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sabato 12 febbraio 2011

PORNO CHIRURGIA The Perfect Vagina

Botox, protesi al seno e liposuzione addio. Il nuovo trend nella chirurgia estetica è il rimodellamento delle parti intime. La mania, scoppiata oltreoceano, sta dilagando e pare abbia contagiato anche le donne italiane. Insomma, praticata da una decina di anni, la chirurgia estetica intima fra le donne non è più un tabù e spesso viene utilizzata per risolvere una situazione di disagio psicologico.

Per rimediare alle imperfezioni, sono diversi i tipi di intervento a cui ricorrere: la lipostruttura delle grandi labbra (da 2.200 a 3.400 euro), il lifting del monte di Venere (da 3.000 a 5.000 euro) e la vaginoplastica (da 4.000 a 5.000 euro). Ma c'è anche chi si rivolge al chirurgo per la ricostruzione dell'imene: rifarsi una verginità costa tra i 1.200 e i 2.500 euro. Secondo la rivista americana Self, che ha condotto un'indagine proprio sull'argomento, 1 persona su 10 ha risposto che "considera la chirurgia delle parti intime come qualcosa che aiuta a sentirsi meglio e più sexy".

La paziente tipo è in genere una donna intorno ai 40 anni, professionista, che accusa un disagio dovuto alle conseguenze di gravidanze pregresse, o a oscillazioni di peso, o ancora a traumi, e che focalizza la sua attenzione su di una parte anatomica che, pur essendo nascosta, rimane il fulcro della femminilità. Negli Usa sono comparse addirittura delle campagne pubblicitarie per incentivare gli interventi di chirurgia vaginale, che risulta essere, secondo l'American Society for Aesthetic Plastic Surgery, la terza procedura chirurgica in ordine di crescita.

In Australia, uno studio realizzato da Medicare ha rivelato che negli ultimi 10 anni il numero di richieste di operazioni per il ringiovanimento vaginale è triplicato. In Inghilterra, come riporta l'Harley Medical Group, il numero di donne che si sono rivolte al chirurgo per rimodellare le proprie parti intime sono aumentate in media del 30% dal 2006 a oggi. Ma nel 2009 le operazioni fatte tramite il sanitario nazionale inglese sono cresciute addirittura del 70% rispetto all'anno precedente.

Anche la Spagna si è adeguata a questo trend: secondo la Sociedad Espanola de Cirugia Plastica Reparadora y Estetica, nonostante la crisi che ha colpito anche il settore della chirurgia estetica, penalizzandolo con una contrazione del 30%, la chirurgia 'intima' continua a registrare un vero e proprio boom ed è aumentata, solo nell'ultimo anno, del 20%.

Chirurgia vaginale, anche in Italia è boom 07 Febbraio 2011


Tra le conseguenze della depilazione integrale c’è stata un’impennata di conoscenza della vulva propria e altrui, la rapidissima affermazione personale e collettiva di un presunto canone di intima bellezza, l’immediata possibilità di accedere a un intervento chirurgico estetico e correttivo molto ben pubblicizzato. Non esiste una statistica sul numero di operazioni, private e ambulatoriali: «Come voler sapere quante carie vengono curate: è impossibile» risponde testuale il professor Gianfranco Bernabei, chirurgo plastico a Milano, ma sommando il numero di interventi effettuati nelle più importanti cliniche specializzate, può dirsi che almeno un migliaio di italiane all’anno sborsa dai 2 ai 10mila euro per labioplastica (diminuire le piccole labbra, rimodellare, allineare), vaginoplastica (restringere la vagina, tonificare, elasticizzare), sistemazione delle grandi labbra (rimpolpare, ridurre, parificare), riduzione/aumento del monte di Venere, ampliamento del punto G (pochissime in verità), ricostruzione delle condizioni di verginità (imenoplastica, la praticano solo le donne musulmane).

Non esiste (ancora) un catalogo dove scegliere la migliore forma estetica da dare al proprio organo sessuale ma, per favore, nessuno scandalo se entro qualche anno (mese?) sarà disponibile: c’è già per il seno, i glutei, la pancia, il naso, la bocca, perché non per l’organo sessuale? L’ultima frontiera è stata abbattuta a tempo di record. Lo sdoganamento del seno nudo è passato per la battaglia libertaria di prendere il sole in topless e, ora che è lecito, la maggior parte saggiamente si copre per evitare danni. La vulva (e la vagina, ovvero il canale interno) invece è sempre rimasta nascosta e innominata, circoscritta da pozzetti di stoffa che, nel corso del tempo, si sono ristretti in maniera inversamente proporzionale all’aumento della zona da depilare. Fino a quando la diffusione del perizoma come elemento strutturale, e non occasionale, della biancheria intima, ha obbligato allo scoprimento pressoché totale. Con la necessità di imparare a conoscere la morfologia dell’organo, mostrarsi non solo al partner ma anche alle altre negli spogliatoi delle palestre, scoprire che ogni donna ha una natura diversa e le differenze non sono difetto. Ed è qui che l’avventura comincia a farsi problema.

Il dottore Jamal Salhi, 50 anni, palestinese, in Italia da 30, lavora a Roma, ha una lunga esperienza sulla chirurgia dei genitali e se ne occupa con «uno specifico marketing» (il sito vaginoplastica.it): «Dal 2006 registro un aumento del 40 per cento delle richieste di informazioni. La metà delle donne viene per la visita e su 10 di loro almeno 4 faranno l’operazione. L’età varia da 20 ai 49 anni, il 65 per cento vuole interventi di labioplastica, poche di vaginoplastica, più spesso una combinazione delle due operazioni, per un totale di circa 300 interventi all’anno». Il tariffario va dai 2 ai 4mila euro; il dottore precisa che per rimpolpare non usa filler liquido ma il derma porcino liofilizzato. Secondo Salhi, le donne richiedono aggiustamenti nelle parti intime non per aumentare il piacere sessuale, ma per bellezza: «La vagina compromessa è come i capelli bianchi, un segno di vecchiaia, vogliono una vagina elastica». Le sue clienti non sono (solo) signore ricche, ma anche casalinghe, cameriere, sportive, donne che chiedono un prestito in banca per l’intervento: «Lo fanno per sentirsi a posto con se stesse, spesso non hanno un partner». Il medico è sposato e ha 4 figli. Siccome la pubblicità della vaginoplastica martella sui (presunti) danni dopo le nascite, gli chiedo se sua moglie è ricorsa alla chirurgia: «Per sua natura, non ne ha bisogno». A questo punto domando se esiste la vagina perfetta: «Sì, certo». La descrive, per favore? «Deve avere un aspetto armonioso, colorito roseo, tono muscolare perfetto, pelle tonica e idratata, nessuna ruga né colori strani, clitoride di giuste dimensioni, pochi peli, una dimensione accettabile».

La chirurgica degli organi genitali interviene su malformazioni, traumi da parto, nelle ricostruzioni post tumorali e cambio del sesso. L’uso estetico ha avuto il suo lancio in America all’inizio del 2000 con il dottor David Matlock che ha messo a punto due tecniche di operazione, ora sotto copyright: la Dlv (Designer laser vaginoplasty) e Lvr (Laser vaginal rejuvenation). Matlock posa per le copertine dei magazine come fosse un divo di C.S.J. e ha scritto pure un libro, “Sex by design”, in cui teorizza che una sana e lunga vita sessuale passa per un organo genitale tenuto in forma smagliante dal laser. «La vagina perfetta calza perfettamente al pensiero di “sesso perfetto”, che invece è cosi lontano dalla realtà clinica quotidiana», dice Cristina Critelli, ginecologa e sessuologa dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma. «Cancellare imperfezioni e i segni del passato – i parti, l’età, la menopausa – restituire a se stessi e all’altro un corpo impeccabile fa parte di un modello ideale, che però non ci fa vivere la nostra capacità sessuale, un’arte antica alla quale servono tempi lunghi e pazienza». 

Più netto e drammatico è lo psicoanalista Massimo Recalcati su Fame, sazietà, angoscia (rivista kainos, 2007): «La produzione elettrizzata della girandola degli oggetti-gadget avvolge il soggetto ipermoderno in un’atmosfera di maniacalità collettiva. Il legame con l’Altro e la dimensione dello scambio erotico-amoroso che esso implica lascia il posto alla relazione unilaterale con una serie illimitata di partner-inumani (droga, cibo, alcol, psicofarmaco) ma anche un’immagine feticizzata del proprio corpo».


A Londra, 172 cliniche offrono il servizio di vaginoplastica, il costo va dalle 3 alle 5mila sterline e il numero di donne che ha fatto l’intervento è aumentato del 300 per cento, come ha dichiarato Heather Leach, regista che ha girato per Channel 4 il documentario “The Perfect Vagina”.

Il film spiega come l'industria pornografica abbia stabilito canoni precisi per quanto riguarda l'aspetto dei genitali femminili. Ecco allora le donne che si fanno operare per rispettarli.

A cosa attribuisci questo improvviso aumento di ragazze sotto i vent’anni che si fanno affettare la vagina?
 
In parte, alle enormi pubblicità di grosse corporazioni di chirurgia estetica che si trovano all’interno delle riviste femminili. Poi c’è da aggiungere la grande pressione esercitata dai coetanei, dai teenager, soprattutto dai maschi.
 
In che senso?
 
I ragazzini guardano moltissimi porno. Per quanto ne so, non c’è nessun genere di immagine pornografica moderna che contenga quella che io considero una vagina normale. In questo modo i ragazzini cominciano a pensare che la patata perfetta non dovrebbe avere alcuna imperfezione, quindi niente piccole labbra che fuoriescono, e soprattutto niente peli superflui.

I nostri corpi non sono semplici oggetti che occupano uno spazio, sono al centro di lotte egemoniche. Sui corpi e con i corpi si amministra il potere e noi, con il nostro, siamo al centro di queste tensioni. Il corpo non è neutro, non è un semplice oggetto che esiste per sé: è produttore di simboli e significati e da questi viene a sua volta prodotto. Simboli e significati, però, che non esistono isolati in un ipotetico vuoto ma sono imbrigliati in una determinata società e nella cultura che le è propria, in tal senso, quindi, occuparsi delle modalità di manipolazione del corpo non fa altro che permettere di approfondire la conoscenza della società che le ha prodotte.

La manipolazione rituale del corpo riproduce, così, la società che l’ha prodotta. 

Queste ragazze non sono libere di scegliere, nessuno ha mai spiegato loro che non esiste una “vagina perfetta”, né che non sono dei mostri: l’immagine che ritorna del loro corpo dopo essere passata per lo specchio deformante dei media è un’immagine indesiderabile e inadeguata che va normalizzata, messa a norma, a tutti i costi. 

Vaginoplastica: l’infibulazione “estetica” delle donne occidentali gennaio 14, 2010


L CORPO DELLE DONNE


 

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