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Raped by the System: the Wadakancherry Rape Case

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venerdì 25 febbraio 2011

PORNO BAMBINI

Mentre l’insegnante di una scuola elementare umbra è dedita a cercare su internet materiale per la redazione di un libro i suoi alunni, tutti bambini tra i 9 e i 10 anni e anch’essi dotati di computer, nell’aula di informatica della scuola si dedicano alla visione di siti pornografici. 
E’ la storia che emerge dalla relazione del procuratore regionale della Corte dei conti umbra Agostino Chiappiniello sull’attività svolta nel 2010 dalla magistratura contabile, presentata giovedì mattina in occasione della solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.

Completamente disinteressata Nella relazione della Corte emerge la responsabilità dell’insegnante «per essersi completamente disinteressata della vigilanza sui bambini ad essa affidati, avendo detta insegnante svolto, proprio durante le lezioni di cui era responsabile, delle ricerche in internet per la redazione di un libro per finalità esclusivamente personali». Insomma, mentre l’insegnante si dedicava a tutto tranne che all’insegnamento, i computer in dotazione ai suoi bambini di quarta elementare erano impiegati per fini decisamente poco didattici.

Immagini oscene All’insegnante, secondo quanto scritto nella relazione, è stato contestato il «danno da disservizio in quanto, nonostante la convenuta avesse una classe di quarta elementare in condizioni di accedere ad Internet per soli fini didattici, la stessa non teneva, come avrebbe dovuto, una condotta attenta all’utilizzo dei pc, consentendo agli alunni di avere libero accesso a siti pornografici». Una condotta che la Corte ha giudicato «omissiva» e che ha determinato la messa in circolazione di immagini «oscene» da parte di bambini di soli 9 o 10 anni. Il danno, infine, deriva dal disservizio conseguente alla chiusura dell’aula di informatica dopo le (ovvie) denunce da parte dei genitori.

Bambini guardano siti porno mentre la maestra non li controlla: i genitori denunciano, chiusa l’aula 24/2/11

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