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giovedì 28 aprile 2011

LIBIA: STUPRO DI BAMBINI SOTTO VIAGRA

Le milizie che si combattono in Libia non risparmiano i bambini, sottoposti a sequestri, stupri e violenze. I racconti di circa 300 bambini dei campi profughi di Bengasi fa emergere uno scenario raccapricciante, riferito da Michael Mahrt, di Save the Children. Gli abusi sarebbero stati commessi da "soldati" a Ras Lanuf, Misurata e Agedabia. Qui, ad esempio, cinque adolescenti sono state sequestrate per giorni e violentate. Nella stessa citta' e' toccato a una bambina dell'eta' di otto anni subire violenze sessuali di fronte alla sorellina di dieci anni e ad altri fratelli. In molti casi i bambini sono stati costretti ad assistere all'omicidio dei genitori o allo stupro delle madri.
  "Le storie raccontate sono simili in tutti i campi", ha detto Mahrt, "non ho dubbi che siano vere".


Lo stupro sarebbe l’ultima arma di Muammar Gheddafi. Almeno stando a quanto scrive il Daily Mail. Con il Viagra, le truppe del rais libico non risparmierebbero nessuno dalla loro violenza carnale, neppure i bambini.
Piccoli anche di otto anni, scrive il Daily Mail, verrebbero violentati davanti agli occhi delle loro famiglie, secondo un copione che il resto del continente africano conosce già da anni.
Alcune ragazzine sarebbero state rapite e tenute per giorni a disposizione dei soldati del colonnello: una volta rilasciate erano traumatizzate al punto da non riuscire neppure a parlare.
Altri bambini, racconta il Daily Mail, hanno detto di essere stati costretti a guardare mentre il loro padre veniva ucciso e la madre stuprata. Loro stessi, hanno raccontato a Save the Children, sono stati lasciati liberi soltanto dopo essere stati percossi brutalmente.
Le storie degli stupri indistinti da parte delle truppe di Gheddafi sono stati raccontati da coloro che sono riusciti a fuggire dalle città distrutte di Misurata, Ajdabiya e Ras Lanuf. Molte famiglie sono adesso ospitate temporaneamente nei campi di rifugiati a Bengasi, dove hanno parlato con lo staff di Save the Children.
In un caso, addirittura, una donna di 28 anni ha raccontato di essere stata stuprata per due giorni da 15 uomini dopo essere stata fermata da un checkpoint. Arrestata dopo aver provato a raccontare la sua storia a dei giornalisti stranieri è stata accusata di calunnia. Ma gli stessi dottori di Misurata hanno confermato di aver curato diversi pazienti con i segni di violenze sessuali.
In una società conservatrice, in cui lo stupro è stigmatizzato, alcune donne preferiscono non raccontare neppure ai familiari più stretti quel che hanno subito.
Il portavoce dei ribelli, Abdelbaset Abumzirig, che si trova a Misurata, ha parlato di un assalto terribile a Bengasi Street, parallela a Tripoli Street, dove si è combattuta la battaglia più feroce.
In un’intervista al Sunday Times, il dottor Khalifa al-Sharkassi ha descritto come due sorelle di 16 e 20 anni sono state stuprate dai mercenari africani dopo che il loro fratello si era unito ai ribelli.
La madre delle due giovani era stata chiusa in un’altra stanza mentre le figlie venivano violentate. “Quattro o cinque africani hanno stuprato a turno le due ragazze”, ha raccontato il medico. Ora una di loro non fa altro che restare immobile e piangere”.
“Un’altra vittima ha provato a lavarsi con la candeggina dopo essere stata violentata”. Un’altra, in cura dal medico, si è iniettata del cloro sperando di bloccare in questo modo la gravidanza.

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