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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

lunedì 23 maggio 2011

"La pedofilia? Nulla di male"

Singoli casi di preti coinvolti negli abusi sui minori sono stati negli ultimi tempi alla ribalta della cronaca, ma fino ad oggi non si era mai visto che un sacerdote diventasse membro attivo di un’associazione per la depenalizzazione della pedofilia e soprattutto che il suo diretto superiore ne giustificasse i comportamenti. Accade in Olanda, dove le autorità ecclesiastiche e i superiori salesiani stanno investigando su un caso rilanciato due giorni fa dal Daily Mail e, in Italia, dal blog Messainlatino. Don van B. (è nota soltanto l’iniziale del cognome), salesiano di 73 anni, è infatti un militante impegnato nel consiglio direttivo di un’associazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni.

Il sacerdote ha avuto problemi giudiziari per atti osceni in luogo pubblico, mentre al presidente dell’associazione è stata contestata la detenzione di materiale pedo-pornografico. Ma a far scalpore, più ancora della già di per sé impressionante partecipazione di un prete all’associazione pro-pedofilia, è stata l’intervista che il suo diretto superiore, il delegato salesiano per l’Olanda, don Herman Spronk, ha rilasciato alla rete Rtl Nieuws. Il sacerdote ha rivelato di essere da tempo a conoscenza della partecipazione del confratello alla vita dell’associazione e di non aver ritenuto di prendere provvedimenti nei confronti di padre van B. Alla domanda su che cosa ne pensasse dei rapporti sessuali tra adulti e bambini, Spronk ha risposto che «simili relazioni non sono necessariamente dannose» e si è chiesto se le «norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi» non siano «troppo strette».

Incalzato dal giornalista, il sacerdote ha continuato la sua apologia dei rapporti con i minori facendo un esempio concreto: «Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: “Padre Herman, ma perché volete proibirlo?”. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?». Sconcertante anche un’altra risposta del delegato salesiano per l’Olanda: «Non dovremmo considerare l’età così rigidamente. Non si dovrebbe mai violare la sfera personale di un bambino se il bambino non lo desidera, ma quello ha a che fare col bambino stesso. Ci sono anche bambini che, loro stessi, indicano che si può fare. Il contatto sessuale è allora possibile».

Parole che provocherebbero polemiche se pronunciate da chiunque, ma che sulla bocca di un prete lasciano interdetti. Il caso olandese sembra confermare quanto emerso dal documentato studio commissionato dai vescovi americani al «John Jay College» della City University of New York. Dal rapporto emerge innanzitutto il fatto che gli abusi sui minori hanno avuto il loro picco all’inizio degli anni 1980 e da allora sono in costante diminuzione, a dimostrazione che le nuove e più ferree regole applicate nell’ultimo decennio stanno funzionando: oggi sono percentualmente inferiori, nonostante il clamore mediatico, rispetto all’inizio degli anni 1950. Ma emerge anche, come causa principale del fenomeno - sempre secondo il rapporto - la crisi morale generale che ha caratterizzato gli Stati Uniti negli anni 1960, e l’Europa dal 1968 in poi.

Una rivoluzione nel comportamento sessuale che ha portato alcuni alla giustificazione teorica, o almeno alla ricerca di scusanti, per i rapporti sessuali con i minori. Della pedofilia e delle linee guida per combatterla promulgate dalla Santa Sede parlerà questo pomeriggio anche il cardinale Angelo Bagnasco, aprendo in Vaticano l’assemblea generale della Cei.

"La pedofilia? Nulla di male" Bufera sui salesiani olandesi 23/05/2011


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