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giovedì 3 febbraio 2011

Sii bella e sta zitta

"Sii bella e stai zitta" è l’ultimo libro dedicato alla condizione femminile in italia. Uscito a maggio è l’opera di Michela Marzano, una filosofa che denuncia tutte le offese e discriminazioni che subiscono le donne italiane e assieme a Nadia Urbinati e Barbara Spinelli, scrisse l’appello di Repubblica sul corpo delle donne (“Quest’uomo – nel senso di presidente del Consiglio – offende le donne e la democrazia. Fermiamolo”).

In questi ultimi anni è un fiorire di libri che denunciano e mettono a nudo il maschilismo italiano, e sfatano il mito che vorrebbero l’Italia tra i paesi occidentali più evoluti nella questione di genere. Michela Marzano, è una filosofa e docente italiana e vive in Francia, quindi è importante notare come lei è rimasta sconcertata davanti alla condizione femminile non solo immutata ma anche peggiorata, del Paese che ha lasciato circa vent’anni fa. Un Paese in cui, dopo tante faticose lotte, le donne sono tornate a contare solo per come appaiono, costrette ad imitare un unico modello imposto, quello della Velina.

Le veline come tutti sanno, sono donne di spettacolo molto giovani e avvenenti, che non possono parlare ma devono mostrarsi mezze nude e sensuali allo scopo di alzare gli ascolti, di rendersi oggetto di desiderio per i telespettaroti maschi e modello di riferimento per le ragazzine.

L’unico modello di riferimento promosso nel nostro Paese sarebbe una donna giovane, sottomessa e sexy costretta a diete rigide, alla chirurgia estetica e agli sguardi voyeuristici maschili. Che n’è delle donne vere? Perchè le donne non parlano più?

La Marzano chiede perchè l’Italia di oggi offende le donne e perchè le donne preferiscono stare zitte. Domande che si sono chieste diverse autrici e che è molto importante porsi perchè non c’è nemmeno una spiegazione che nemmeno le donne zittite sanno darsi. “La regressione delle donne italiane non è solo un mito, è una realtà. Una realtà triste che emerge anche e soprattutto quando si discute con la gente, si osservano i comportamenti che gli uomini e le donne hanno nella vita quotidiana, si assiste al ritorno di discorsi maschilisti e retrogradi”.

Ha percepito che le donne italiane abbiano fatto dei passi indietro dal 1988, anno in cui ha lasciato l’Italia.Analizzando la condizione lavorativa e politica, la maternità e la mercificazione delle donne nei mezzi di comunicazione. Io purtroppo nell’88 nascevo ma so perfettamente che le battaglie femminili sono morte proprio alla fine degli anni ’80, quando iniziava a divulgarsi nelle tv commerciali il modello di donna oggetto.Sembra quasi una coincidenza, ma non lo è.

Inoltre la Marzano analizza come oggi venga vissuto in Italia l’adolescenza, la sessualità e il corpo: “A differenza di altri paesi europei, la virilità prepotente continua a essere una specie di imperativo categorico per i nostri ragazzi”. Alle giovani donne spetta naturalmente un’iniziazione speculare: “La tendenza generale, per una giovane, è interiorizzare la sofferenza, trasformando il suo corpo in cassa di risonanza delle difficoltà relazionali”.

Un libro di denuncia e resistenza come dicono le sue parole: «Questo libro è un atto di resistenza. Di fronte alle offese e alle umiliazioni che subiscono oggi le donne in Italia, in quanto filosofa, ho sentito il dovere di abbandonare la torre d’avorio in cui si trincerano spesso gli intellettuali per spiegare le dinamiche di oppressione che imprigionano la donna italiana. Lo scopo è semplice: si tratta di dare a tutte coloro che lo desiderano gli strumenti critici necessari per rifiutare la sudditanza al potere maschile. Perché le donne continuano a cedere alla tentazione dei sensi di colpa e, per paura di essere considerate “madri indegne”, abbandonano ogni aspirazione professionale? Perché tante donne vengono giudicate “fallite” o “incomplete” quando non hanno figli? Perché molte adolescenti pensano che l’unico modo per avere successo nella vita sia “essere belle e tacere”? Perché il corpo della donna continua a essere mercificato? Perché stiamo assistendo al ritorno di un’ideologia retrograda che vorrebbe spostare l’orologio indietro e rimettere in discussione le conquiste femminili degli anni Sessanta e Settanta? »

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