressione dell’acqua non ha alcun effetto sull’impianto. Dimostrando, innanzitutto a me stesso, che non ci sono limiti se non quelli che ci auto-imponiamo noi”. 

Le protesi costano fino a 8mila euro, attualmente a carico del paziente. Ma, assicurano i chirurghi, in 10 anni si spendono gli stessi soldi, se non di più, in farmacia.

Quando il pene è bionico 17 giugno 2011


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