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martedì 24 maggio 2011

"FACCIAMO SESSO IN CHAT". 4 ANNI ALL'ALLENATORE PEDOFILO

Atti sessuali con minorenni di fronte allo schermo del computer. «Mi raccomando, una cosa tra me e te», ammoniva via chat. Poi convinceva i giovani ad accendere la web-cam e a «giocare insieme». Livio Volpi, 41enne nato e residente ad Abbiategrasso, è stato condannato a quattro anni di carcere dopo aver assoggettato, corrotto e convinto almeno cinque 14enni a compiere gesti erotici a distanza tramite internet. L'uomo, allenatore dei portieri in una squadra di dilettanti in zona San Siro, sfruttava la sua posizione e la giovane età delle sue vittime per dare sfogo alle proprie perversioni. Le indagini erano partite nel 2009 dopo le denunce sporte da cinque mamme. Una delle vittime, tutti maschi allora 14enni, dopo diversi mesi aveva cominciato a non sopportare più le richieste dell'allenatore.

La voce aveva incominciato a circolare all'interno della squadra e uno dei giocatori aveva chiesto ai compagni di non lasciarlo mai solo nello spogliatoio insieme al 41enne. L'uomo infatti aveva provato anche a soffermarsi a fare la doccia con i ragazzini. Un'abitudine vietata dalle norme interne della società da quando, nel luglio 2003, un dirigente con lo stesso vizio era stato denunciato per violenza sessuale ai danni di altri giovani giocatori della squadra. «Sei a casa da solo o in cameretta?», chiedeva malizioso ai 14enni, «prendi la web cam e poi lo facciamo insieme», «ah ah ah, sono un maialetto». L'uomo, operaio in una ditta di metalmeccanica, voleva sempre un'immagine delle vittime prima di compiere l'atto insieme. «Dai, dai, sforzati che ci riesci - diceva - una fotina al volo».

L'allenatore potrebbe anche aver avuto contatti più ravvicinati con i ragazzini, ma agli atti, per il momento, non risultano. Di certo era nei suoi desideri. «Sarebbe bello farlo dal vivo», confessava, mentre gli investigatori non escludono che il giro di piccole vittime possa allargarsi anche al di fuori del campo di calcio. Nei confronti di Volpi era stata emessa una denuncia nel febbraio 2009, motivo per cui l'allenatore era stato allontanato dalla squadra. Le successive indagini del Commissariato Bonola avevano portato al sequestro del materiale pornografico contenuto nel suo computer e al rinvenimento di tutte le conversazioni via chat intrattenute con gli allievi. Il tribunale, al termine delle indagini, lo scorso 16 maggio ha emesso una condanna in primo grado a quattro anni di carcere per atti sessuali con minorenni e corruzione di minori. La polizia lo ha raggiunto nei giorni scorsi nella sua abitazione di Abbiategrasso, dove viveva insieme alla madre.

"FACCIAMO SESSO IN CHAT" 4 ANNI ALL'ALLENATORE 24 Maggio 2011


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