Post in evidenza

Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

domenica 15 maggio 2011

L'Apollonide scene da una casa chiusa

Ci ritroviamo in un bordello, all'alba del XX/mo secolo a Parigi. In questa casa chiusa, c'e' un piccolo mistero, una prostituta sfigurata da una cicatrice che gli designa uno spaventoso sorriso sul viso. Ma intorno a questa donna dalla maschera tragica, la vita del bordello sembra continuare a pieno ritmo come se cio' che accade all'esterno non avesse davvero alcun valore. Dice Jasmine Trinca che nel film interpreta una prostituta di nome Julie: ''tutto si svolge in una casa chiusa di inizio 900 dove vivono un gruppo di giovani donne tra complicita' e ambizioni. E' un film dalla struttura astratta, dove ci sono scene forti, ma nessuna vera morbosita'. Comunque un lavoro per certi versi molto moderno che racconta anche della forza della donna e della sua voglia di riscatto''. E sull'attualita' involontaria del film aggiunge l'attrice de Il caimano: ''io, ad esempio, interpreto Julie una ragazza non nata povera, ma che fa la prostituta appunto per riscatto, ambizione, ma soprattutto per la voglia di avere di piu'''. 


"Il film si svolge un po 'come una danza circolare, jazzata, che va per collegamenti e transizioni; un'idea, alla fine di una scena, diventa l'inizio di quella successiva [...] Ho sempre paura delle ricostruzioni storiche: lavorando, ascoltavo questa musica soul degli anni '60, che mi riconduceva allo spirito del film. Quando una delle ragazze muore, le altre iniziano a cantare intorno a lei un canto tradizionale degli schiavi. Non è necessario usare un quartetto d'archi solo perchè siamo nel 1900."


Bonello è già stato sulla Croisette con Le Pornographe nel 2001 (premio FIPRESCI) ha concorso per la Palma d'Oro con Tiresia nel 2003, è tornato a Cannes nel 2005 con un corto-omaggio a Cindy Sherman (Cindy, the doll is mine) e nel 2008 ha presentato De la guerre nella Quinzaine des Réalisateurs.

In una conversazione con Laure Adler, storica e giornalista francese autrice di La vie quotidienne dans les maisons closes 1830-1930, libro ispiratore per L'Apollonide, Bonello spiega che la genesi del progetto parte dal desiderio di dieci anni fa di fare un film sulla riapertura dei bordelli al tempo d'oggi. "Poi ho rinunciato. Dopo De la guerre, volevo esplorare le dinamiche di un gruppo. La mia partner (e direttrice della fotografia) Josée Deshaies mi ha suggerito di tornare all'idea dei bordelli, ma da un punto di vista storico."


Il cast (Hafzia HerziCéline SalletteNoémie LvovskyJasmine Trinca,Adèle Haenel, affiancate da due esordienti, Alice Barnole e Iliana Zabeth) scelto nell'arco di 9 mesi, comprende dei volti in grado di "incarnare una forma di modernità ma anche di viaggiare nel tempo, fino al 1900. Le loro individualità, ciascuna per me interessante, dovevano lavorare in sinergia. Ero ossessionato dall'idea di formare un gruppo, più che creare un ruolo di primo piano. Ho trattato i personaggi principali allo stesso modo che quelli più marginali. [...] Sono interessato alle posizioni di chiusura rispetto al mondo esterno. Ogni volta che si crea un mondo chiuso, ecco che può diventare un mondo fittizio, ideale per il cinema."

Nel suo quinto lungometraggio, Bonello non ha rinunciato a rendere omaggio a una figura che lo ha terrorizzato fin da bambino, come raccontava parlando dei suoi film di culto: il sorriso deforme del cupo Conrad Veidt in L’Homme qui rit (Paul Leni, 1928] ha ispirato la mutilazione alla Black Dhalia di una delle donne.

Ma affronta anche le tematiche che affiorano forti in Quelque chose d'organique, e soprattutto in TiresiaLe PornographeDe la Guerre e nel progetto multimediale My new picture, il dubbio della capacità di catturare con la visione l'inquietudine del corpo. "Penso di essere stato marchiato a vita dai film di Cronenberg, perchè parlano solo di questo: il modo in cui il rapporto con il corpo influenza la mente. Talvolta può portare alla follia."


La lettura proposta da Bonello è (anche) politica, come nelle sequenze in cui la morte entra nel bordello attraverso le malattie virali e le ragazze attendono il verdetto del medico che le designerà come "ancora utilizzabili".

Il regista francese è stato attratto dal progetto di lavorare sospeso tra documentario e finzione, tra cronaca e racconto. Nelle note di regia, si concentra su come la casa di tolleranza fosse un tempo innanzitutto un luogo di socialità "Alcuni uomini non salivano neppure in camera d
L'Apollonide (Souvenirs de la Maison Close) di Bertrand Bonello - CANNES 64
a letto" – e di contrasti: il piano di sotto era uno spazio sontuoso, elegante, dove si beveva e si faceva conversazione borghese. Quello di sopra, era lo spazio ristretto dove le donne vivono una vita sterile e monotona: una prigione.


Questa opposizione si rispecchia anche nel lavoro sulla fotografia: "Ho diviso il film, in termini di luce, in giorno e notte, e su due piani. Sono partito da un'idea che mi piace: l'avvento dell'energia elettrica. Al lussuoso piano inferiore ci sono le lampade elettriche, ma al piano di sopra si usano le candele e le ragazze dovrebbero splendere di luce propria".

Alcune tracce per lo stile del film: le atmosfere di Buñuel - "Ciò che vediamo in realtà sono le fantasie che gli uomini si aspettano vengano incarnate: vorrei una geisha, vorrei una bambola. Le fantasie rivelano sul sesso ben di più che un atto simulato da dei corpi di fronte alla macchina da presa. Alcune sequenze sono costruite con un certo approccio feticista al dettaglio, quasi come su un palco. Volevo lavorare sulle implicazioni di ciò che accade quando la porta del bordello è chiusa e il cliente entra, come a teatro" - e i dipinti di Manet, Monet, Courbet, Renoir.


"La rappresentazione della prostituta ci è sempre pervenuta attraverso lo sguardo maschile.Difficilissimo trovare il punto di vista di una prostituta. La maggior parte erano uomini, pittori o scrittori che si recavano nei bordelli, poi lavoravano a quadri e libri. C'è qualcosa di profondamente misterioso in una donna che si prostituisce, e questo è il motivo per cui è stata una figura ricorrente nella narrativa e nella storia dell'arte."


Particolare attenzione è stata prestata ai volti: "Anche se il corpo è fondamentale, volevo evitare le classiche scene di sesso, e mostrare le cose, ancora una volta, dal punto di vista delle ragazze. Il volto si è imposto", ed è anche il modo migliore per filmare il desiderio dei clienti, come commenta la Adler, definendo il film molto casto.

La Adler suggerisce una lettura di L'Apollonide come una storia sul cinema: non è un caso che la maitresse e i principali clienti del bordello siano interpretati da registi, sostiene [nella vita sono attori-sceneggiatori-registi Xavier Beauvois (Uomini di Dio), Noémie Lvovsky (I sentimenti) che interpreta la tenutaria Marie-France, Joanna Grudzinska,Pauline JacquardJacques Nolot (Avant que j'oublie)]. "In effetti, si potrebbe dire che la maitresse sono io, il regista, dirigo il bordello, disegno il mio set, chiedo i finanziamenti... e i clienti sono il mio pubblico. Ma è una cosa che ho realizzato solo molto tardi, nel work in progress. Quei registi sono innanzitutto buoni attori".

CANNES 64 - House of (soul) Tolerance: trailer e nuove immagini di L'Apollonide







Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...