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Supreme Court of India Orders To Block Rape Videos

In a very welcome move, the Supreme Court of India is acting against the publication and dissemination of rape videos

mercoledì 9 febbraio 2011

PORNO FACEBOOK


Lo racconta lui stesso su Wired Usa, in un articolo che mette a confronto la situazione delle passeggiatrici con quella della navigatrici. Oggi, infatti, come sanno certi nostri onorevoli, il mercato si sta spostando sempre di più online. Escort & co. si stanno facendo tecno-astute, e il Web permette ad alcune di loro di non cadere nelle mani dei protettori, di bypassare le agenzie e di lavorare in maniera più sicura. Non usano soltanto i siti specifici per farsi pubblicità: l’83% delle signore intervistate da Venkatesh, per esempio, è su Facebook, e il prof prevede che, entro la fine del 2011, il social network di Zuckerberg sarà la loro vetrina preferita. Basta uno smartphone (il 70% ha un Blackberry, simbolo di professionalità e sicurezza, il 19% un iPhone) e un account su Fb per promuoversi, gestire le relazioni pubbliche e la propria immagine, e aggiornare i prezzi. In completa autonomia. 

Ecco come si quantificano i vantaggi. Chi lavora in strada guadagna in media 75 dollari a prestazione (cui si applica di solito uno sconto del 25-30%), finisce in carcere almeno 2 volte l’anno e subisce violenza  4 volte (tanto che è fondamentale portare un coltello in borsetta). Deve inoltre provvedere alle sostanze stupefacenti per i clienti e pagare i protettori. Le escort che trovano i clienti in Rete, invece, guadagnano circa il 50% in più, di rado hanno a che fare con la polizia e subiscono violenza la metà delle volte, anche perché trovano il modo di conoscere dove abitano e lavorano i loro frequentatori. Inoltre, formano Subchapter-S corporation

Nel 2003, prima dell’era di Facebook, i clienti arrivavano tramite agenzie (40%), strip club (24%), e il sito Craigslist.org (9%). Cinque anni più tardi, Fb si era accaparrato la quota del 25% del traffico, mentre le agenzie e i club avevano perso il loro ruolo dominante (scendendo al 25% e all’11%, rispettivamente). Ora che la sezione per adulti di Craigslist ha chiuso, Facebook sembra aver preso il suo posto. 

Ma al social network puritano, però, questo tipo di pubblicità non piace, e un portavoce riferisce che “verranno presi provvedimenti, anche legali e in accordo con le forze dell’ordine, e saranno disattivati gli account”. D’altra parte, si tratta di una sorta di violazione del contratto, che vieta di postare determinati contenuti.


Eppure, c’è chi pensa che, con un po’ di attenzione alla privacy, Fb sia il luogo ideale per ospitare un servizio per adulti. 

Certo, servirà maggiore attenzione alla sicurezza dei minorenni. Proprio ieri, in occasione del Safer Internet Day, sono stati rilasciati alcuni dati per nulla confortanti. Per esempio, secondo un sondaggio del Movimento genitori (Moige) e di Trend Micro, mamma e papà hanno decisamente troppa fiducia dei figli e del Web: solo il 40% naviga insieme ai propri ragazzi, e nel 70% dei casi, i genitori non hanno idea di quali siti frequentino. 


Le prostitute scelgono Facebook 09 febbraio 2011


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