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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

The prime accused in the case is a corporation councillor belonging to the CPM that is ruling the state

sabato 5 marzo 2011

Figli costretti a prostituirsi dai genitori

Di giorno li mandavano a rubare nei supermercati. Di notte li obbligavano a prostituirsi con clienti abituali. Fino a quando i carabinieri della compagnia di Monza, in collaborazione con la polizia Locale di Milano, hanno arrestato la coppia di romeni che sfruttavano i figli di 20 e di 16 anni. In manette sono finiti Florian H., 42 anni, pregiudicato per furto, e la compagna Isabela Mihaela M., di 40 anni.


Due arresti che fanno parte di un'appendice dell'operazione Fata, nella quale erano state indagate, tra lo scorso giugno e l'inizio di quest'anno, un centinaio di persone, quasi tutte romene, per reati che spaziavano dalla tratta di esseri umani allo sfruttamento della prostituzione. Squallidi personaggi che gestivano la tratta del «marciapiede», reclutando ragazze di Bucarest e dintorni anche minorenni prelevate dagli orfanotrofi. Per poi essere dirottate sulle strade di Milano, Monza e Sesto San Giovanni.
Florian H. e Isabela M., per circa due anni, quando i loro figli ne avevano 18 e 14, si sono arricchiti sfruttandoli. Secondo gli investigatori, i ragazzini avevano una quarantina di clienti. Venivano contattati attraverso il telefono dei genitori che, fissato l'incontro, li accompagnavano fino al grande parcheggio tra Monza e Cinisello, in zona Bettola. I fratelli salivano quindi sulle macchine dei clienti che, per ogni prestazione sessuale, pagavano 100 euro.
Sempre sul fronte romeni, la Guardia di Finanza, che stava indagando su un giro di carte di credito clonate, è incappata in pregiudicati che non disdegnavano anche lo spaccio di droga e lo sfruttamento di ragazzine. Su quest'ultimo filone, sono finiti al fresco tre romeni trentenni, che gestivano una quindicina di ragazze tra i 18 e i 20 anni, per un giro d'affari di quasi 900 mila euro in un anno. Ogni ragazza, infatti, guadagnava dai 4 ai 5 mila euro al mese. I tre sfruttatori sono stati bloccati in un appartamento non lontano da piazzale Loreto. Spesso, secondo i detective della Fiamme Gialle, il terzetto si recava in Romania, per reclutare nuove ragazze che non finivano solo sul marciapiede. Le loro prestazioni venivano, infatti, pubblicizzate con annunci su Internet. I tre pensavano a tutto: vitto, alloggio, vestiti e telefonini. Le accompagnavano al posto di lavoro e le andavano a prendere.



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