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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

mercoledì 16 marzo 2011

Rapporto METER 2010

Ecco tutti i numeri dell’orrore. Ma anche quelli della speranza e dell’impegno pulito e onesto di una realtà cattolica che lotta da oltre 20 anni per l’infanzia. Al di là delle parole e dei dati statistici, che METER oggi pubblica con il REPORT ANNUALE (2010) emerge un impegno di servizio, silenzioso e competente. Affiora, dietro i numeri, anche il dolore di tanti bambini e delle loro famiglie, che incontriamo ogni giorno in questo faticoso ed impegnativo cammino, diretto a ridare fiducia, speranza e guarigione al volto dell’innocenza. 

METER si impegna ogni giorno, con vigore e determinazione sempre crescenti, contro il silenzio e l’omertà; si radica in tutto il territorio nazionale per diventare una forza sociale di uomini e di donne dalla parte dei bambini e delle loro famiglie. Competenza e professionalità nel servizio a tutela dell’infanzia, che sollecita per una politica sociale autentica, senza retorica e ipocrisia. Ci confrontiamo con le nuove sfide della criminalità (anche online) e le nuove povertà che sfruttano, annientano, commercializzano i bambini rendendoli merce. Non ci stancheremo mai di incontrare, oltre ai giovani, alle famiglie, alle istituzioni ed enti privati, diocesi e parrocchie. 

"Informiamo e formiamo nella logica della cultura dell’infanzia, senza allarmismi e con equilibrio, per dare un servizio ed una diaconia che mettono al centro della nostra azione e della nostra vita il bambino. Perché Erode non vincerà ! Non potrà vincere. I piccoli che lui annienta e perseguita, calpesta e abusa, lo annienteranno. E’ la promessa del Vangelo e dell’impegno degli uomini di buona volontà .".

I DATI – "Sono quasi 70.000, precisamente 69.850. Sono tutti i bambini che abbiamo contato, uno per uno, durante il monitoraggio della rete Internet e nelle segnalazioni dei siti pedopornografici. Sono di una età comprese tra i neonati (di pochi giorni) fino a 11/12 anni ca.: questa è l’età preferita dagli “infantofili” e dai “pedofili”. Le violenze sessuali perpetrate sono delle più tragiche e inenarrabili, riscontrabili spesso in contesti familiari e criminali, in alcuni casi sono stati ad hoc realizzati dei set fotografici, anche dentro tuguri. Abbiamo poi riscontrato delle violenze a cui i bambini sono sottoposti con animali. Tutto dietro a questa assurda violenza sessuale, cieca e bestiale. "

MONITORAGGIO PEDOFILIA ONLINE – Pedofilia è una parola che gronda dolore e sangue. È un cancro che cresce: 689.394 sono i siti monitorati dal 2003 al 2010. Di questi, 65.056 sono stati segnalati alle Polizie di tutto il mondo e in particolare alla Polizia Postale e delle Comunicazioni italiana per i contenuti pedofili e pedopornografici. I nostri dati sono attentamente analizzati dal nostro Centro Ricerca e Sperimentazione di Nuove Tecnologie contro la Pedocriminalità, che permette di conoscere le reali caratteristiche e dinamiche della pedofilia sul web. Nel 2010 sono 13.766 i siti con contenuto pedofilo (7.240 nel 2009). 

Stiamo parlando di una crescita pari quasi al 100%. E che non accenna a fermarsi. Meter fa il suo dovere: solo l’anno appena conclusosi ha visto l’invio, da parte dell’Associazione, di 1.082 segnalazioni pari a circa 13.766 tra siti web, social networks, servizi di scambio files foto e video e infine indirizzi email. Il 96% dei siti ha domini generici e specifici, mentre il 4% si compone di social network (2,28%) servizi scambio foto e video (1,51) ed indirizzi email (0,16). Come si vede, il sito personale è ancora lo strumento preferito dai pedofili, che spesso scelgono di dotarsi di domini generici (80% dei casi) come .info, .com, .net. Domini apparentemente innocui che, però, nascondono foto e video di bambini violentati. Nel 20% dei casi, invece, abbiamo domini specifici provenienti da aree geografiche ben determinate. Rispetto al 2009 sono scese le segnalazioni, che erano 1.560; è aumentato, però, il numero di siti segnalati. I riferimenti italiani, iscritti in social networks e simili, erano 51: ora sono 65. Crescono anche le segnalazioni attraverso il forum Meter, che passano da 560 a 889. Scendono invece le segnalazioni da social network, che passano da 851 a 315. In questo caso il decremento è presumibilmente da rinvenire grazie al controllo che i gestori dei social network hanno mostrato di attuare, anche davanti alle segnalazioni di Meter. Un ambiente più controllato impedisce evidentemente il proliferare di spazi pedopornografici. A proposito di controlli: dal 2008 Meter ha dato il via ad una cooperazione con la Polizia Postale per il monitoraggio della rete. Questo ci permette di aiutare le forze dell’ordine con le nostre segnalazioni, che hanno permesso di avviare indagini in Italia e nel mondo portando a numerosi indagati e arrestati per detenzione, divulgazione e sfruttamento sessuale di minori. 

DOVE SONO. I LORO DOMINI – Ma dove si trovano i siti? Nel 57% dei casi parliamo di paesi europei, seguiti dall’America (38%), dall’Asia (4), l’Africa (0,40) e l’Oceania (0,27). Per l’Africa il 100% dei domini segnalati è in Libia, mentre per l’America abbiamo USA (94%), Repubblica Dominicana (2), Ecuador (2), Turks e Caicos (2), quest’ultimo un arcipelago corallino territorio d’oltremare del Regno Unito sito nei Caraibi. Per l’Europa la Russia prende il 99% dei domini, l’1% è diviso tra Italia, Liechtenstein, Ucraina, Romania, Slovacchia, Germania, Olanda, Grecia, Belgio. In Asia domina Hong Kong (50,1%), mentre il resto è diviso tra India, Cina, Giappone, Taiwan, Corea del Sud, Vietnam (2,3, 10,85, 16,5, 4,4% rispettivamente). Anche all’estremo angolo del mondo, l’Oceania, non mancano i domini pedopornografici. Si tratta, delle isole Cocos e Keeling (territorio australiano con meno di 600 abitanti nell’Oceano Indiano), le Tonga e Tuvalu, arcipelago di atolli a metà strada tra Hawaii e Australia. 

Quanto ai loro domini, ossia le loro “targhe”, generalmente si adotta il .com (2.845 siti segnalati, la stragrande maggioranza dei casi), seguiti dal .net (481) e poi i social network, questo in 315 casi. Già che ci siamo: la Russia ha offerto 6.317 targhe (.ru), contro 4.276 negli USA (.us) e 246 da Hong Kong (hk). Di targato .it ci sono solo tre siti (siampo al 19° posto in classifica su 29 paesi registrati), preceduti da quattro romeni e seguiti da altri tre nelle Isole Tonga e nel Liechtenstein. Sempre la Russia permette di servirsi di siti anonimi e – apparentemente – non identificabili. 

SOCIAL NETWORK – Per quanto riguarda i social network, possiamo segnalare con soddisfazione una diminuzione della presenza di pedofili, questo probabilmente a causa dei controlli attuati dai social networks. Nel 2009 abbiamo inviato 851 segnalazioni alla Polizia Postale, nel 2010 solo 315. Questi i network più gettonati: Grou.ps (143 segnalazioni), Ning (88), Facebook (42), Socialgo (20), Webs (14), Youtube (5). Crescono Socialgo, passato da 0 segnalazioni nel 2009 a 20, Facebook che va da quota 20 all’attuale 42, Meebo (da 0 a 2), Webs (da 0 a 14). Scendono anche foto e video: nel 2009 i pedofili si sono serviti dei social network per caricare 29.250 foto, nel 2010 sono scese ad appena 9.750, ossia un decremento del 66% circa. Crollo dei video, passati da 2.607 a soli 896. Sono altre le strade telematiche battute dagli orchi. E una di queste è sicuramente rappresentata dal file sharing, il peer to peer. 

PEER TO PEER – Accanto ai siti, però, c’è anche lo scambio interpersonale di materiale. Ecco allora 209 files segnalati contenenti ben 111.692 tra immagini e video di bambini abusati. Il 99%, com’è facile immaginare, sono foto, l’1% video. Prodotti rapidi, veloci da commercializzare e smerciare. Il peer to peer è comodo per i pedofili, e anche redditizio: il 70% delle indagini effettuate riguarda infatti la detenzione, produzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Più in particolare, il principio di fondo è quanto mai semplice: più offri, più ricevi! 

BAMBINI COINVOLTI E I PEDOFILI A VISO SCOPERTO – Ogni giorno centinaia di nuove immagini vengono caricate in rete e scende ulteriormente l’età dei piccoli ripresi o fotografati. È il nuovo fenomeno dell’infantofilia, con piccoli da pochi giorni a due anni e sempre più in piccola età. Oltre a questo, cresce la cosiddetta pedofilia culturale, ossia la proliferazione di siti internet nei quali l’abuso e la violenza sessuale sui minori (perché di questo stiamo parlando) viene presentato come una “libera scelta” che “aiuta a crescere” il bambino e che in fondo riprenderebbe “nobili” usanze della Grecia antica. Vergognoso. I nuovi paradisi sono oggi Tuvalu, in Oceania, e la Libia; nel 2010 sono state segnalate foto e video con 32 volti degli abusatori, anche di donne. 

MINORI E MINORI – Un altro, doloroso aspetto, è quello rappresentato dall’autoproduzione di scene in cui i minori compiono atti di autoerotismo oppure vengono ripresi mentre compiono atti sessuali. Questi filmini, o queste foto, sono diffusi via chat, webcam e social network.

2° PARTE – LA RISPOSTA - Se questi sono i numeri del fenomeno e dell’emergenza, serve allora una risposta. Meter la dà da decenni con professionalità e attenzione, tanto da aver ricevuto riconoscimenti anche a livello mondiale. Un’ulteriore prova della professionalità che Meter mette nelle sue attività ogni giorno è rappresentata dalla partnership con la Polizia Postale. In questo modo diamo un contributo alle forze dell’ordine nella lotta alla pedocriminalità. Ma non solo: Meter offre anche altre risposte all’abuso. Vediamole insieme: 

NUMERO VERDE NAZIONALE – Al numero 800.455.270 sono giunte, dal 2002 al 2010, 21.035 chiamate. Il nostro numero verde nazionale raccoglie chiamate di emergenza ed offre consulenze telefoniche. Qualche dato: nel 2009 abbiamo offerto 1.210 consulenze telefoniche, tra telefono istituzionale (0931-561794) con 987 contatti e 223 al numero verde. Nel 2010 le consulenze sono salite a 1.262, tra le 843 istituzionali e le 419 del numero verde. Chi ha chiamato Meter principalmente lo ha fatto, nel 2010, per ottenere informazioni su adozioni e affidi, sospette denunce (1.102 in totale). “Gettonate” l’assistenza psicologica (62 contatti), giuridica (28), segnalazioni (37), assistenza spirituale (20). 

DA DOVE HANNO CHIAMATO? PRIMA SICILIA, SECONDO LAZIO, VENETO TERZO – Oltre a 103 chiamate provenienti dall’estero, ecco come sono arrivate le chiamate da tutta Italia: Sicilia 844, Lazio 82, Veneto 59, Puglia 36, Lombardia 25, Marche 21, Toscana 16, Liguria 11, Campania 9, Piemonte 8, Emilia Romagna 7, Trentino Alto Adige 6, Friuli Venezia Giulia e Calabria 5, Abruzzo 2, Sardegna e Basilicata 1 

CENTRO ASCOLTO E DI PRIMA ACCOGLIENZA – Al 2010 il nostro Centro di Ascolto e prima accoglienza ha seguito 862 casi. Tra le consulenze che ci sono state chieste abbiamo un vero e proprio campionario di cattiveria e vergogna. Abuso sessuale, anche presunto e risalente nel tempo, segnalazioni di portali pedopornografici, denunce di maltrattamento, accuse infondate di abuso, sospette induzione alla prostituzione e spaccio di stupefacenti da parte di minori. È importante segnalare che abbiamo ricevuto richieste di colloquio da parte di pedofili, ma che emergono nuove realtà come il cyber bullismo o lo stalking online. 

METER CONVEGNI – Anche la diffusione di dati e gli incontri fanno parte della nostra presenza in Italia e nel mondo. Nel 2010 abbiamo offerto 68 tra convegni e incontri di prevenzione, formazione e informazione. Abbiamo incontrato almeno 78.000 persone, in Italia e all’estero. L’attenzione dei nostri incontri si è focalizzata, nel 44% dei casi, su internet e i nuovi media, ossia sui rischi che le nuove tecnologie possono presentare. Seguono la pedofilia e gli abusi sull’infanzia (26%), la tutela dei diritti dei più piccoli (11%), educazione dei minori e sport (7%), disabilità (3%). 

METER E CHIESA – Anche il nostro rapporto con la Chiesa si è rafforzato in questi anni. Tra il 2002 e il 2010 siamo stati chiamati a offrire la nostra presenza e testimonianza in 38 diocesi italiane, nel 2010 18 diocesi hanno chiesto il nostro intervento. Qualche dato: Reggio Emilia-Guastalla (19%), Torino (15%), Piazza Armerina (13%). Nel 66% abbiamo tenuto convegni-conferenze-incontri dibattito. Le celebrazioni hanno invece rappresentato il 27% delle nostre attività nelle diocesi italiane. Tra gli argomenti più discussi: pericoli di internet e nuovi media (42%), religione (17%), servizi Meter per l’infanzia (14%), abusi verso i minori (10%), diritti dell’infanzia e educazione sociale (7%), famiglia (3%). 

METER E SCUOLA – La nostra presenza è anche costante, da sempre, nelle scuole. Nel periodo 2002-2009 abbiamo visitato 184 istituti, tra comprensivi e di Istruzione superiore, incontrando 58.248 studenti. Nel 2010 gli istituti visitati sono stati 17, con 5.150 studenti incontrati. Il totale è di 63.398. incontrare gli studenti ci permette un dialogo importante per aiutare la crescita dei futuri cittadini del cyberspazio. 

PROGETTO : MINORI ONLINE INTERNET E SICUREZZA – Il 2010, infatti, ha visto la somministrazione di un questionario a 1.722 alunni delle scuole siciliane. Ecco i risultati: i ragazzi usano il pc per chattare (29%), scaricare (23%), giocare (17%), navigare in rete (16%), fare i compiti (15%). Alla domanda se i giovani abbiano ricevuto inviti a incontrare persone conosciute online, la risposta è stata: sempre, nel 62% dei casi. 

METER E PROCURE DISTRETTUALI – Non possiamo non ribadire che questo lavoro, il flusso delle segnalazioni, le indagini, avviate gli indagati e gli arresti sono il risultato di sinergie e collaborazione con le procure distrettuali che coordinano i compartimenti di polizia postale italiani, unica specialità per il contrasto alla pedofilia. Quindi, non si può assolutamente pensare o proporre la frantumazione di tali indagini presso le piccole procure già oberate di altri compiti come alcuni hanno proposto con un emendamento presentato in questi mesi alla Commissione Giustizia dove è in discussione la convenzione di Lanzarote (dl 1969-B), strumento giuridico di importanza vitale per il contrasto della pedofilia in tutta Europa.

Peraltro, a distanza di tre anni il Parlamento italiano ne sta ritardando l’approvazione, rallentando quindi l’entrata in vigore di norme che rendano più efficace il coordinamento delle procure distrettuali e la polizia postale, l’inasprimento delle pene per l’adescamento online (grooming), le norme per il contrasto contro l’istigazione alla violenza della cosiddetta pedofilia culturale. Facciamo appello alle istituzioni (Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio) perché si impegnino per l’approvazione, riconfermando un assetto che già di fatto è così. 

CONCLUSIONI - “Il Report di quest’anno – dice don Fortunato Di Noto, presidente Meter - mette in evidenza il dolore sommerso di tanti piccoli a causa delle azioni vili, crudeli e criminali di uomini senza scrupoli. E’ sul fronte della educazione permanente che si può arginare e auspichiamo sconfiggere la piaga della pedofilia e degli abusi sessuali. Non basta solo la repressione ma azioni concrete che favoriscano la tutela, la crescita dei minori in una logica preventiva. Internet è una grande opportunità ma anche luogo dove malintenzionati possono minacciare la vita dei piccoli e dei deboli. Sta qui la sfida e l’impegno. Grazie al lavoro svolto da personale qualificato è stato possibile individuare alcune vittime che avevano perso la speranza di uscire dal tunnel del silenzio e di ritrovare la loro dignità. Dignità che è stata oscurata proprio da coloro che più di chiunque altro doveva proteggerli e amarli: genitori ed educatori”, conclude.




Meter Report 2010: i volti dei pedofili sempre più in vista16 Marzo 2011



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