Post in evidenza

Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

mercoledì 2 marzo 2011

Playboy Origini della Pornografia di Massa

Prima della tavernetta di Arcore, prima delle grotte di Villa Certosa, delle piscine sotterranee, della lap dance, dei letti girevoli, dei grandi divani, delle case arredatesecondo i desideri di un Peter Pan fallocratico, delle Neverland sarde o delle ville pornobrianzole, cosa c'era? 

Tutto ha inizio con un laureato in psicologia, Hugh Hefner, congedato da poco dall'esercito. Siamo nel novembre del 1953, in piena Guerra fredda, quando giunge nelle edicole americane una nuova rivista priva di data e di numero progressivo: pezzo unico. Si chiama "Playboy" e vende in pochi giorni 50 mila copie. All'epoca in America vigono leggi severe contro la pornografia. Non esiste la controcultura con le sue provocazioni, e il Greenwich Village è solo un luogo un po' bohémien. La Beat Generation deve debuttare, mentre Elvis guida ancora un camion a Memphis; inoltre, chi va in giro con una copia di "Tropico del Cancro" di Henry Miller rischia l'arresto. 

A far salire le vendite di quel primo numero della nuova impresa commerciale è la fotografia di Marilyn Monroe scattata da Tom Kelley, e comprata a modico prezzo da Hefner in una casa editrice di calendari e poster di pin-up che vi ha rinunciato per non rischiare una denuncia per oscenità. Con quell'immagine, poi diventata celebre, Hefner inventa la pornografia moderna. Non perché ha usato un nudo umano, scrive Beatriz Preciado, 41enne filosofa spagnola, allieva di Agnes Heller e Jacques Derrida, nel suo libro "Pornotropia" in uscita con Fandango. Il padrone di "Playboy" inventa la pornografia moderna perché ha impiegato design e colore, e disposto il nudo in un pieghevole che fa della rivista solo un supporto: contrasto, colore rosso , ingrandimento, e soprattutto pagina doppia. Tutto questo è più pornografico del nudo stesso. 


Da qui, da un modesto evento editoriale, è cominciato tutto, almeno nella imponderabile catena delle cause e degli effetti. Quello che "Playboy" ha prodotto non è stato tuttavia solo un impero economico fondato sul sesso, sulle immagini del sesso, prive del sesso vero, e neppure un grande cambiamento nel costume di uomini e donne riguardo la sessualità, quanto piuttosto il modo con cui far irrompere nella sfera pubblica ciò che era considerato privato. Certo, il processo che porta al superamento della distinzione tra pubblico e privato era già iniziato con l'avvento della televisione negli Stati Uniti (in Italia la tv arriverà nel 1954, e il suo impatto sarà forte solo a partire dalla metà dei Sessanta); tuttavia, sottolinea Preciado, "la cosa pornograficamente moderna era la trasformazione di Marilyn in una informazione visuale meccanicamente riproducibile capace di suscitare effetti corporali". 


"Playboy" non è solo una rivista di nudi, oltre che d'intrattenimento colto - nel primo numero contiene articoli sul jazz, sul "Decameron", brani di "Sherlock Holmes" - ma anche una rivista d'interni: un reportage sul design per l'ufficio moderno. Da allora in poi, la creatura di Hefner ha lavorato sullo spazio e sulla sua immaginazione. 

Meglio: sullo spazio immaginario. Ha creato una nuova mentalità, e un consenso, cambiando il modo di sognare a occhi aperti di milioni di americani, e poi di europei. Ha inventato "nuove modalità di produzione di senso e soggettività che avrebbero caratterizzato la cultura americana del Ventesimo secolo". Con ogni probabilità senza la rivista per uomini di Hefner non ci sarebbe stato Andy Warhol: la sua Factory, luogo dell'immaginario trasgressivo e creativo, tana dell'arte del Novecento, è pensabile solo in rapporto simmetrico alle case allestite da Hefner, al letto girevole su cui il padrone di "Playboy" lavora eternamente in pigiama, cancellando la differenza tra giorno e notte, tra feriale e festivo, tra attività di direzione e attività sessuale. Sul letto coperto di fogli e fotografie, avvengono gli incontri d'affari e i meeting con le conigliette, il tutto registrato con mezzi visivi e sonori, uno spettacolo continuo che va in onda prima dell'epoca del "Grande fratello" e dei social network. Il giaciglio è meccanizzato, ruota su se stesso; ha telecomandi, telefoni e tv; e funziona, dice la Preciado, come "uno spazio in cui si modella il nuovo soggetto ultraconnesso, e i nuovi piaceri virtuali e mediatici dell'ipermodernità farmacopornografica".

Così 'Playboy' creò l'eros 02 marzo 2011

Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...