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giovedì 26 maggio 2011

Cambogia, dove anche la verginità diventa una merce che si vende


Lungo i marciapiedi di Phnom Penh si può comprare di tutto. Anche la verginità di ragazzine giovanissime. Proprio come quando in viaggio si comprano cartoline o souvenir. La Cambogia è una delle mete emergenti del turismo sessuale con minori. Lo denuncia una ricerca di Ecpat 1(End child prostitution, pornography and traffick), l'associazione che lotta contro la pedofilia, lo sfruttamento sessuale e la tratta dei bambini. L'associazione rivela che il 31,6% dei clienti è straniero, il 68,4% è cambogiano.


Il mercato delle ragazzine illibate, come conferma lo stesso studio, è uno dei più importanti fattori del mercato locale del sesso. Secondo credenze locali, completamente false, la verginità, richiesta spesso da uomini di potere e ricchi, oltre a non comportare rischi di contagio del virus hiv/aids, ridoni forza e vitalità. Il 46% delle giovani interpellate che hanno venduto la propria verginità, hanno dichiarato di esservi state costrette con la forza. Una ragazza su quattro, poi, ha spiegato di essere entrata nel mondo della prostituzione in questo modo. Così in un bar al centro di Phnom Penh, Gioia racconta di aver venduto la sua verginità "per 200 dollari a un uomo ricco, dopo aver lasciato gli studi perché divenuti una spesa insostenibile".

Storie di soprusi e di violenza. Sono storie di adulti che sfruttano l'innocenza di chi non può difendersi, ma anche di ragazzine abbandonate che non trovano altro modo per vivere. "Arrivando, mentre cercavo un ristorante per cenare - racconta Fabio Bellumore di Ecpat - , un uomo mi si è avvicinato e mi ha detto: 'Posso trovarti ragazzine giovanissime, di qualsiasi età'. Con queste parole mi dà il benvenuto la Cambogia".

"In seguito all'approvazione della legge del 2008 il fenomeno ha cambiato pelle: meno bordelli, troppo vistosi, e più locali camuffati da posti tranquilli. Qualcuno qui la chiama 'la democratizzazione, la normalizzazione della prostituzione', aggiunge Bellumore.

Delle ragazze intervistate per Ecpat Cambogia nel 2010, circa il 50% dichiarava infatti di incontratre i clienti nei Karaoke Bar o nelle birrerie. Le ragazze guadagnano, in media, 50-60 dollari al mese, non tenendo conto dei rapporti: per una notte una ragazza può richiedere 20 dollari o poco più.

Pornografia. Nel paese un altro crimine strettamente legato a quello della prostituzione è quello della pornografia. Degli uomini incontrati nei karaoke bar e "intervistati", grazie allo studio, il 41% ha ammesso di realizzare immagini pornografiche con le ragazze. Nel luglio del 2009, un turista sessuale giapponese, poi condannato a 6 anni dalla corte di Sihanouk, aveva pagato tra i 2 e i 5 dollari per foto di bambini nudi tra i 7 e 14 anni che avevano posato per lui.

Il lavoro dei bambini. La Cambogia è un Paese giovane, il 33,2% della poolazione ha meno di 14 anni, il 63,2% tra 15 e 64 anni, e solo il 3% ha più di 65 anni. I bambini sono duinque spesso un sostegno per le famiglie. Tra il 1998 e il 2008, secondo uno studio dell'Ilo (2010), il numero dei bambini lavoratori tra i 5 e i 17 anni è aumentato dall'8,3% al 9,7%, mentre l'incidenza del lavoro tra i bambini dai 5 ai 14 anni è arrivata al 32%. 

Un paese molto povero. Il paese cresce, ma è ancora troppo povero. Fino alle crisi alimentari e finanziarie (2008-2009) aveva un prodotto interno in crescita: + 13% nel 2005; +6,7% nel 2008. Nel 2009, con la diminuzione degli investimenti esteri, provenienti soprattutto dalla Corea del Sud e dalla Malesia, è calata la ricchezza. Il tasso di mortalità infantile entro il primo anno di vita resta elevato ed è il più alto della regione: 65 morti ogni mille nascite, mentre 88 bambini ogni 1.000 muoiono prima di aver compiuto 5 anni. Per avere un termine di paragone, in Italia il dato è rispettivamente di 10 su 1.000 e di 4 su 1.000.

L'aiuto. L'Ecpat ha avviato una serie di progetti in Cambogia 2. Fra questi anche iniziative per aiutare le ragazzine ex prostitute. Inoltre è possibile sostenere bambini in condizione di bisogno, contribuendo alla loro scolarizzazione. Un modo per rendere anche i minori cambogiani più liberi.




Cambogia, dove anche la verginità diventa una merce che si vende 02 maggio 2011



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