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sabato 21 maggio 2011

Bambina stuprata per 5 anni dal padre: caccia all'uomo in tutta Europa

Per 5 lunghissimi anni ha avuto rapporti sessuali completi con la figlia: ma adesso per il padre orco è tempo di processi. Accogliendo le argomentazioni della Procura, lo ha rinviato a giudizio il giudice Elena Rossi. L’uomo, un romeno di 42 anni, con almeno due alias, avrebbe abusato sessualmente della figlioletta dal 2005, all’epoca la piccola aveva 9 anni, fino al 2009 quando venne scoperto dalla moglie, cittadina italiana. 

Agghiaccianti i retroscena emersi nel corso dell’incidente probatorio in indagini, quando venne ascoltata la bambina in una struttura protetta e con l’assistenza di uno psicologo, ma anche nel corso dell’inchiesta che mise a nudo le sevizie subite dalla piccina e i maltrattamenti della compagna. L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe approfittato del fatto che viveva sotto lo stesso tetto della bambina (la moglie mai avrebbe sospettato che il compagno potesse approfittare sessualmente della figlioletta) e riusciva ad appartarsi e a giacere nello letto con il "sangue del proprio sangue".

Le esigenze del padre padrone orco venivano vissute con dolore, angoscia e terrore dalla bambina che, però, non sapeva o non poteva confidarsi né con la madre né con altri. Per quattro anni gli abusi sono andati avanti con una frequenza allucinante. A rendere credibile il racconto della bambina, oltre a una serie di dettagli, ci sono la relazione di uno psicologo, ma soprattutto la perizia ginecologica eseguita da uno dei massimi esperti del settore per quanto riguarda i bambini. Il 42enne romeno, che è riuscito a dileguarsi quando ha percepito d’essere stato scoperto, è ricercato in tutta Europa. Nel processo è assistito d’ufficio dall’avvocato Daniele Toffanin.

Da quanto emerso dalla ricostruzione, le condotte contestate all’imputato sono tanto agghiaccianti quanto basate su un castello accusatorio con fondamenta solidissime.

Il 42enne è anche accusato di falso perché nell’ottobre 2009 a Treviso, avrebbe contraffatto o contribuito a falsificare un "permesso a condurre" e una carta d’identità romene per i quali avrebbe fornito una propria fotografia, ma con un nome inventato. Con quei documenti, sempre per la Procura, l’imputato avrebbe raggirato una serie di negozianti, riuscendo ad attivare numerose utenze telefoniche che non ha però potuto utilizzare perché costretto a fuggire per l’inchiesta sull’orribile stupro della figlia.

Bambina stuprata per 5 anni dal padre: caccia all'uomo in tutta Europa 15 Maggio 2011 


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