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Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

domenica 6 marzo 2011

LA PORNO NORMALIZZAZIONE DELLA VIOLENZA SESSUALE

Recenti ricerche mostrano che gli atti di aggressione contro le donne sono comuni – quasi scontati – nella narrativa pornografica. Atti sessuali per le donne dolorosi e degradanti sono la norma nei video pornografici.

 

Lindustria del porno si difende sostenendo che il problema riguarda la pornografia violenta, che dovrebbe essere illegale.   

 

Un recente studio di Violence Against Women ha analizzato alcuni tra i video pornografici legali più venduti, mostrando come la degradazione della donna sia ormai diventata una routine: laggressione fisica contro le donne da parte di uomini è stata riscontrata nell88% delle scene con una media di 12 atti aggressivi per scena e quasi sempre le donne reagiscono con piacere o con neutralità, il che rafforza lidea che alle donne piaccia essere dominate e degradate durante latto sessuale.

 

Secondo la sociologa di Boston Gail Dines, autrice del libro Pornland: How Porn Has Hijacked Our Sexuality la brutalità della porno-industria è ormai tale che la maggior parte delle attrici porno hanno una durata  di tre mesi perché i loro corpi sono devastati.

 

La sempre maggiore degradazione della donna nella rappresentazione pornografica rischia di provocare una diffusa insensibilità di fronte a scene di violenza sessuale, rischia di far crescere una generazione di uomini e donne che riterranno normali pratiche sessuali violente che umiliano la donna.

 

La “pornocultura” imperante si riflette nelle menti delle giovani donne che si mostrano e agiscono secondo dettami “porno-estetici. La popolarità del “sexting” – lo scambio di immagini pornografiche via telefonino – pratiche “porno-chirurgiche” come la vaginoplastica (labioplasty) sono esempi di come la porno-cultura sia ormai ampiamente penetrata nella cultura mainstream.

 

PORNO PUBBLICITA'

Porno Moda

PORNO CHIRURGIA The Perfect Vagina

 IL CORPO DELLE DONNE

PORNOCULTURA

Porno Impero

IL PORNO IMPERO COLPISCE ANCORA

POP PORNO (MUTATIS MUTANDE

“Stiamo crescendo una generazione di ragazzi assuefatti a contenuti pornografici violenti e crudeli che avranno una profonda influenza sulla loro sessualità, sui loro comportamenti e la loro attitudine verso le donne".

Why the new 'porn norm' is hurting women

PORNOGRAFIA ESTREMA

"Porn the theory, rape the practice?" 23, January 2008

Violence Against Women: Rape and Pornography

Sexual Assault & Pornography: The Links

"Stupro in caserma dopo l'arresto" Indagati tre carabinieri e un vigile 04/03/2011

Sempre più donne vittime della violenza 

 

I centri ani-violenza dei college americani registrano un aumento degli stupri anali che la Dines collega alla normalizzazione di queste pratiche ad opera della pornografia. “Più il porno sessualizza la violenza contro le donne più normalizza e legittima gli abusi sessuali”.
La Dines dice anche che la pornografia minorile in questi ultimi anni   diventata sempre più popolare (14 milioni di ricerche internet per "teen sex" nel 2006, un aumento del 60% rispetto al 2004). Esiste un’infinità di siti legali che presentano immagini hardcore di donne giovanissime coinvolte in atti sessuali con uomini più grandi: la frequente e regolare esposizione a questi materiali ha l’effetto di rompere il tabù che normalmente impedisce agli adulti di fare sesso con minori.
La Dines ha inervistato un gruppo di uomini finiti in carcere per aver stuprato dei bambini: tutti hanno ammesso di essere abituali consumatori di pedopornografia. “Mi hanno detto che si erano stancati della pornografia che abitualmente consumavano e che volevano qualcosa di più fresco. Inizialmente erano inorriditi all’idea di fare sesso con un bambino in età prepubescente, ma dopo sei mesi di consumo di pedopornografia hanno tutti violentato un bambino”.
L’industria del porno sta spingendo per contenuti sempre più estremi e scioccanti. Secondo la Dines per combattere la crescita della pornografia su Internet occorre stimolare la pubblica awareness about its actual content, and name it as a public health issue by bringing together educators, health professionals, community activists, parents and anti-violence experts to create materials that educate the public. "Così come si fanno le campagne anti-fumo, bisogna fare delle campagne anti-porno che mettano in guardia sui danni idividuali e culturali che provoca la pornografia”.

The truth about the porn industry 2 July 2010

Shocking Truth

Cultura dello Stupro

Il dominio pornografico: femminismo e liberalismo alla prova Di Annalisa Verza

La pornografia è la rappresentazione della subordinazione sessuale delle donne attraverso le immagini. Le donne vengono disumanizzate fino a diventare dei meri oggetti sessuali; subiscono umiliazioni come lo stupro, la mutilazione e violenze di ogni genere. Al contrario, l'erotismo non produce violenza né implica la sopraffazione di un sesso sull'altro. La sessualità deve basarsi su una premessa di eguaglianza e l'erotismo mantiene questa premessa. Oggi le donne si sentono ferite di fronte alla pornografia. La coercizione e la violenza che si ritrovano nella maggior parte del materiale pornografico sono una realtà nella vita di molte donne. Non sorprende allora che le donne possano sentirsi depresse, confuse e ansiose, quando osservano immagini di questo tipo. La cultura produce tali e tanti messaggi sul valore erotizzante della sottomissione e della violenza sulle donne, che una donna può arrivare a vivere la sua eventuale eccitazione come un tradimento. La pornografia svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'idea che alle donne piaccia essere umiliate e/o violentate. Anche per gli uomini, però, contiene un messaggio negativo: dice loro implicitamente che la sessualità è qualcosa di animale e che le donne che l' accettano sono esseri degradati e degradanti, incapaci di provare sentimenti.

Erotismo e pornografia: due mondi da non confondere

Pornografia Ed Erotismo

Il film-documentario "The Price of Pleasure" (“Il Prezzo del Piacere”)  è stato realizzato nel 2004 dai filmakers Chyng Sun, Miguel Picker e Robert Wosnitzer in collaborazione con il professore della University of Texas Robert Jensen e la ricercatrice Gail Dines per documentare l’annuale convention pornografica “Adult Video News” in contrapposizione ad una disamina dei dati sulla violenza sessuale.

Gran parte del materiale presentato nel film si concentra sul porno che include scene di violenza contro le donne, scene talmente forti che molti spettatori arrivano a coprirsi il viso per non guardare.

Sex and Violence

Theories about the affects of sexually explicit films on society abound. Some say that porn, which is largely protected by the First Amendment, sexually liberates women, while others argue that porn has indirectly increased sexual violence toward women and eroded relationships.
Though there's no definitive study on porn and violence, most research, including a 2002 article in the Journal of Sex Research, found no connection between those committing rape and the viewing of pornography.
Sun decided to take a deeper look at the porn/violence connection by organizing a team of researchers to analyze the amount and type of aggression used in popular porn films. Sun compiled a list of the most-rented and best-selling porn videos during a seven-month period, as reported by AVN. She then randomly selected 50.
"Porn is very diverse," Sun said. "We decided to look into popular pornography to make our study reliable."
Her team then recorded each instance of aggression (including spanking, gagging and verbal abuse). Their definition of aggression included "any action causing physical or psychological harm to oneself or another person, verbally or physically."
"Overall 94.4 percent of the aggressive acts were targeted at women," she said, and "95.5 percent of the female characters who were the targets of aggression actually expressed enjoyment or had no response at all."
"Violence is met with acceptance or pleasure. So what does that mean for the viewer?" Sun said.
In the course of her research, Sun noted a much higher frequency of aggression than reported in an earlier group of content analysis studies that also evaluated porn, conducted in the early '90s. This may be partly due to the way the researchers choose to define aggression in the films studied.
Says Jensen, "The question is often asked, 'Does pornography cause rape,' and the answer is obviously 'No.' I think the question is better framed, 'Does pornography contribute to a culture in which rapes happen at the epidemic levels it does?'"

Documentary Highlights Violence in Porn Videos Nov. 20, 2008

http://thepriceofpleasure.com/synopsis.html

Le donne hanno raccontato di essere state buttate giù dalle scale, tenute sotto chiave senza cibo per lunghi periodi, ustionate e morsicate,riporta una portavoce dell’organizzazione irlandese di ispirazione cristiana Ruhama. Dal 1989 l’ONG (il cui nome significa “nuova vita” in ebraico) si occupa di dare assistenza a donne coinvolte nella prostituzione, offrendo alloggio, assistenza medica e programmi per il reinserimento nel mondo del lavoro. Il numero di donne disperate che si sono rivolte a Ruhama nel 2010 è aumentato del 20% rispetto all’anno precedente. Dalle testimonianze delle vittime, appare chiaro che anche lo sfruttamento della prostituzione si è pienamente informatizzato.
Nell’ultimo decennio internet ha esposto le aziende a una maggiore concorrenza e ha determinato in alcuni settori il miglioramento dei servizi e l’abbassamento dei costi. Anche l’industria del sesso a pagamento non è sfuggita a questo processo e a pagare i costi della competitività sono naturalmente le prostitute, spesso costrette a lavorare a turni di 12 e 16 ore. I protettori hanno grosso modo imitato eBay: il cliente sceglie la donna da un catalogo online, prende un appuntamento, consuma la transazione e lascia un feedback sul sito.
Il meccanismo ha causato, a detta delle prostitute in contatto con Ruhama, un aumento della pressione da parte dei protettori, che spesso le controllano tramite webcam per esporsi di meno alla polizia. Donne sfiorite e riluttanti a soddisfare i desideri più perversi del cliente, ricevono rabbiose recensioni negative. Per ottenere feedback positivi bisogna “diventare una latrina pubblica”, nelle parole di una ex prostituta.
In parallelo, anche i clienti sembrano essere progressivamente più giovani, aggressivi ed esigenti. In una testimonianza una donna racconta che “ragazzini arrivano in gruppi di 2 o 3, e si incitano a vicenda per commettere atti più estremi e degradanti”. Ellen O’Malley Dunlop del Dublin Rape Crisis Centre, un’agenzia che assiste le vittime di stupro, non ha dubbi sul fatto che la disponibilità di pornografia online porti a una “desensibilizzazione” connessa a questo aumento di violenza sessuale, a cui le prostitute sono particolarmente vulnerabili.
Il porno 2.0
La pornografia, (dal greco porné che significa prostituta), gode oggi di un livello di penetrazione culturale senza precedenti, non solo in Irlanda ma in tutte le società in cui l’accesso a internet è molto diffuso. Da quando le prime fotografie di rapporti sessuali si diffondevano clandestinamente in Europa nel 1840, moltissima strada è stata fatta: dopo il boom del cinema porno negli anni ‘70 e dell’home-video che ha dominato gli anni ‘80, dalla metà degli anni ‘90 il World Wide Web è stato sommerso da un’alta marea di materiale sessualmente esplicito.
Con il rapido miglioramento delle tecnologie web negli anni 2000, il porno online è entrato in una fase di specializzazione e radicalità. Grandi portali simili a YouTube offrono a milioni di utenti sconfinate tassonomie sessuali, in cui frammenti di video vengono meticolosamente catalogati per gruppo etnico, parte del corpo femminile preferita, orientamento sessuale e altri oscuri parametri, dando adito a stranezze e feticci che farebbero arrossire il marchese De Sade.
Il porno è sempre stato prevalentemente un prodotto della sessualità maschile, quindi non deve sorprendere che con questa categorizzazione sia aumentata anche la diffusione di pratiche estreme che eroticizzano il degrado femminile, ma che rimangono legali perché filmate con attrici consensuali (il cosiddetto “porno violento”). In questa categoria rientrano ad esempio il bukkake, che consiste nell’eiaculazione rituale di molti uomini su una donna nuda inginocchiata, e il puke, che invece si concentra sul causare il vomito a malcapitate attrici (inginocchiate anche qui) tramite energiche fellatio. Marginali fino a una decina di anni fa, queste bizzarrie sono ora sulla via della banalizzazione. L’abuso di porno online sembra portare gli utenti a cercare stimoli inusuali, relegando il coito ad un immaginario sessuale ormai dal grigiore vittoriano.
Questo processo di “pornificazione” delle società occidentali è sotto gli occhi di tutti, ma il collegamento causale tra porno e violenza verso le prostitute, che sembra opinione comune tra gli addetti ai lavori, va maneggiato con cura. La disumanizzazione delle prostitute ha radici ben più profonde e lontane del boom della pornografia online, e i maltrattamenti, sia dai clienti che dai protettori, sono da sempre una caratteristica della professione: nel libro dell’Apocalisse la “grande meretrice” di Babilonia viene simbolicamente odiata, denudata, mangiata viva e bruciata.
Secondo alcuni psicologi, gli internauti si relazionano alla pornografia in una sorta di stato simulativo, in cui partecipano a prodezze sessuali difficilmente realizzabili nella vita reale, talvolta cedendo a stimoli apertamente immorali. Il trasferimento dal livello simulativo a quello delle relazioni reali, seppur teoricamente possibile, non è stato provato empiricamente. Non è nemmeno chiaro se soggetti che hanno già una predisposizione alla misoginia violenta trovino nella pornografia un’istigazione all’azione, o uno sfogo benefico che li trattiene dal commettere crimini reali.
In maniera simile ai film horror accusati negli anni ‘80 di istigare alla tortura e all’omicidio, la diffusione della pornografia può fornire una spiegazione semplicistica che impedisce di concentrare l’attenzione su cause più centrali, come l’emarginazione economica e sociale che alimenta lo sfruttamento della prostituzione e i suoi mali. Scoraggiare il porno violento può comunque avere dei benefici: campagne di sensibilizzazione possono chiarirne la natura e i rischi, sia per gli utenti che per le donne che sono coinvolte nella sua produzione. In ogni caso, la battaglia per la riumanizzazione delle prostitute condotta da Ruhama sarà certamente lunga e difficile.

La prostituzione nell’era di eBay 15 febbraio 2011

Dublin Rape Crisis Centre

"Schiave del potere" la mappa della tratta delle donne nel mondo

 

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