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giovedì 17 marzo 2011

Manifesto per l'utilizzo responsabile della figura femminile in pubblicità

L’associazione Pari o Dispare presenta a Milano lunedì prossimo (21 marzo presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo in Via Romagnosi, 8) il Manifesto per l’utilizzo responsabile della figura femminile in advertising, lanciato a Roma al Senato lo scorso 19 gennaio e a cui hanno aderito da subito sette multinazionali. 

"L’interesse per un cambiamento culturale ha generato questo momento di incontro e dibattito per dare voce alle aziende che, sottoscrivendo il Manifesto, si impegnano a non associare il proprio marchio a messaggi discriminatori o degradanti all’interno delle proprie campagne pubblicitarie, escludendo stereotipi di genere in favore di una più originale e creativa rappresentazione delle donne, che già in passato ha dato vita a spot che sono anche oggi parte dell’immaginario comune", spiega Caterina Della Torre, fondatrice di Dols.net e co-organizzatrice dell'appuntamento.

Pari o Dispare ha lanciato questa campagna per il 2011 sul Manifesto per l’utilizzo responsabile dell’immagine femminile con l’obiettivo di creare un cambiamento culturale positivo e innovativo per superare gli stereotipi di genere raccogliendo e rilanciando le raccomandazioni espresse dalle Nazioni Unite e dal Parlamento europeo.

Si spera che il coinvolgimento delle aziende che in numero crescente si impegnano in questa campagna porti un contributo imponendo un diverso orientamento del mondo pubblicitario, che influenza in modo pervasivo la cultura ed i costumi della società. L’obiettivo è di ottenere, nel corso del 2011, l’adesione delle migliori aziende che operano in Italia.

Parteciperanno all’incontro Enza Goia di Agos Ducato, Filippo de Caterina di L’Oreal, Roberta Cocco di Microsoft Italia, Margherita Maccapani Missoni di Missoni, Bibiana Ferrari di Relight e Alessandra Perrazzelli , Presidente di Valore D. Aprirà i lavori Cristina Molinari – Presidente di Pari o Dispare. Trarrà le conclusioni Emma Bonino – Vice Presidente Senato e Presidente onoraria del Comitato Pari o Dispare. Unico uomo beato fra le donne il moderatore, Gad Lerner.

Nel corso del dibattito verrà presentato il progetto web “la reclame” realizzato dalla casa di produzione “Non chiederci la parola” con il supporto di Fondazione Cariplo, che ha anche riconosciuto il patrocinio all’incontro di presentazione del Manifesto.

«Quando oggetto delle pubblicità sono le donne, diventa particolarmente importante sapere chi ha originato un manifesto, uno spot, un claim. Generare immagini che permeano il nostro quotidiano è una professione, ma anche una responsabilità», dichiara Cristina Tagliabue, Presidente di Non chiederci la parola.

La Réclame è un progetto video in formato web series, che parte dalle pubblicità (manifesti o spot) che colpiscono l’immaginario collettivo attraverso l’uso inappropriato del corpo femminile. L’intento è illustrare in modo ironico e disincantato, con un commento di voce fuoricampo, i meccanismi che sottendono all’utilizzo inadatto, fuori luogo, a volte grottesco della figura della donna.

"Pari o Dispare " è un Comitato di donne, ma anche di uomini, individui e associazioni, diversi per età, per impostazione culturale, per appartenenza politica, per settore occupazionale, per posizione nella professione, che considerano la diversità come una ricchezza. Un Comitato aperto a nuovi ingressi di persone o di gruppi, perché finalmente l’unione e le tante differenze all’interno di una larga rete facciano la forza. "Vogliamo l’effettivo raggiungimento della parità fra uomini e donne italiani attraverso il lavoro, semplicemente facendo leva sulla meritocrazia. Nell’occupazione bisogna far emergere, riconoscere e valorizzare il merito, che è presumibilmente identicamente distribuito fra maschi e femmine, per ragioni sia di efficienza, sia di equità del nostro sistema-Paese" sostiene il Comitato in una nota.

Perché Pari o Dispare ? "Pari o Dispare è la nostra scommessa. Ricorda il nome di un gioco che abbiamo conosciuto da bambine e bambini. Quando eravamo forse ancora uguali. Ora le dispare sono le donne italiane. E’ dunque tempo di ricominciare a giocare, in un 2010, anno pari, che segni davvero un cambio di passo contro le discriminazioni di genere perpetuate in Italia e ci riavvicini anche da questo punto di vista all’Unione Europea a 27. Non vogliamo vincitori o perdenti : vogliamo pareggiare per poter vincere tutte e tutti. Rendiamo, questo, un gioco a somma positiva per lo sviluppo del nostro Paese".



Manifesto per l'utilizzo responsabile della figura femminile in pubblicità 16/3/2011

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